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Mercoledì 2 Settembre 2009, 0:00

L'Off-shore a secco

Di Pagina a cura di Gabriele Frontoni

Italia Oggi

A partire dal 31 marzo del prossimo anno, tutte le controparti di un contratto con la Banca europea degli investimenti (Bei) dovranno garantire di non risiedere in un paese presente sulla lista grigia dell'Organizzazione di cooperazione e sviluppo economico (Ocse). Dopo aver minacciato il governo austriaco di chiudere le linee di credito agli investimenti esteri di Vienna, la Bei ha dato una nuova spallata al segreto bancario portando a termine una revisione generale delle politiche della Banca contro i centri finanziari

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offshore.
I risultati del processo di contrasto ai paradisi fiscali sono contenuti in un documento approvato dal board della Bei in cui si delineano le linee guida che dovranno essere seguite dai funzionari della banca nel corso delle procedure di verifica dei requisiti in possesso dei soggetti che vorranno avvalersi di un finanziamento da parte dell'istituzione. Ma quali sono le novità di questo intervento a gamba tesa della Bei contro i centri offshore? «La Banca europea degli investimenti si rifiuta di operare con soggetti che abbiano contatti diretti con un centro finanziario offshore appartenente alla lista grigia dell'Ocse a meno che il progetto di finanziamento non riguardi direttamente una di queste giurisdizioni con la rassicurazione che il denaro concesso non venga utilizzato per attività illegali o per pratiche elusive delle tasse», si legge nel documento. Non solo. «La Banca non effettuerà investimenti a sostegno del settore finanziario (ricapitalizzazione di banche, compagnie di assicurazione o altri intermediari finanziari) in una qualsivoglia giurisdizione vietata». Per tutte le operazioni riguardanti i centri finanziari offshore approvate dal board della banca prima o dopo il 31 marzo 2010, prima della firma del contratto la Bei imporrà alle giurisdizioni presenti sulla lista grigia dell'Ocse un obbligo di trasferimento della propria residenza in un paese esterno alla lista. A partire dalla stessa data, tutti i nuovi contratti firmati dalla Bei includeranno una clausola di trasferimento della residenza societaria in un paese esterno alla lista grigia dell'Ocse, nel caso in cui la società finanziata dalla Bei sia residente in un Paese che entri a far parte della lista grigia successivamente alla firma del contratto. In questo caso, le società beneficiarie dei finanziamenti avranno a disposizione 12 mesi di tempo per trasferire la propria residenza fiscale da un paese offshore nella lista grigia dell'Ocse verso un centro ritenuto fiscalmente collaborativo.

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