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Telecom Italia: Vodafone scalda il titolo
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Giornata di fuoco per Telecom Italia (Milano: TIT.MI - notizie) . Il titolo è ritornato ieri sopra quota 1 euro, una soglia che si dimostra ancora importante, nonostante l'affondo dell'altro ieri a quota 91 centesimi (bottom del
giorno).
Sicuramente la crescita a due cifre nei ricavi trimestrali di Vodafone (Londra: VOD.L - notizie) ha scaldato tutto il comparto europeo della telefonia. Se si pensa che il management di di Vodafone è guidato dall'italiano Vittorio Colao, c'è da chiedersi perché il Bel Paese non sappia far funzionare le proprie compagnie telefoniche e abbia visto Telecom Italia palleggiata fra banche, debiti e gruppi stranieri, Fastweb (Milano: FWB.MI - notizie) passare in mani svizzere e Tiscali (TIS.MDD - notizie) contrarre i propri mercati fino a ridurli, a breve, a quello italiano soltanto. Qualcuno potrebbe però obiettare che il 60% dei ricavi di Vodafone proviene dal Bel Paese e quindi in qualche maniera il cerchio si chiude (a favore del Regno Unito però).Sembra comunque difficile ipotizzare che la questione di Rai-Mediaset (Milano: MS.MI - notizie) -La 7 e dei tentativi di ostacolarne la trasmissione sui canali di Sky possa davvero influenzare oggi il titolo Telecom Italia. Gli interessi del gruppo in questa partita sono però almeno due.Il primo è quello dello share e degli introiti derivanti a La 7 dagli ostacoli a Sky, ma si tratta di una giustificazione che tiene poco viste le scarse reazioni del titolo Telecom Italia Media (Milano: TME.MI - notizie) alle ultime indiscrezioni.Il secondo interesse di Telecom è forse più importante e coinvolge il suo ruolo in una strategia complessiva di reimpostazione della televisione italiana. Telecom Italia, Rai e Mediaset stanno infatti giocando la partita del digitale terrestre, ma, come noto, Telecom Italia controlla anche la rete fisica su cui viaggia internet in Italia e potrebbe dunque avvantaggiarsi anche della transizione della tv sul web - della introduzione della iptv insomma - ottenendo degli alleati anche economici nella transizione alla banda larga. Oltretutto va notato che la trasmissione via internet della tv digitale è considerata, nel mondo, migliore di quella via satellite: ci vuole però, appunto, la banda larga.Il coinvolgimento indiretto del premier nella partita, tramite Mediaset, lascia sperare in un maggiore interventismo che in ogni caso avvantaggerà probabilmente Telecom rispetto a Sky, un concorrente che rischia di perdere molto dalla sua autonomia rispetto ai grandi player della televisione italiana. Forse è il caso di dire Nemo profeta fuori dalla patria.
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