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Venerdì 3 Luglio 2009, 14:33
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PREVISIONI PER L'INDICE FTSE MIB Il rimbalzo che è seguito, sui mercati azionari, alla correzione di metà giugno, non è stato particolarmente forte, anzi, nelle ultime giornate è stato praticamente annullato totalmente da una veloce correzione, innescata dalle statistiche macroeconomiche Usa, che mostrano un mercato del lavoro in forte ![]() INDICE FTSE MIB Così, gli indici azionari sono attualmente, almeno da un punto di vista grafico, ad un bivio cruciale. In figura abbiamo riportato il nostro indice FTSE MIB, ed il relativo grafico della volatilità storica (in alto). La situazione degli altri indici è del tutto analoga. Dal punto di vista grafico ci sono tre situazioni potenzialmente negative 1) dagli inizi di maggio ad oggi, gli indici hanno disegnato sui grafici figure potenzialmente ribassiste di “testa e spalle”. Sul nostro indice tale figura è leggermente inclinata, sugli altri, come il dax, il djeurostoxx50, etc, è molto nitida. Attualmente, gli indici si trovano proprio a ridosso della “neckline” della figura. 2) Tutti gli indici hanno ormai avvicinato la fascia superiore del canale di regressione che guida il ribasso del mercato dal maggio 2007, Questa rappresenta una fortissima zona di resistenza tecnica, in grado di arrestare il rialzo iniziato a marzo. 3) La volatilità, sotto forma di volatilità storica, ma anche implicita( vix, vdax) dopo una lunga fase di assestamento, seguita ai picchi di ottobre-marzo, ha raggiunto una importante soglia di supporto, e potrebbe essere pronta ad aumentare nuovamente. Dal punto di vista tecnico il momento è quindi cruciale, e i fattori elencati potrebbero preannunciare un ribasso delle quotazioni. Il sentiment generalizzato degli operatori ci sembra orientato allo scetticismo, su riguardo al fatto che una eventuale correzione possa spingere i prezzi nuovamente nell'area dei minimi di marzo di quest'anno. Per un osservatore “contrarian”, questo elemento potrebbe risultare negativo. L'andamento della volatilità storica degli indici, e sopratutto della volatilità implicita delle opzioni sugli indici, dimostra che nel periodo marzo-giugno la tensione sui mercati azionari si è notevolmente allentata: le opzioni “prezzano” una volatilità decisamente inferiore rispetto a quella sperimentata nel terribile periodo ottobre 2008-marzo 2007, e ciò significa che gli operatori non si attendono variazioni brusche degli indici. Anche dal punto di vista macroeconomico, il periodo che ci attende è decisivo: le trimestrali di prossima divulgazione, e anche le statistiche macroeconomiche, che usciranno prossimamente, serviranno a capire se i timidi segnali di ripresa del ciclo, per la fine del 2009, sono concreti, oppure se sono dovuti semplicemente ad un violento processo di ricostituzione delle scorte, da parte delle aziende, dopo lo svuotamento dei magazzini avvenuto sempre nel periodo a cavallo dell'inizio del 2009. In sintesi, riteniamo che nelle prossime settimane si possano avere indicazioni preziose per il futuro del trend sui mercati azionari: il rialzo degli ultimi mesi sta iniziando a dare i primi concreti segnali di stanchezza, e occorre una pronta ripresa dei corsi, per scongiurare un nuovo ciclo ribassista che potrebbe durare sino all'autunno. VOLATILITA'/PREZZI INDICE FTSE MIB VOLATILITA' IMPLICITA LUGLIO CALL ATM= 28,6% PUT ATM=28,4% CALL OTM= 26,9% PUT OTM=35,5% DICEMBRE CALL ATM= 29,1% PUT ATM=29,4% CALL OTM= 26,1% PUT OTM=32,8% VOLATILITA' STATISTICA = 28,5% Nelle ultime due settimane la volatilità statistica è aumentata leggermente, e i prezzi delle opzioni hanno fatto segnare un lieve calo. Siamo attorno al 28/29% e i prezzi sono coerenti con la volatilità statistica. Il lungo processo di stabilizzazione delle quotazioni delle opzioni, iniziato qualche mese fa, ha riportato i prezzi su livelli medi storici. La skew si è leggermente ridotta, segnalando che la tensione sui mercati si è notevolmente allentata. Gli operatori hanno progressivamente “abbassato la guardia”, ed in effetti è invalsa generalmente l'ipotesi che i prezzi non possano subire correzioni molto marcate, sul mercati azionario, e che il peggio sia ormai alle spalle. Questa situazione presta il fianco a potenziali ricadute dei prezzi azionari, che provocherebbero un forte aumento dei prezzi delle opzioni. Nel caso che gli indici azionari dovessero oltrepassare al ribasso i supporti sui quali si trovano attualmente, ci aspettiamo una accelerazione della caduta ed un aumento dei prezzi delle opzioni. Per cui, in questa eventualità, l'acquisto di volatilità potrebbe essere premiante. OPEN INTEREST O.I. CALL=91973 O.I. PUT=89944 DIFF ( media a 7 gg )= 2440 L'open interest totale, dopo la scadenza di giugno, è piombato su livelli bassi, in sintonia con le rilevazioni degli ultimi trimestri. Il differenziale invece è tornato positivo, nelle ultime due settimane. Questo fattore ci sembra interessante, anche perché da qualche tempo l'indicatore era in discesa ed era tornato negativo. Il ritorno in positivo del differenziale indica che nelle scorse settimane gli operatori hanno impostato prevalentemente posizioni sulle opzioni call. Generalmente questo è un segnale di stop per la tendenza rialzista: gli operatori, che in prevalenza sono venditori di opzioni, vendono le call quando ritengono che la situazione del mercato possa essere di tipo laterale, oppure ribassista. Il segnale è quindi da interpretare negativamente per il mercato azionario, o, perlomeno, indica che non ci si aspetta un ulteriore upside significativo, per le quotazioni. VOLUMI CALL/PUT RATIO ( MEDIA A 8 GG ) = 0,89 ![]() I volumi non sono stati particolarmente elevati, nelle ultime settimane. Il call/put ratio, come mostra il grafico, che mette in raffronto l'indicatore con l'andamento dell'indice ftse mib, è rimasto abbastanza piatto, nella parte bassa del range. L'indicatore segnale da tempo la necessità di una correzione, per il mercato sottostante. Dario Daolio: daolio.opzioni@libero.it Per ulteriori informazioni visita il sito di Trend Online Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana! |
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