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Governo: Sacconi, Sistema Assicurativo e' Interlocutore Essenziale
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(ASCA) - Roma, 1 lug - ''Il sistema assicurativo e' un
interlocutore essenziale nella lunga transizione in cui siamo
impegnati''. Lo ha detto il ministro del welfare, Maurizio
Sacconi, nel suo intervento all'assemblea annuale dell'Ania,
sottolineando che ''siamo una societa' in cammino in una
sponda franante e per attraversare il guado abbiamo bisogno
di solida coesione sociale''.
Riferendosi alle misure necessarie per il rilancio del
Paese, Sacconi ha spiegato che servono ''politiche per un
nuovo modello sociale non solo di distribuzione ma anche di
produzione della ricchezza''.
Secondo il ministro ''nel contesto di emergenze economiche
e sociali che, sono strutturali, dobbiamo lavorare per
costruire una coesione in due modi: produrre una condivisione
del rischio d'impresa tra imprenditori e lavoratori e
distribuire la ricchezza man mano che si formera'''.
Per Sacconi, in ogni caso, deve comunque esserci ''il
concorso della spesa privata a sostegno del nostro modello
sociale. Gli attori sociali sono portati infatti a
organizzare tutto cio' che concerne lo sviluppo della persona
e le assicurazioni private non possono che essere
interlocutori per garantire coperture che migliorino la
gestione dei rischi''.
Secondo il ministro ''possiamo dare un impulso alla
collaborazione stimolando l'abbandono della conflittualita'
tra capitale e lavoro e superare la fase di apatia e
indifferenza tra capitale e lavoro per entrare in una fase di
complicita' che si realizza nel momento in cui le parti
decidono di sostenere lo sviluppo della persona nel
lavoro''.
Al momento per Sacconi ''scontiamo un modello pubblico
caratterizzato anche dalla composizione della spesa
squilibrata in favore della previdenza con la conseguenza di
una insuffiente allocazione delle risorse in altre direzioni.
Scontiamo inoltre un sistema che ha dinamiche
straordanariamente pericolose che devono essere contenute e
che non possono essere penalizzate da un aumento della
pressione fiscale''.
Il ministro ha poi ricordato che per la non
autosufficienza la spesa oggi e' pari allo 0,9% del pil,
mentre nel 2050 arrivera' tra 2,8 e 3,5%, mentre sulla
sanita' lincidenza sul pil e' pari al 6,8% per la spesa
pubblica e all'8,9% per la spesa complessiva. Per questo - ha
spiegato - ''si dovra' sempre di piu' cercare di delimitare
il confine del pubblico e definire un quadro di riferimento
nel quale potra' svilupparsi la componente privata che ha
come sua fonte la contrattazione
collettiva''.
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