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Terremoto: Economista p. Mauro, Danni All'Economia Per 10 Mln
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(ASCA) - L'Aquila (NYSE: ILA - notizie) , 2 lug - ''Per la ripresa economica occorre
una stella polare che guidi spirito d'iniziativa e dinamismo.
Ma l'uno e l'altro possono non bastare quando non c'e' un
progetto condiviso''. Lo ha detto l'economista Pino Mauro,
intervenendo stamane all'Aquilone, all'incontro promosso da
Confindustria per presentare il ''Rapporto sullo stato
economico della regione Abruzzo dopo il terremoto del 6
aprile''. Pino Mauro ha fatto un excursus sull'evoluzione
della produzione nell'ultimo ventennio, soffermandosi sui
dati del 2008. Dati che gia' evidenziano la crisi
congiunturale e strutturale in corso. Nulla in confronto a
cio' che sarebbe avvenuto dopo il 6 aprile. L'economista ha
parlato di un Pil procapite per l'Abruzzo pari a 21.564 euro,
contro una media nazionale di 26.278. L'Aquila la citta'
abruzzese col Pil piu' basso. Sempre in un contesto
anti-sisma.
Mauro ha parlato del crollo della produzione anche per due
settori cardine per la regione, come il tessile/abbigliamento
e l'automotive, a Teramo e Chieti, soppiantanti dalle nuove
economie. ''L'ingresso sul mercato della Cina - ha spiegato -
ha determinato un export nullo ed un import in vertiginosa
crescita. Il 30 per cento degli imprenditori tessili nel
Teramano sono cinesi''. ''In Abruzzo - ha affermato ancora -
si sono intrecciati fattori congiunturali e strutturali che
hanno determinato questa situazione di affanno. A fine 2009,
poi, il Pil cadra' al 5,5 per cento, per riprendersi
leggermente nel 2010''. Per invertire questo trend negativo,
Mauro ha indicato tre direttrici: ripresa economica, credito,
fisco. ''Il sistema bancario - ha esortato - deve svolgere un
ruolo ponte, deve rimanere vicino alle imprese e non
abbandonarle in questo momento di particolare difficolta'''.
Quanto all'Aquila, il quadro prima del terremoto evidenziava
un alto indice di invecchiamento ed un modello di sviluppo
esogeno in fase di esaurimento. ''La stima dei danni subiti
dall'Aquila per il terremoto, solo per quanto riguarda la
parte economica - ha concluso Pino Mauro - ammonta a dieci
miliardi di euro, pari al 200 per cento del Pil espresso
dall'Aquila nel 2007. Il Governo ha stanziato un miliardo. Io
dico che dobbiamo passare dal ''terremoto dell'economia'
all''economia del terremoto'.
Ricostruzione deve significare azione condivisa, snellezza
burocratica, trasparenza, ottimismo ed efficienza. Si puo'
fare''. Presenti al confronto, il presidente di
Confindustria Abruzzo, Riccardo Calogero Marrollo, il
direttore di Confindustria L'Aquila, Giuseppe D'Amico,
l'assessore allo Sviluppo economico della Regione Abruzzo,
Alfredo Castiglione, ed il responsabile area territoriale
centro Italia di Bancamarche, Roberto
Toninel.
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