|
|
|
|
|
Venerdì 3 Luglio 2009, 0:00
|
«Nell'adottare il modello contributivo», ha esordito Angrisani, «che appare l'unico dettato da una logica di gestione del debito previdenziale ben coniugata alle dinamiche dell'economia reale, occorre ipotizzare uno sforzo comune tra le generazioni dei professionisti che da un lato delimiti i diritti quesiti da parte di chi è alle soglie dell'età pensionabile e dall'altro far sì che i giovani elevino i loro contributi integrativi da far confluire in buona parte nel montante previdenziale dei giovani. Ma si può fare di più, come ha auspicato Luigi Carunchio, numero uno dei giovani commercialisti dell'Ungdcec: «Dopo avere appurato la validità della nostra riforma del 2003 basata sull'aumento dei contributi, si deve passare ora alla costituzione di un Fondo di solidarietà, tanto osteggiato in passato, che risulta vitale nell'attuale difficile situazione economica, altrimenti si rischia il corto circuito di professionisti che guadagnando di meno, versano sempre meno e i pensionati rischiano di non disporre di tutele previdenziali». A condividere l'emergenza previdenziale per i professionisti Gianluca Donati, presidente UGCdl. Così come Luca Di Lorenzo, Consigliere dei Giovani Notai. Che osserva: «È ormai indispensabile un confronto fra tutte le professioni perché la riforma previdenziale deve avere un minimo comune denominatore». Ancor più articolata la proposta avanzata, poi, da Giuseppe Sileci, presidente Aiga: «Innanzitutto si deve prendere una posizione comune sulla doppia tassazione che è, oggi più di ieri, ingiustificata, inoltre occorre fare una battaglia condivisa sui diritti quesiti perché è in gioco la sostenibilità previdenziale ed infine reperire fondi sulle riserve differenziali per il nostro futuro previdenziale utilizzando il contributo integrativo, convincendo una volta per tutte i nostri referenti politici e istituzionali che il suo innalzamento dal 2 al 4% è ormai inderogabile». Ma occorre anche creare un sistema virtuoso nella gestione delle casse con particolari tecnicismi, come ipotizzato da Elisabetta Mazzola, vice coordinatore dei giovani architetti: «Dobbiamo sfruttare al meglio la telematica per ridurre le spese d'esercizio delle Casse e renderci conto che qui non si tratta di un problema generazionale, bensì di un problema di sistema per il quale vanno individuate soluzioni strategiche intersettoriali». Nel prefigurare un sacrificio collettivo all'interno di ogni professione per poter gestire anche fra 30 anni il debito previdenziale, Alessandro Trudda, ricercatore di matematica attuariale ha suggerito: «Un sistema condiviso di controllo del rischio di investimento ed un aggiornamento automatico per valutare i rischi demografici, che permetta di monitorare costantemente le entrate e le uscite delle singole Casse». Ben disposto ad una riforma previdenziale, accompagnata da una inderogabile riforma delle professioni, si è detto Nino Lo Presti, recentemente nominato responsabile PDL per le professioni.
|
|
Scegli azione
Yahoo! Finanza > Notizie Finanza personale Yahoo! Finanza > Italia Oggi
Yahoo! Finanza > TFR Yahoo! Finanza > Ultim'ora
Yahoo! Finanza > Ultim'ora | Ultime Notizie | Borsa | Piazza Affari
Yahoo! Finanza > Lavoro |
|
|
|
Copyright © 2009 Italia Oggi - Tutti i diritti riservati. |
| Copyright © 2009 Yahoo! - Tutti i diritti riservati |