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Mediaset: p.s. Berlusconi, Disinvestire Sarebbe Da Pazzi
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(ASCA) - Cologno Monzese (Mi), 2 lug - Nonostante i forti
impatti della crisi economica soprattutto sul fronte della
raccolta pubblicitaria, Mediaset (Milano: MS.MI - notizie) non cambia il proprio
programma di investimenti. La conferma e' arrivata ieri sera
dal vicepresidente del Biscione, Pier Silvio Berlusconi,
convinto della necessita' di ''essere ottimisti'' per
superare al meglio la congiuntura economica sfavorevole.
''Bisogna essere ottimisti - ha detto Pier Silvio Berlusconi
durante la presentazione dei palinsesti autunnali di Mediaset
- in un momento come questo l'ottimismo e' necessario.
Saremmo pazzi a disinvestire per la crisi. Siamo un azienda
proiettata verso il futuro, non guardiamo la situazione di
tre mesi in tre mesi, e non possiamo permetterci di non
investire nel prodotto, produzioni televisive italiane che
sono le migliori a livello internazionale''.
Nessuna eccessiva preoccupazione, insomma, per la crisi
economica, ma riflettori puntati sulla ''svolta storica''
rappresentata dal definitivo passaggio al digitale terrestre,
previsto per il 2013. ''Ci troviamo davanti a una vera e
propria rivoluzione - ha osservato Pier Silvio Berlusconi -
destinata a cambiare per sempre la tv. E di fronte a questo
cambiamento epocale, noi di Mediaset potevamo fare il minimo,
cosa che comunque ci avrebbe permesso di vivere di rendita
per qualche anno. Invece con vero spirito imprenditoriale
abbiamo deciso di cavalcare al massimo questa rivoluzione.
Abbiamo fatto tanto, e fare vuol dire rischiare. E abbiamo
fatto bene, considerato che Boeing (NYSE:
BA - notizie) e' in termini di ascolti
la prima rete in Italia sul digitale''.
A completare il quadro c'e' poi ''la grande invenzione di
Premium, la prima pay tv con tessera prepagata''. Ma secondo
il vicepresidente di Mediaset e' soprattutto la formula
Premium a essere vincente: ''Il nostro e' un pacchetto di 14
canali con il meglio del meglio dell'offerta televisiva.
Altre pay tv propongono centinaia di canali che costano tanto
ma che interessano poco. Siamo convinti che in uno scenario
piu' frammentato dia piu' valore alle grandi reti
generaliste, e il caso Usa ce lo dimostra''.
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