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Giornalisti: Siddi (Fnsi), Nuove Pensioni Grazie a Contratto
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(ASCA) - Roma, 2 lug - Pensione piena, in rapporto ai
contributi effettivamente accreditati all'Inpgi (compresi i
versamenti figurativi da eventuale ''scivolo'') per i
giornalisti che risultino costretti ad andare in pensione in
anticipo a causa di crisi aziendale. Da oggi - precisa una
nota della Fnsi - questa misura e' pienamente in vigore e
consente, anche al Sindacato, di affrontare con punti di
riferimento di maggiore protezione sociale le situazioni di
difficolta' in cui vanno a rischio posti di lavoro. Si tratta
di uno dei risultati piu' importanti che, sul versante del
welfare di categoria, produce con immediatezza il nuovo
contratto di lavoro. Da questo accordo comincia a
evidenziarsi la concreta efficacia degli strumenti nuovi
costruiti a tutela di un lavoro professionale messo a dura
prova dalla crisi economica e dalle sue ricadute su un
settore industriale che sin qui non ha saputo ne voluto
efficacemente riorganizzarsi o gestire con prudenza ed
equita' i vantaggi di cui aveva goduto negli ultimi anni.
L'attribuzione del costo dei prepensionamenti, per la prima
volta allo Stato (che finalmente ha riconosciuto la rilevanza
di una richiesta sociale del settore precedentemente escluso
dai benefici e costretto a fare da se' con risorse
insufficienti) e il concorso degli editori al pagamento degli
oneri, introdotto appunto dal nuovo contratto, hanno permesso
all'Inpgi di eliminare gli abbattimenti sulla misura delle
pensioni dei giornalisti collocati anticipatamente a riposo.
La quota di riduzione era prevista per quanti erano costretti
a lasciare il lavoro in anticipo senza avere ancora maturato
i requisiti per l'assegno di anzianita' o di vecchiaia e, per
i pensionati piu' giovani, comportava il 29% in meno della
pensione piena, riattribuibile solo al 65* anno di eta'.
''Le risorse procurate dal contratto e dall'iniziativa
congiunta dell'Inpgi e degli editori nei confronti dello
Stato - e' il commento del Segretario della Fnsi, Franco
Siddi - consentono ora di affrontare meglio situazioni che
restano comunque difficili e di rendere piu' giusto l'intero
welfare dei giornalisti. Ovviamente gli stati di crisi ed i
prepensionamenti restano un problema enorme, di grande
sofferenza, che vanno esaminati, considerati e decisi ancor
di piu' di ieri con grande rigore, equilibrio e rispetto
delle persone. L'Inpgi, oggi guidato da Andrea Camporese, si
conferma Istituto previdenziale autonomo sempre piu'
indispensabile, di grande efficienza, capace di affrontare
con il passo dei tempi e con chiarezza le situazioni piu'
complesse degli sconvolgimenti in
corso''.
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