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Martedì 3 Novembre 2009, 18:53
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Lo ha affermato l'arcivescovo di Milano, Dionigi Tettamanzi, nel suo intervento al convegno 'Caritas in veritate. Un'altra economia e' davvero possibile?', aggiungendo che "il 14 settembre 2009 si e' celebrato quello che convenzionalmente viene definito il primo anniversario dall'inizio della crisi: il fallimento del primo grande istituto bancario. E' venuto il tempo di smettere il racconto dei fallimenti che hanno rischiato di trascinare l'economia in un baratro senza ritorno e di parlare invece delle storie ordinarie, quotidiane e nascoste di chi ha continuato ad agire secondo principi etici, saldi e limpidi, e cosi' facendo ha permesso all'economia di non crollare definitivamente". "Sono storie - ha sottolineato Tettamanzi - che aprono alla speranza. Storie che mostrano come l'amore, la ricerca e la pratica della verita' sono piu' diffusi di quanto non si pensi. Storie che istruiscono su come la dottrina sociale della Chiesa sia accolta e vissuta da tante persone e sui benefici complessivi che essa assicura all'intero sistema economico e sociale: e' la dimostrazione migliore di come questo ambito importante del magistero della Chiesa non sia solo una buona teoria, ma una pratica promettente e condivisa". All'opposto, secondo l'arcivescovo, "le scelte di alcuni senza scrupoli, animati esclusivamente dalla bramosia di accrescere il proprio capitale e, dunque, senza positivi riferimenti etici hanno causato e contribuito ad aggravare la crisi che stiamo attraversando. Allora mi domando: quanto l'agire ordinario delle persone che hanno ben saldo il riferimento etico ha permesso alle nostre economie, alle realta' imprenditoriali piccole e grandi, ai sistemi di protezione sociale, di non essere eliminati?". Dunque "all'economica l'etica assicura un apporto fondativo, anzi dirompente e innovatore", ha spiegato Tettamanza. Red/mur MF e Milano Finanza in PDF sul tuo PC già dalle 5.00 di mattino |
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