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Dpef: La Ricetta Di Draghi, Meno Tasse e Debito Per Ripresa (Analisi)
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(ASCA) - Roma, 2 lug - Un invito al governo a ridurre debito
e tasse, a migliorare i servizi pubblici; una critica, come
la Corte dei Conti, alla Robin Tax. Il governatore della
Banca d'Italia, Mario Draghi, non esprime un giudizio di
merito sulla politica economica del Governo nell'audizione
sul Dpef 2009-2013 e pur definendo ''ambizioso'' il programma
dell'Esecutivo, tende a mettere dei paletti. Draghi riconosce
infatti che la riduzione della spesa deve svolgere ''un ruolo
preponderante'' nel processo di consolidamento dei conti
pubblici ma ribadisce che il peso del fisco e' da anni troppo
elevato. Avverte che nel corso dell'anno il debito aumentera'
e mette in guardia dall'effettivo conseguimento del pareggio
di bilancio nel 2011, vista la ''difficile situazione
congiunturale'' (nel 2008 il debito peggiorera') nonostante
questo sia un obiettivo condivisibile soprattutto per gli
impregni presi dall'Italia nei confronti dell'Europa.
Draghi, in sostanza, prende atto delle misure messe in
cantiere da Tremonti, indica come fa sempre Bankitalia la
necessita' di ridurre la spesa come premessa alla conseguente
riduzione della tassazione, ritiene possibili alcuni
obiettivi, altre forse meno realizzabili proprio in
conseguenza della situazione generale del Paese. Di sicuro
apprezza sul versante fiscale la riduzione delle aliquote
d'imposta su lavoratori e imprese. Un intervento del genere,
a suo giudizio, favorirebbe la crescita e migliorerebbe la
competitivita' delle nostre imprese. Ma non risparmia anche
una critica al ministro del Tesoro (NYSE:
TSO - notizie) . La cosiddetta Robin Tax,
ha detto il governatore in relazione alle banche, potrebbe
riflettersi negativamente sui risparmiatori. Analogo rilievo
e' stato mosso anche dalla Corte dei Conti secondo cui il
rischio e' che il maggior prelievo potrebbe essere
''traslato'' sui consumatori.
L'Istat, invece, si schiera con il ministro del Tesoro sul
fronte della speculazione. Secondo il presidente dell'Istat,
Luigi Biggeri, infatti, in Italia l'aumento dell'inflazione
registratosi soprattutto su carburanti e generi alimentari e'
dovuto ''ad effetti di struttura produttiva e di fattori
speculativi internazionali''.
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