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Martedì 1 Luglio 2008, 12:49

Governo: Sacconi, Sistema Assicurativo e' Interlocutore Essenziale

Agenzia ASCA

(ASCA) - Roma, 1 lug - ''Il sistema assicurativo e' un interlocutore essenziale nella lunga transizione in cui siamo impegnati''. Lo ha detto il ministro del welfare, Maurizio Sacconi, nel suo intervento all'assemblea annuale dell'Ania, sottolineando che ''siamo una societa' in cammino in una sponda franante e per attraversare il guado abbiamo bisogno di solida coesione sociale''. Riferendosi alle misure necessarie per il rilancio del Paese, Sacconi ha spiegato che servono ''politiche per un nuovo modello sociale non solo di distribuzione ma anche di produzione della ricchezza''. Secondo il ministro ''nel contesto di emergenze economiche e sociali che, sono strutturali, dobbiamo lavorare per costruire una coesione in due modi: produrre una condivisione del rischio d'impresa tra imprenditori e lavoratori e distribuire la ricchezza man mano che si formera'''. Per Sacconi, in ogni caso, deve comunque esserci ''il concorso della spesa privata a sostegno del nostro modello sociale. Gli attori sociali sono portati infatti a organizzare tutto cio' che concerne lo sviluppo della persona e le assicurazioni private non possono che essere interlocutori per garantire coperture che migliorino la gestione dei rischi''. Secondo il ministro ''possiamo dare un impulso alla collaborazione stimolando l'abbandono della conflittualita' tra capitale e lavoro e superare la fase di apatia e indifferenza tra capitale e lavoro per entrare in una fase di complicita' che si realizza nel momento in cui le parti decidono di sostenere lo sviluppo della persona nel lavoro''. Al momento per Sacconi ''scontiamo un modello pubblico caratterizzato anche dalla composizione della spesa squilibrata in favore della previdenza con la conseguenza di una insuffiente allocazione delle risorse in altre direzioni. Scontiamo inoltre un sistema che ha dinamiche straordanariamente pericolose che devono essere contenute e che non possono essere penalizzate da un aumento della pressione fiscale''. Il ministro ha poi ricordato che per la non autosufficienza la spesa oggi e' pari allo 0,9% del pil, mentre nel 2050 arrivera' tra 2,8 e 3,5%, mentre sulla sanita' lincidenza sul pil e' pari al 6,8% per la spesa pubblica e all'8,9% per la spesa complessiva. Per questo - ha spiegato - ''si dovra' sempre di piu' cercare di delimitare il confine del pubblico e definire un quadro di riferimento nel quale potra' svilupparsi la componente privata che ha come sua fonte la contrattazione

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