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Giovedì 2 Luglio 2009, 21:44
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Ad avere la peggio però sono stati i listini del Vecchio Continente, con il Ftse100 in calo del 2,5%, quasi in linea con il Ftse Mib che è sceso del 2,65%, mentre il Cac40 (Parigi: notizie) e il Dax30 sono arretrati rispettivamente del 3,13% e del 3,81%. In America invece i tre indici principali registrano una variazione percentuale negativa nell'ordine di poco più di due punti percentuali. A scatenare questa ondata di vendite hanno contribuito principalmente le cattive notizie arrivate dal mercato del lavoro statunitense. Già nella giornata di ieri c'è stata qualche anticipazione in tal senso, visto che la stima ADP (Parigi: FR0010340141 - notizie) ha segnalato per il mese di giugno la perdita di 473mila posti di lavoro nel settore privato, un numero di gran lunga superiore alle previsioni degli analisti che puntavano ad una contrazione più contenuta di 375mila impieghi. E non sono state certo migliori le notizie arrivate oggi dal report sul mercato del lavoro riferito al mese di giugno. Il tasso di disoccupazione si è attestato al 9,5% dal 9,4% del mese precedente, poco al di sotto delle stime del mercato che si aspettava un incremento del 9,6%. Nonostante ciò, il livello raggiunto è quello massimo degli ultimi 25 anni, visto che una percentuale così alta non si toccava dal mese di maggio del 1983. Se si considerano inoltre coloro che hanno smesso di cercare lavoro a tempo pieno accontentandosi di una sistemazione part-time, il tasso di disoccupazione salirebbe ad un livello ancor più allarmante pari al 16,5%. Sempre a giugno sono stati mandati in fumo ben 467mila posti di lavoro nel settore non agricolo, rispetto ai 375mila messi in conto dal mercato. Un dato che segnala un peggioramento anche in confronto alla lettura precedente che è stata rivista al rialzo da -345mila a -322mila unità. A ciò si aggiungano anche le preoccupazioni legate all'elevate numero delle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione che pur avendo segnalato un calo quest'oggi, peraltro inferiore alle attese, continuano a mantenersi stabilmente al di sopra della soglia delle 600mila unità. I numeri sul mercato del lavoro diffusi quest'oggi hanno alimentato non pochi timori anche nel presidente degli Stati Uniti, il quale si è detto molto preoccupato per la continua perdita di impieghi. Barack Obama ha fatto sapere che uno dei temi sui quali si sta focalizzando è la ricerca di una serie di soluzioni per l'economia, in modo da favorire lo sviluppo a medio e lungo termine della stessa. Se da una parte l'amministrazione Obama è riuscita ad offrire un sostegno al settore finanziario e a quello immobiliare, dall'altra non sembra essere stata capace di aiutare oltre il dovuto il mondo del lavoro. Non a caso lo stesso Obama ha fatto sapere che è necessario impegnarsi in maniera profonda per favorire la creazione di nuovi impieghi. E una dimostrazione di come i pacchetti di stimolo all'economia non siano riusciti ad offrire un grande aiuto in tal senso si è avuta proprio con la rilevazione di un tasso di disoccupazione in aumento, accompagnato da una perdita sempre più ampia di posti di lavoro, con salari orari rimasti su livelli stagnanti. Questo basta per comprendere la negativa reazione dei mercati azionari che fino a qualche giorno fa avevano continuato a sperare e a nutrire fiducia in una ripresa economica sempre più vicina. Le indicazioni sul mercato del lavoro però hanno riportato un po' con i piedi per terra, lasciando chiaramente intendere come sia necessario ancora del tempo perché si possa arrivare a parlare di una ripresa più stabile e duratura. Del resto solo con un miglioramento del mondo del lavoro si potrà sperare in una risalita della congiuntura, visto che soprattutto in America i 2/3 del PIL sono rappresentati dai consumi che, continueranno a latitare se non si avrà una contrazione delle persone senza lavoro. Le condizioni del mercato del lavoro gettano così un'ombra piuttosto pesante sull'attesa ripresa economica ed è probabile che la sfiducia degli operatori in tal senso non sia circoscritta solo alla sessione odierna. prima di ributtarsi negli acquisti a Wall Street, gli investitori vorranno infatti vederci chiaro e attenderanno maggiori indicazioni sullo stato di salute dell'economia a stelle e strisce. Molto importante in tal senso sarà anche la nuova stagione delle trimestrali societarie che prenderà il via la prossima settimana e che sarà destinata con grande probabilità a condizionare i movimenti degli indici nelle settimane a venire. Per ulteriori informazioni visita il sito di Trend Online Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana! |
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