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Venerdì 3 Luglio 2009, 18:52
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“I nostri percorsi sono perentori: quanto iniziato lunedì mattina (minimo a 18722 punti) ha “senso” solo se l'obiettivo da raggiungersi entro il prossimo fine settimana sarà superiore ai 20mila punti (e, forse, anche così non sarebbe sufficiente per dir che la settimana è andata bene: per esserne sicuri, infatti, dovremmo chiudere venerdì sera oltre… i 20200 punti). Non si tratta con tutta evidenza di noccioline, ma così è (anche se a voi non pare…) per i nostri percorsi settimanali. Attenzione, però: il dire che l'obiettivo è oltre i 20mila punti non significa affatto che lo stesso debba esser di necessità raggiunto. I mercati spesso si pongono obiettivi che, poi, finiscono per abortire sotto il peso degli eventi. Detto altrimenti, l'obiettivo del recupero in corso (da mercoledì 24 giugno, ormai) è il superamento di area 20mila punti nella prossima chiusura settimanale, ma che l'impresa riesca è tutt'altra faccenda e sulla stessa, ora, non si può dir di Chissà, forse è anche per questo che ce ne siamo stati completamente zitti negli ultimi due giorni: non avendo nulla d'intelligente da dire (cosa che alla nostra età c'è sempre più difficile…), abbiamo preferito tacere. Oggi, però, possiamo affermare quel che in fondo s'è sempre temuto di dover dire: la settimana non è andata bene! O meglio: l'ultima parte della settimana non è andata come da speranze. D'altra parte s'era sempre detto che non v'erano che queste ultime a giustificare il raggiungimento di area 20mila punti entro la giornata odierna. Già una settimana fa, infatti, s'era dovuto precisare: “Sin qui s'è veramente espresso solo le nostre speranze. Nessun'analisi, infatti, ci consente di “affermare” che la correzione in corso dai massimi di maggio sia stata completata e che quant'accaduto mercoledì scorso (+3.12%, N.d.R.) rappresenti l'avvio di una nuova gamba al rialzo del trend costruitosi sui minimi di marzo.” Ad essere analisti “pignoli” si potrebbe anche sostenere che i minimi raggiunti martedì 23 giugno (18400 punti), in fondo, sono ancor salvi, ma tutto ciò non ha nulla a che vedere con quel “decisivo impulso al rialzo” che noi, invece, si sperava. S'è salvato i minimi, certo, ma si tratta davvero di un obiettivo altrettanto… minimo. Anzi: non si tratta nemmeno di un obiettivo! Un obiettivo, infatti, è una “causa finale” ed i minimi da cui s'è ripartiti, nelle ultime due settimane, sono sostanzialmente una “causa iniziale”. Nemmeno di gran rilievo, poi… In realtà s'è salvato anche qualcos'altro, almeno per ora, e forse più importante dei minimi citati: il supporto dinamico che in corso di settimana transitava in area 18800p. Anche qui, però, si tratta di un obiettivo davvero minimalista, perché dallo stesso bisognava allontanarsi al rialzo e non già semplicemente confermarne la solidità. Una solidità che, tra l'altro, sarà messa a dura prova fin dai primi giorni della prossima settimana: perché quella linea, purtroppo (o per fortuna: dipende con quale angolazione si guarda), sale secondo il ritmo del tempo e, a differenza di quel che molti sperano, se ne frega bellamente di chi le resta sotto. Il rischio, concreto, è che noi si possa scivolar subito sotto la stessa giacché la prossima settimana la vedremo transitare saldamente sopra i 19mila punti: come dire che ci siamo già sotto e che, come Willy il Coyote, si dovranno mulinar velocemente le braccia per poterla recuperare al più presto. Ipotesi, quest'ultima, che tra l'altro non trova alcun conforto tecnico. Come dire che non solo non vi sono grandi speranze di salvare il salvabile, ma non ci sono nemmeno motivi tecnici che ci possano consentire di ipotizzarlo. A questo punto, fossimo un medico che dovesse stilare una di quelle vecchie enciclopedie pesantissime e datate (anni 60, più o meno) che le nostre mamme ancor tengono in casa (perché… “non si sa mai”), dovremmo trarre la solita conclusione che, almeno lì, s'è soliti scrivere: “…e il decorso della malattia si concluderà con l'ineluttabile morte del paziente”. Ebbene: non è nostra intenzione farlo. E' vero, la settimana s'è chiusa male e la prossima, probabilmente, s'aprirà anche peggio, ma se allarghiamo i nostri orizzonti, tanto in ordine temporale quanto geografico, non stiamo poi così male. In fondo, il primo semestre dell'anno, anche sul nostro mercato, s'è chiuso decisamente meglio di quel che sarebbe stato lecito sperare solo alcuni mesi fa. L'avevamo scritto anche martedì scorso: “Se quel che vediamo oggi su base semestrale fosse un grafico annuale ci sarebbe di che essere contenti perché la figura costruitasi sarebbe una figura fortemente rialzista: un incrocio tra un “hammer” (“martello”) ed una “gravestone doji” ("pietra tombale"). Una figura che se appare dopo un lungo trend al ribasso ha solitamente valenza di “inversione”. Giustamente qualcuno obietterà che, non essendosi ancor chiuso l'anno, sarebbe particolarmente stupido assegnar valenza a tale figura: chi può dirci che l'anno si chiuderà proprio così?… Anzi: se proprio si deve far una scommessa, c'è più probabilità di vincerla se s'afferma che la chiusura dell'anno sarà certamente diversa (le probabilità di successo, nel caso, sarebbero infatti infinite…). Tutto vero, ma la chiusura dell'anno, così come quella trimestrale o mensile sono solo convenzioni e nulla c'impedisce, tecnicamente, di fissar l'attenzione su un possibile grafico semestrale. In fondo c'è chi osserva grafici “a 5 minuti” (o ancor più brevi) per trarre le proprie conclusioni, lasciate a noi, “cassettisti pigri”, l'opportunità di guardare un grafico semestrale e trarre la seguente conclusione: • ci sono ottime probabilità che il nostro mercato possa segnar, nel prossimo semestre, massimi superiori agli attuali (20996p). Altrimenti che figura rialzista sarebbe?… Ad una conclusione quasi simile, in realtà, si sarebbe potuti giungere anche attraverso una via ben più “usuale”. Se, anziché un grafico semestrale, n'assumiamo uno trimestrale ci accorgiamo, infatti, che la candela di questo trimestre si mangia quasi completamente quella del trimestre precedente: si tratta di una “piercing line”, una figura che ci consente di dire che • vi sono buone probabilità che il nostro mercato possa segnar, nel prossimo trimestre, massimi superiori a quelli segnati in questo (20702p).” Si tratterà, insomma, di capire se questi nuovi massimi saranno segnati in questo trimestre o nel prossimo. E, in questo secondo caso, cosa mai potrebbe accadere di qui a settembre. Un'idea, ovviamente, noi ce la siamo fatta, ma è ancor presto per esprimerla ed è un'idea che tiene in gran considerazione anche quel che accade fuor del nostro orticello: perché se di mercato azionario nella seconda parte del 2009 dovremo presto parlare, non possiamo certo guardar solo quel che accade sotto i nostri piedi. Vi sono mercati (e molti) che stanno decisamente meglio del nostro e di quelli europei. E' facile pensare, ad esempio, al mercato americano (meglio il Nasdaq (NASDAQ: notizie) che lo S&P500: il primo dall'inizio dell'anno guadagna il 14%!), ma ve n'è uno che fa invero specie perché da moltissimo tempo, ormai, considerato una “fetecchia” da cui stare il più possibile lontani: il mercato giapponese. Il massimo dell'anno del NIKKEI (notizie) -225 è stato a 10170 punti ed in settimana si sono toccati i 10086 punti: dall'inizio dell'anno guadagna più del 10% e sarebbe davvero difficile dire di un mercato simile quel che s'è costretti a dire del nostro. Non solo: pochi forse se ne sono accorti, ma i minimi dell'anno in corso sul NIKKEI sono maggiori di quelli segnati lo scorso anno! Un segnale ben diverso da quel che i più si sarebbero immaginati rispetto alla storia di tale mercato. E se si possono dir cose diverse per il Giappone, figuriamoci cosa potremmo dire d'altri mercati che appartengono alla stessa area geografica, ma hanno un appeal decisamente più… sexy di quello solitamente riconosciuto a Tokyo. Insomma, s'apre un periodo tutto da studiare e dove non tutto, fortunatamente, è da buttare. Noi italiani, forse, potremmo metterci al traino di altri, di certo però, noi (qui inteso come “il sottoscritto”) sull'Italia, almeno oggi, non metteremmo un solo quattrino. Sugli altri mercati?… Eh!Eh!… Alla prossima. Edoardo E. Macallè – “Il Circolo dell'Investitore” www.nikkaiastrategie.com - www.assoconsulenza.eu Per ulteriori informazioni visita il sito di Trend Online Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana! |
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