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Mercoledì 2 Luglio 2008, 17:29

Dpef: La Ricetta Di Draghi, Meno Tasse e Debito Per Ripresa (Analisi)

Agenzia ASCA

(ASCA) - Roma, 2 lug - Un invito al governo a ridurre debito e tasse, a migliorare i servizi pubblici; una critica, come la Corte dei Conti, alla Robin Tax. Il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, non esprime un giudizio di merito sulla politica economica del Governo nell'audizione sul Dpef 2009-2013 e pur definendo ''ambizioso'' il programma dell'Esecutivo, tende a mettere dei paletti. Draghi riconosce infatti che la riduzione della spesa deve svolgere ''un ruolo preponderante'' nel processo di consolidamento dei conti pubblici ma ribadisce che il peso del fisco e' da anni troppo elevato. Avverte che nel corso dell'anno il debito aumentera' e mette in guardia dall'effettivo conseguimento del pareggio di bilancio nel 2011, vista la ''difficile situazione congiunturale'' (nel 2008 il debito peggiorera') nonostante questo sia un obiettivo condivisibile soprattutto per gli impregni presi dall'Italia nei confronti dell'Europa. Draghi, in sostanza, prende atto delle misure messe in cantiere da Tremonti, indica come fa sempre Bankitalia la necessita' di ridurre la spesa come premessa alla conseguente riduzione della tassazione, ritiene possibili alcuni obiettivi, altre forse meno realizzabili proprio in conseguenza della situazione generale del Paese. Di sicuro apprezza sul versante fiscale la riduzione delle aliquote d'imposta su lavoratori e imprese. Un intervento del genere, a suo giudizio, favorirebbe la crescita e migliorerebbe la competitivita' delle nostre imprese. Ma non risparmia anche una critica al ministro del Tesoro (NYSE:

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TSO - notizie) . La cosiddetta Robin Tax, ha detto il governatore in relazione alle banche, potrebbe riflettersi negativamente sui risparmiatori. Analogo rilievo e' stato mosso anche dalla Corte dei Conti secondo cui il rischio e' che il maggior prelievo potrebbe essere ''traslato'' sui consumatori. L'Istat, invece, si schiera con il ministro del Tesoro sul fronte della speculazione. Secondo il presidente dell'Istat, Luigi Biggeri, infatti, in Italia l'aumento dell'inflazione registratosi soprattutto su carburanti e generi alimentari e' dovuto ''ad effetti di struttura produttiva e di fattori speculativi internazionali''.

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