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Eni, tensionii internazionali su Iran e Kazakhstan
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Eni (Milano: ENI.MI - notizie) torna a guadagnare terreno nel giorno in cui un importante quotidiano pubblica un'ampia intervista con l'amministratore delegato Paolo Scaroni. Alla luce delle crescenti tensioni tra Stati Uniti e Israele da una parte e Iran dall'altra, il manager ha spiegato che, nonostante le perplessita' provenienti dall'amministrazione Bush e dai fondi USA presenti nel capitale della societa', Eni non intende uscire dal Paese guidato dal presidente Mahmud
Ahmadinejad.
La societa' del cane a sei zampe non concludera' nuovi contratti con l'Iran, ma rispettera' quelli siglati nel 2001. Nei progetti iraniani, d'altra parte, sono stati investiti ben 2-3 miliardi di dollari. Scaroni ha parlato anche delle prospettive in Iraq. Baghdad ha indetto una gara per lo sfruttamento di nuovi giacimenti petroliferi, grazie ai quali la produzione mondiale crescera' del 2%: si tratta di una notizia positiva in prospettiva, dato che nel breve/medio periodo Scaroni non esclude che il barile di greggio possa avvicinarsi ai 200 dollari al barile. Eni sara' della partita e per questo motivo ha deciso di aprire un ufficio nella capitale irachena. Abbiamo, pero', constatato che la conclusione di un contratto in questo settore non sempre equivale alla realizzazione delle aspettative ad esso connesse. A titolo di esempio basta ricordare le difficolta' del consorzio per lo sfruttamento del giacimento nel Kashagan. A tal proposito nelle ultime ore e' emersa la possibilita' che il Kazakhstan possa chiedere di ridiscutere i termini di un altro progetto che vede coinvolta Eni, ovvero quello del Karachaganak. Notizie positive giungono invece dal Brasile. Eni e Petrobras (Madrid: ETRACNOR.MC - notizie) hanno infatti rinnovato la lettera di intenti firmata all'inizio del 2007 per esaminare la possibilita' di una partnership. La lettera prevede un impegno a valutare progetti per la produzione e raffinazione di petrolio e la possibilita' di produrre e commercializzare biocarburanti in Brasile e in paesi terzi. Presente anche un riferimento allo studio delle opzioni per la valorizzazione delle riserve di gas naturale rinvenute da Eni nell'offshore situato nel bacino petrolifero di Santos.
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