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Crisi: Megale (Cgil), Ridurre Tasse Lavoro e Pensione o Mobilitazione
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(ASCA) - Roma, 3 nov - ''La riduzione delle tasse su lavoro
dipendente e pensioni deve rappresentare la priorita' della
politica economica del governo. Viene prima dell'Irap e di
qualsiasi altro intervento. Questa si' e' la ''debolezza
strutturale' che il governo deve risolvere''. E' quanto
afferma il segretario confederale della Cgil, Agostino
Megale, in merito alla previsioni economiche d'autunno
diffuse oggi dalla Commissione europea.
''Il 14 novembre - aggiunge - si realizzera' a piazza del
Popolo a Roma la nostra manifestazione con al centro il
superamento della crisi, il sostegno al lavoro,
all'occupazione e ai redditi. La mancanza di risposte da
parte del governo non potra' pero' che trovarci pronti a
proseguire la mobilitazione, che auspico avvenga
unitariamente''.
''Nonostante la 'cautela' dichiarata dal governo per
giustificare una politica economica anti-crisi inesistente,
la Commissione europea sottolinea per l'ennesima volta che lo
stato di salute dei nostri conti pubblici e' grave e
insostenibile'', afferma il dirigente sindacale nel ricordare
come: ''Il debito pubblico italiano e' destinato a salire e
la ripresa sara' debole a causa anche, secondo la
Commissione, delle ''debolezze strutturali che pesano
sull'economia italiana e che vanno risolte affinche' la
crescita dopo la crisi non sia solo moderata' e su cui il
governo non ha messo mano. Prima, tra queste debolezze - dice
Megale -, l'irrisolta questione salariale e l'iniqua
distribuzione del reddito''.
In generale, spiega il segretario confederale, ''per la
gran parte dei paesi europei, il deterioramento della finanza
pubblica dipende soprattutto dal lavoro degli stabilizzatori
automatici e dalle misure prese per sostenere l'economia,
oltre che dal prevedibile calo delle entrate''. In Italia,
invece, continua, ''non si e' spesa alcuna risorsa per
sostenere i redditi da lavoro dipendente e da pensione al
fine di risollevare la domanda interna. Restando
sostanzialmente immobile, senza alcuna idea di sostegno alla
domanda, il governo sceglie di portare l'Italia ancora piu'
in basso nella classifica dei paesi industrializzati''.
Secondo previsioni Ires e Cgil, infatti, ''il Pil italiano
tornera' al livello del 2007 solo nel 2015. I livelli di
occupazione anche oltre. L'Italia avra' cosi' perso 8 anni di
crescita, mentre l'Area Euro 4 anni, la Germania e il Regno
Unito 4 anni, Francia e Spagna 3 anni, Stati uniti 3 anni''.
Motivi per cui, conclude Megale, ''la riduzione delle tasse
su lavoro dipendente e pensioni deve percio' rappresentare la
priorita' della politica economica del governo, prima di
qualsiasi altra questione. Se le risposte non arriveranno
presto in questa direzione, il Sindacato sara' pronto a
mobilitarsi''.
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