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Venerdì 2 Maggio 2008, 13:46
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La tanto attesa riunione della Fed si è conclusa con la riduzione di 0.25 bp, per i fed funds, che era nell'aria. Il comunicato della Fed, e anche quello successivo della bank of England, hanno contribuito a rasserenare i mercati azionari. Wall street, seguendo un copione già visto altre volte, nella giornata del taglio dei tassi ha reagito con una flessione, per poi girarsi e fare registrare una chiusura brillante, nella seduta di ieri. I mercati europei ( che ieri erano chiusi ) sono partiti oggi in deciso Anche la volatilità è in diminuzione, assecondando uno scenario meno "preoccupato" sugli equity. Da un punto di vista prettamente tecnico, abbiamo un primo segnale positivo, ma non ancora un vero e proprio "breakout" convincente dei trading range che si sono formati sui mercati azionari, nel mese di aprile. In questo periodo, gli indici hanno disegnato sui grafici le cosiddette figure a "triangolo", caratterizzate da massimi e minimi sempre più vicini, e attualmente siamo nei pressi dei "vertici" di queste figure triangolari. Queste figure generalmente si risolvono con una accelerazione, in un senso o nell'altro, delle quotazioni, quando finalmente i prezzi "escono" a livello grafico, dai contorni del triangolo stesso. Nel caso specifico del nostro spmib40, la figura che si è formata nel mese di aprile, è configurabile come triangolo, o meglio come "cuneo": questa figura tipicamente si risolve al ribasso, e necessita una forte accelerazione rialzista, per essere "negata". Sugli altri indici le condizioni sono simili. Dunque, se abbiamo, da una parte, un primo segnale positivo, con il rialzo di oggi, tuttavia, dall'altra parte, i rialzisti non dovranno abbassare la guardia, nel senso che dovremo avere necessariamente, già dalle prime sedute della prossima settimana, una decisa continuazione del recupero, con buoni volumi, pena la possibilità di un rapido rientro delle quotazioni nel trading range di aprile. In ogni caso, il segnale positivo di cui parliamo non rappresenta ancora una inversione della tendenza negativa primaria, ma ha una valenza di breve termine: se confermato potrebbe portare gli indici 3/4 punti percentuali più su dei livelli attuali. Per osservare una inversione della tendenza ribassista, e un ritorno della tendenza positiva di lungo termine, che dal maggio del 2007 non è più in vigore, ci sono resistenze molto forti ancora da superare. Tutto sommato, quindi manteniamo validi i 2 scenari delineati la scorsa settimana, per il nostro spmib, con un orizzonte di 2/3 mesi: 1) in caso di superamento della resistenza a quota 33800/34000, il target successivo è in area 35500/36000, e il trading range per i prossimi mesi si potrebbe collocare tra 33800/34000 e 36000. 2) se l'indice non riesce a scavalcare la resistenza, oppure fa un falso breakout e rientra subito dopo, allora c'è la possibilità di scivolare verso l'area 32000, e poi verso i minimi dell'anno. VOLATILITA'/PREZZI VOLATILITA' IMPLICITA ( OPZIONI INDICE MIBO30) = MAGGIO CALL ATM= 16,4% PUT ATM=16,5% CALL OTM=14,5% PUT OTM=19,6% SETTEMBRE CALL ATM= 19,4% PUT ATM=18,1% CALL OTM=17,6% PUT OTM=20,8% VOLATILITA' STATISTICA ( INDICE S&PMIB, 21 GG) = 13,04% Il trading range che ha caratterizzato l'andamento dell'indice nel mese di aprile, e che è culminato in una serie di sedute molto poco movimentate, a ridosso della riunione della fed, tenutasi mercoledì scorso, ha portato la volatilità statistica su livelli milto bassi: anche oggi registriamo, rispetto alla rilevazione della scorsa settimana, un calo di circa 3 punti percentuali, e un valore assoluto vicino al 13%. Praticamente siamo tornati sui livelli di fine 2007, prima del crollo dell'spmib avvenuto in gennaio. In termini assoluti, il livello attuale è assai sacrificato, e c'è da notare che ,negli ultimi mesi, tutte le volte che la volatilità statistica dell'spmib è arrivata su valori così depressi, si è avuta una correzione sul mercato azionario, entro le settimane successive. Questo elemento tecnico rappresenta un campanello d'allarme, che dovrà tenere all'erta gli operatori, in questa fase di mercato. Le opzioni hanno subito una variazione di prezzo marginale, in settimana: al calo della volatilità statistica in realtà non è associabile un paritetico calo dei prezzi delle opzioni, che fanno registrare, praticamente, solo una limatura, per la scadenze successive alla prossima. La volatilità implicita prezzata nelle nostre opzioni si aggira attorno al 16% per la scadenza di maggio, e al 18/20% per quella di settembre. La differenza , rispetto alla volatilità statistica dell'spmib, è di circa 7/8 punti percentuali, sulle scadenze più lunghe: il mercato sembra quindi stimare che la relativa "tranqulillità" della situazione attuale possa essere temporanea, e che nei prossimi mesi ci si possa aspettare ancora un aumento di volatilità dell'indice. Ai prezzi attuali, comunque, l'acquisto di volatilità sembra preferibile, rispetto alle strategie di vendita. OPEN INTEREST O.I. CALL=107088 O.I. PUT=118739 DIFF ( media a 7 gg )= -10596 Complice sicuramente la chiusura dei mercati di ieri, l'andamento dell'open interest totale è molto fiacco, e si può registrare, per la settimana in corso, una variazione risicata, rispetto ai valori di venerdì scorso. Sicuramente anche la attesa per la riunione della Fed, che ha contribuito a fare appiattire i trading range di variazione degli indici azionari, ha anche creato un clima di incertezza nel quale gli operatori si sono astenuti dal prendere posizioni. In effetti l'open interest totale è relativamente basso, se confrontato con l'andamento degli ultimi mesi. Il differenziale si mantiene stabile, in negativo. Confermiamo quindi l'impressione che l'operatività sul mercato, nelle ultime settimane, sembra più improntata alla speculazione di breve respiro, piuttosto che alla costituzione di posizioni stabili. Per la scadenza di maggio , le basi che fanno registrare i livelli di o.i. più elevati sono quelle comprese tra la 33000 e la 34500. VOLUMI CALL/PUT RATIO ( MEDIA A 8 GG ) = 0,99 I volumi trattati in settimana sono stati discreti, con un sostanziale equilibrio tra call e put. A mano a mano che l'indice spmib sale, il call/put ratio lentamente scende, e si allontana dalla parte alta del consueto range. Siamo ancora lontani dai livelli bassi, per cui non abbiamo ancora una indicazione ribassista, da questo indicatore: come dire che il recupero, sul mercato azionario, ha ancora spazio di manovra. In settimana i volumi si sono concentrati sulle call e put at the money, e sulla scadenza corta, confermando l'impressione che l'operatività, in questa fase, si concentra su strategie di brevissimo respiro. Dario Daolio – www.optfuture.com Per ulteriori informazioni visita il sito di Trend Online Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana! |
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