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Giovedì 2 Luglio 2009, 11:43

Mediaset: p.s. Berlusconi, Disinvestire Sarebbe Da Pazzi

Agenzia ASCA

(ASCA) - Cologno Monzese (Mi), 2 lug - Nonostante i forti impatti della crisi economica soprattutto sul fronte della raccolta pubblicitaria, Mediaset (Milano: MS.MI - notizie) non cambia il proprio programma di investimenti. La conferma e' arrivata ieri sera dal vicepresidente del Biscione, Pier Silvio Berlusconi, convinto della necessita' di ''essere ottimisti'' per superare al meglio la congiuntura economica sfavorevole. ''Bisogna essere ottimisti - ha detto Pier Silvio Berlusconi durante la presentazione dei palinsesti autunnali di Mediaset - in un momento come questo l'ottimismo e' necessario. Saremmo pazzi a disinvestire per la crisi. Siamo un azienda proiettata verso il futuro, non guardiamo la situazione di tre mesi in tre mesi, e non possiamo permetterci di non investire nel prodotto, produzioni televisive italiane che sono le migliori a livello internazionale''. Nessuna eccessiva preoccupazione, insomma, per la crisi economica, ma riflettori puntati sulla ''svolta storica'' rappresentata dal definitivo passaggio al digitale terrestre, previsto per il 2013. ''Ci troviamo davanti a una vera e propria rivoluzione - ha osservato Pier Silvio Berlusconi - destinata a cambiare per sempre la tv. E di fronte a questo cambiamento epocale, noi di Mediaset potevamo fare il minimo, cosa che comunque ci avrebbe permesso di vivere di rendita per qualche anno. Invece con vero spirito imprenditoriale abbiamo deciso di cavalcare al massimo questa rivoluzione. Abbiamo fatto tanto, e fare vuol dire rischiare. E abbiamo fatto bene, considerato che Boeing (NYSE:

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BA - notizie) e' in termini di ascolti la prima rete in Italia sul digitale''. A completare il quadro c'e' poi ''la grande invenzione di Premium, la prima pay tv con tessera prepagata''. Ma secondo il vicepresidente di Mediaset e' soprattutto la formula Premium a essere vincente: ''Il nostro e' un pacchetto di 14 canali con il meglio del meglio dell'offerta televisiva. Altre pay tv propongono centinaia di canali che costano tanto ma che interessano poco. Siamo convinti che in uno scenario piu' frammentato dia piu' valore alle grandi reti generaliste, e il caso Usa ce lo dimostra''.

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