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Venerdì 3 Luglio 2009, 8:57
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I mercati stanno tentando a più riprese di risalire la china, senza però riuscire nel loro intento e mantenendosi così al di sotto dei recenti massimi relativi. Come è cambiato lo scenario complessivo in queste ultime due Rispetto a due settimana fa la situazione non è cambiata se non a livelli di prezzi, perché il contesto a livello macroeconomico non ha subito mutamenti. Già nella seduta di mercoledì abbiamo visto che i dati diffusi in mattinata in Europa mostrano che c'è ancora della tensione sul sentiment del PMI, pur in presenza di un miglioramento. Si è ancora però al di sotto dei 50 punti, soglia spartiacque che ancora deve essere riconquistata, per cui la situazione è ancora compromessa. Non molto diverso lo scenario sull'opposta sponda dell'Atlantico dove l'indice ISM manifatturiero si mantiene ancora al di sotto dei 50 punti. Dal punto di vista dell'inflazione ci sono prezzi ancora contratti, e di conseguenza ci aspettiamo ancora prezzi alla produzione inseriti in una fase depressiva. Non dimentichiamo che nell'ultimo anno abbiamo avuto una politica monetaria espansiva, accompagnata da numerosi stimoli promossi dall'amministrazione Obama. Questi interventi però faticano a trovare riscontri positivi sull'economia reale, per cui potremo vivere ancora una fase di grande indecisione che potrebbe riflettersi sui prezzi dei mercati azionari. Questi ultimi faticano a trovare lo spunto giusto sopra determinati livelli chiave. Alla luce di queste considerazioni, quali sono i livelli da seguire con maggiore attenzione a Piazza Affari? Cosa attendersi ora per il Ftse Mib nel breve? L'indice Ftse Mib fatica a riportarsi a contatto con una prima area resistenziale quale quella dei 19.400/19.500 punti. Già mercoledì sono partite alcune prese di beneficio su questo livello, ancor più accentuate nella giornata di ieri, sulla scia dei dati negativi sul mercato del lavoro Usa. Nessuna novità invece dalla Banca Centrale europea che ha lasciato invariato il costo del denaro, ma se si va a vedere l'Euribor a tre mesi si nota un'ulteriore flessione, scontando un eventuale ulteriore taglio dei tassi nei mesi a venire. Non dimentichiamo che proprio dalla settimana prossima partirà la nuova stagione delle trimestrali societarie americane, per cui ci sono diversi appuntamenti che saranno strategici e rappresenteranno un po' la chiave di volta di questo secondo semestre del 2009. Proprio in questo mese di luglio si potranno delineare quelle che saranno le traiettorie che il mercato prenderà da qui a settembre. Guardando ai livelli dell'indice, se il Ftse Mib riuscirà a superare i 19.400/19.500, potrà realizzare allunghi oltre i 20.000 punti, soglia tecnica e psicologica dove le forze potranno trovare un equilibrio. Si andrà a vedere quindi se la pressione in acquisto sarà tale da permettere il superamento dei precedenti massimi dei 20.600/20.700. Al ribasso invece un supporto di rilievo lo si trova in area 18.300, segnalando che discese al di sotto di tale livello costringerebbero a rivedere il quadro grafico perché aumenterebbe il rischio di una discesa verso i 18.000/17.700, soglia più volte segnalata come punto di attrattiva di medio termine. Su questo livello infatti potrebbe andare a riscoprire il mercato azionario, con valutazioni molto interessanti in ottica di medio-lungo periodo. In generale la sensazione è che ci sia una configurazione grafica cedente per cui potremmo vivere ancora fasi correttive. Queste ultime non dovrebbero avere excursus molto elevati, a patto di non ricevere notizie particolarmente catastrofiche, tipo un fallimento simile a quello di Lehman Brothers (NYSE: LEH - notizie) . In assenza di ciò, riteniamo che per il Ftse Mib il downside più esteso si può proiettare fino ai 18.00/17.700, mentre se avremo un consolidamento sopra i 18.400, allora si creerà una buona base che aprirà spazi di crescita anche oltre area 20.000. In considerazione di quanto detto sino ad ora, quali sono i titoli sui quali sta concentrando maggiormente la sua attenzione in questo momento? A quali consiglia di guardare? In primis ricordiamo che durante i mesi estivi la Borsa è da considerare un po' in un'ottica più conservativa, salvo rare eccezioni, senza dimenticare i sottostanti che la regolano, ossia i dati macro e le trimestrali societarie. In ottica difensiva consideriamo interessante Enel (Milano: ENEL.MI - notizie) che in area 3,5 euro ha un certo appeal, anche in ottica di corporate bond che la società sta cercando di mettere in piedi. L'aumento di capitale è stata interamente partecipato da tutti i soci e nessuno si è tirato indietro, e ciò dimostra che ci sono piani industriali solidi nel medio termine. Da un punto di vista tecnico, Enel nel breve potrebbe consolidare i 3,5 euro, dopo i quali ci sono dei gap lasciati aperti, per cui potremmo andare a rivedere i 3,7/3,8 euro. Con la violazione di questa soglia si andrà a puntare verso i 4 euro. Un altro titolo da monitorare con interesse è Finmeccanica (Milano: FNC.MI - notizie) che sta cercando di riprendere i 10 euro, sotto i quali appare comunque sottovalutato. A livello societario il gruppo si sta muovendo sullo scacchiere internazionale e credo sia possibile rivedere nel breve il titolo sopra i 10,5 euro verso area 11. Qualora poi il mercato dovesse stornare ancora, un altro titolo interessante può essere Parmalat (Milano: PLT.MI - notizie) sulla tenuta del supporto statico a 1,7 euro. Questo anche in considerazione dell'acquisizione avvenuta in Australia che porta il gruppo ad internazionalizzarsi nel Sud-est asiatico, dove c'è un bacino potenziale molto interessante. Un certo appeal lo si nota anche dal punto di vista grafico, che su tenuta di 1,7 euro rende possibile un primo approccio di area 1,8, dove si riavvicineranno i massimi di giugno più volte respinti. Sopra 1,8 euro si andrebbe a delineare una conformazione grafica che renderà possibile un approdo verso la soglia psicologica di 1,9/2 euro. Visto che i prezzi del petrolio continuano a muoversi a poca distanza dall'area dei 70 dollari al barile, consiglierebbe ancora di puntare su alcuni titoli come Saipem (Milano: SPM.MI - notizie) , Eni (Milano: ENI.MI - notizie) e Tenaris (Milano: TEN.MI - notizie) ? Il prezzo del petrolio probabilmente si manterrà tutto sommato stabile nel senso che vivrà una fase laterale, in un contesto in cui a livello globale si potrebbe già vedere da fine anno una stabilizzazione del ciclo. Più volte Bernanke ha dichiarato che i prezzi rimarranno contenuti, per cui probabilmente anche le quotazioni del petrolio potranno oscillare tra i 60 e gli 80 dollari, range all'interno del quale potrebbero muoversi da qui a fine anno. In quest'ottica, le aziende che operano in questo settore potranno vivere un movimento di consolidamento, per cui sarà possibile vedere ENI fino ai 18 euro, senza escludere upside superiori fino ai 19.3/19,4 euro. Punterei principalmente su questo titolo visto anche l'appeal a livello internazionale per il gruppo. Configurazione simile per Saipem che potrebbe riapprocciare i 18 euro, ipotizzando movimenti in range nei prossimi mesi tra i 16 e i 20 euro, in linea con l'andamento del prezzo del greggio per il quale non ci aspettiamo un'esplosione della volatilità. Quali strategie adottare ora per i titoli del settore bancario e assicurativo? Alla luce anche delle valutazioni espresse dalle case d'affari, si nota che il settore bancario è sano a livello di patrimonializzazione. Se dobbiamo scegliere dei titoli nel contesto italiano, privilegiamo una banca come Unicredit (Milano: UCG.MI - notizie) perché i suoi ratios sono più stabili, rispetto ad esempio a quelli di Monte Paschi che soffre ancora dell'acquisizione realizzata lo scorso anno, quella cioè relativa a Banca Antonveneta. Un occhio anche a Intesa Sanpaolo (Milano: ISP.MI - notizie) che si è mossa bene che ieri è scivolata al di sotto dei 2,3 euro, ma un ritorno sopra tale soglia potranno riproporre un ritorno verso i 2,5 euro. Riposizionamenti al di sopra di questo livello potranno favorire la violazione dei precedenti massimi di metà maggio, e se ciò dovesse accadere, con massimi crescenti avremo una configurazione grafica più interessante. Per Unicredit invece segnaliamo l'area dei 2 euro, oltre i quali guarderà ai 2,3 e ai 2,5 euro. In generale i bancari hanno fatto molta strada per cui consigliamo di privilegiare questi titoli rispetto agli assicurativi con maggiore cautela ora. Cosa pensa infine di Telecom Italia (Milano: TIT.MI - notizie) che ieri si é riportato ancora una volta poco sotto area 1 euro, superata nella sessione precedente? Il titolo è stato inserito nei giorni scorsi nella conviction buy list di Goldman Sachs (NYSE: GS - notizie) e ciò ha dato una spinta nelle ultime sedute. Probabilmente il settore potrebbe rivelarsi meno ciclico di quanto ci si aspettasse sui prezzi attuali, per cui Telecom Italia potrebbe essere una buona occasione. Vedere il titolo tornare a 1,2 euro nei prossimi mesi non è poi così impossibile. Per ulteriori informazioni visita il sito di Trend Online Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana! |
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