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Mercoledì 3 Giugno 2009, 0:00

Professioni tecniche, stati generali

Di di Simonetta Scarane

Italia Oggi

Alla vigilia, l'11 giugno, delle elezioni suppletive per l'elezione del nuovo presidente del Cnappc (Consiglio nazionale architetti, pianificatori, conservatori) in sostituzione di Raffaele Sirica, scomparso neppure un paio di mesi fa, il vice presidente Massimo Gallione ha raccolto gli umori neri che arrivano dal Tavolo delle professioni tecniche. Umori neri per le conseguenze gravissime sugli studi professionali di architetti, ingegneri che sta provocando la costante pratica dei massimi ribassi nelle gare di

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Una situazione che si sta protraendo da mesi e che sta mandando gli studi di architettura, e non solo, al collasso. Così il Cnappc ha messo a punto una serie di richieste urgenti presentate al governo e, vista la gravità della situazione, non ha escluso l'ipotesi che dal Tavolo delle professioni tecniche con il governo possa venire la proposta degli stati generali delle professioni tecniche. È la proposta di Gallione che arriva dopo che anche l'Associazione nazionale dei costruttori edili, settore che soffre in maniera particolare la crisi, ha organizzato gli stati generali con il governo per discutere le possibili misure per riprendere la strada della crescita. E dopo che anche per Milano Expo 2015 ci saranno gli stati generali on-line per raccogliere i suggerimenti di tutti sull'evento business che si terrà a Milano fra sei anni. La ricetta, il Cnappc l'ha già illustrata in più occasioni nelle sedi deputate: le commissioni lavori pubblici di camera e senato e quella della cultura in occasione dell'esame della legge sulla qualità architettonica. "Al ministero delle infrastrutture chiediamo che venga emanato al più presto il nuovo regolamento del Codice appalti, in riscrittura", ha detto Gallione, "Il problema dei maxi ribassi è generato dal Codice appalti", ha sottolineato Gallione, "perchè il Codice nell'adeguarsi alla legge Bersani ha eliminato i minimi inderogabili ma non ha provveduto a regolare il mercato perchè non si arrivasse alla diffusione delle gare al massimo ribasso". Per questo, ha fatto sapere Gallione, "chiediamo che gli appalti di progettazione e i servizi di ingegneria e architettura vengano esclusi per legge dal massimo ribasso che potrà rimanere per le forniture alla pubblica amministrazione e i servizi come le pulizie. Chiediamo che da questa pratica sia stralciata per la parte che riguarda gli studi professionali". "Non deve essere unicamente il prezzo il metro di giudizio nelle gare d'appalto", ha detto il vicepresidente di Cnappc, "ma la qualità e il curriculum dei progettisti, le metodologie relative alla chiusure dei progetti e i tanti elementi che concorrono a formare l'offerta economicamente più vantaggiosa che è la procedura utilizzata in Europa nelle gare di progettazione. La valutazione del solo prezzo è estremamente limitante". Inoltre, ha continuato Gallione "non esiste una regolamentazione per l'esclusione dell'offerta anomala e gli sconti che variano fra il 30-40% arrivano in alcuni casi addirittura al 90%. Come fanno, è la domanda che rivolgiamo noi al governo, e cosa ottiene la pubblica amministrazione con questi ribassi?". Il Cnappc ha proposto alcuni emendamenti al Codice degli appalti insieme all'Oice, Cni ancora ai tempi dell'ex ministro delle infrastrutture Antonio Di Pietro. "Queste modifiche devono essere approvate al più presto", ha sottolineato Gallione, "perchè le professioni tecniche non possono più aspettare. La crisi ha aggravato la situazione. Il Tavolo delle professioni tecniche avviato insieme anche ai geologi, geometri e periti, serve per elaborare una volontà comune che è già palese. Dal Tavolo potrebbe uscire anche la richiesta degli stati generali con il governo". Inoltre, al ministro dell'economia, Gallione fa sapere che dal Tavolo è arrivata la richiesta di rivedere gli studi di settore. "A Tremonti", ha proseguito, "abbiamo chiesto un Osservatorio per verificare l'andamento della crisi sulla denuncia dei redditi". La crisi e la riduzione del numero degli incarichi sta allungando i tempi di pagamento della pubblica amministrazione, arrivati anche a un anno. Siamo al collasso. Soprattutto per i più giovani il massimo ribasso è anticoncorrenziale. Stiamo approfondendo dal punto di vista giuridico e ci rivolgeremo alle sedi europee".

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