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Giovedì 2 Luglio 2009, 22:36

Wall Street freddata da una violenta raffica di vendite

Di Alberto Susic

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Si chiude un'altra settimana con un bilancio negativo per la piazza azionaria americana che dopo lo spunto positivo di ieri, che aveva permesso di avviare all'insegna degli acquisti non solo il terzo trimestre di quest'anno ma anche il secondo semestre, quest'oggi ha fatto i conti con una pesante ondata di vendite.

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I ribassisti si sono impadroniti da subito del controllo della situazione, sulla scia delle cattive notizie arrivate dal fronte macro. L'unica nota positiva è stata quella degli ordini alle fabbriche che hanno registrato un rialzo dell'1,2%, superando le aspettative degli analisti che puntavano ad un progresso dello 0,5%.
Un aggiornamento che però ha avuto un peso praticamente nullo rispetto a quelli riguardanti il mercato del lavoro, causa del violento ribasso in Borsa. Nell'ultima settimana le richieste di sussidi di disoccupazione si sono attestate a quota 614mila unità, mentre ci si attendeva una flessione più ampia a 605mila unità.
Nel mese di giugno inoltre il tasso di disoccupazione è salito al 9,5%, il livello più elevato degli ultimi 25 anni, e nello stesso mese sono andati in fumo ben 467mila posti di lavoro, da confrontare con i 375mila messi in conto dal mercato.
Un dato che ha preoccupato anche il presidente Oabma il quale ha dichiarato che sono necessari degli interventi finalizzati a favorire la creazione di nuovi posti di lavoro.
Intanto gli investitori hanno lasciato campo libero alle vendite, anche in vista del lungo week-end che vedrà il mercato americano chiuso domani, alla vigilia della festività dell'Indipendence Day. A fine giornata così i listini si sono fermati sui minimi intraday, con il Dow jones (notizie) e l'S&P500 in ribasso del 2,63% e del 2,91%. Non è andata tanto meglio al Nasdaq Composite (NASDAQ: notizie) che si è fermato a 1.796,52 punti, con una perdita del 2,67%, dopo aver toccato un minimo a 1.795,95 e un massimo a 1.823,91 punti.

Tra i titoli del Dow Jones, nessuno è riuscito a chiudere in controtendenza, anche se sono riusciti a difendersi meglio degli altri Coca-Cola e 3M che hanno ceduto lo 0,61% e lo 0,81%. Prese di profitto su Intel (NASDAQ: INTC - notizie) che dopo il buon progresso di ieri ha chiuso in flessione dell'1,88%, mentre il vistoso ritracciamento dei prezzi del petrolio ha messo sotto pressione Exxon Mobil (NYSE: XOM - notizie) e Chevron (NYSE: CVX - notizie) , in correzione del 2,93% e del 3,16%.
Ancora vendite sui finanziari con Bank of America (NYSE: IKJ - notizie) e American Express (NYSE: AXP - notizie) in ribasso di poco più di tre punti, preceduti da Jp Morgan che ha lasciato sul parterre il 4,44%.
In fondo al listino Alcoa (NYSE: AA - notizie) che ha risentito della negativa intonazione del settore delle materie, accusando così una flessione del 4,73%.
Da segnalare anche la performance negativa di Johnson & Johnson (NYSE: JNJ - notizie) che ha ceduto l'1,91%, dopo che il gruppo ha annunciato di aver raggiunto un accordo per l'acquisto di una quota dell'irlandese Elan (Dublino: DRX.IR - notizie) .

Sul tabellone elettronico del Nasdaq Composite, in frazionale rialzo dello 0,2% Broadcom (NASDAQ: BRCM - notizie) , insieme a Xilinx (NASDAQ: XLNX - notizie) che è salito dello 0,15%, riuscendo a schivare le vendite nonostante la società abbia tagliato le stime sui ricavi attesi per il primo trimestre dell'esercizio fiscale in corso.
In rosso dell'1,6% Cisco Systems (NASDAQ: CSCO - notizie) che è riuscito comunque a limitare i danni grazie alla visione bullish di Deutsche Bank (Xetra: 514000 - notizie) che ha avviato la copertura sul titolo con una raccomandazione “buy” e un prezzo obiettivo a 26 dollari.
In flessione del 2% Apple (NASDAQ: AAPL - notizie) , mentre hanno ceduto circa due punti e mezzo percentuali eBay, Google (NASDAQ: GOOG - notizie) e Yahoo (NASDAQ: YHOO - notizie) , mentre tra le peggiori performance si segnala quella di Starbucks (NASDAQ: SBUX - notizie) che ha lasciato sul parterre il 4,36%.



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