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Welfare: Sacconi, Accordi '93 Sono Nati Morti
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(ASCA) - Roma, 2 lug - ''Gli accordi del '93 e, lo dico col
senno di poi, sono nati morti''. Lo ha detto il ministro del
Welfare, Maurizio Sacconi, nel corso di un'audizione alla
commissione lavoro della Camera sulla contrattazione,
precisando che tali accordi ''sono caratterizzati da un
fortissimo impianto burocratico''.
Per Sacconi gli accordi del '93, inoltre, ''sono
successivi a due grandi accordi che hanno segnato un
passaggio straordinario delle relazioni industriali, quali
l'accordo dell'84 sulla scala mobile e quello del '92 con il
quale le parti collaborarono con il governo per evitare la
crisi di liquidita' della Stato con una manovra di 90
miliardi, la piu' poderosa mai realizzata''.
In particolare, per il ministro, l'accordo del '93 ''ha
portato una fase di apatia e indifferenza con l'effetto di
avere bassi salari e bassa produttivita'''.
Secondo Sacconi, quindi, ''la svolta deve essere radicale
e deve prevedere una complicita' tra capitale e lavoro. In
particolare si devono raggiungere due obiettivi: la
condivisione dei risultati e degli utili con la ricchezza
equamente ripartita e la cogestione nella dimensione
territoriale di tutti i servizi che promuove la persona''.
Per il ministro ''il contratto nazionale, pero', deve
restare perche' e' una cornice
importante''.
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