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Venerdì 3 Luglio 2009, 17:48
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Roma, 3 lug.(Adnkronos) - Il Dpcm varato dal governo sulla vicenda del salario accessorio per la Cgil non chiude affatto la partita iniziata con l'ultimo rinnovo del contratto del pubblico impiego. "L'accordo sottoscritto con il Ministro Brunetta, non firmato dalla Funzione Pubblica della Cgil, stabiliva che entro il 30 Giugno il salario accessorio sarebbe tornato nelle tasche dei lavoratori. Come all'epoca, le nostre perplessita' sulla copertura finanziaria permangono. Il Dpcm non prevede infatti alcuno stanziamento, affidando la restituzione all'arbitrarieta' del Ministero dell'Economia e del Dipartimento della Funzione Pubblica, ed agli eventuali, quanto improbabili, risparmi di enti e ministeri", commenta il segretario della Fp Cgil, Carlo "In assenza di uno stanziamento vero, non possiamo affidarci a formule fumose che non chiariscono l'entita' dei fondi messi a disposizione della contrattazione integrativa. Riteniamo comunque questo decreto il segno che le lotte dei lavoratori pubblici iniziano a dare i loro frutti, ma non possiamo che continuare a rivendicare la restituzione totale di quei 720 milioni di euro ingiustamente sottratti ai dipendenti pubblici per necessita' di cassa", prosegue tornando a sollecitare il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, a spiegare "come sara' possibile garantire la restituzione in assenza di uno stanziamento". "Se questo era davvero il contenuto dell'accordo del 30 ottobre, abbiamo una ragione in piu' per non averlo firmato", conclude. Per ulteriori informazioni visita il sito di Adn Kronos |
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