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Martedì 3 Novembre 2009, 22:19

Cassettista pigro e melancholico… nonché un po' anarchico

Di Edoardo Macallè

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Nel nostro studio su quel che proprio noi s'è scritto negli ultimi mesi (per capire quel che sta accadendo, ma soprattutto quel che ancora potrebbe accadere nei prossimi mesi, N.d.R.), c'eravamo fermati, ieri, al 21 settembre:
“Da oggi, saremo “naturalmente” portati a guardar più spesso sotto i nostri piedi che non sopra le nostre teste: dallo scorso luglio, è la prima volta che ci accade con così forte convinzione e… la nostra “convinzione” non è certo cosa che proprio noi si potrà trascurare. D'altra parte, siamo anche tra i primi a credere che un trend al rialzo di non poco conto, quale quello avutosi dallo scorso luglio, potrà esser seppellito (definitivamente!) solo quando lo stesso si sarà raffreddato del tutto. E non è certo una sola seduta, ancorché pesante, che potrà spingerci a dar concreto seguito a quel che in fondo, almeno sin qui, può definirsi un semplice

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annuncio.”

Il tutto, poi, accompagnato da un invito che in quel momento pareva forse un po' posticcio, ma che, come vedremo nei prossimi giorni, si rivelerà utilissimo per cercar di comprendere al meglio la fase in corso, senza rischiare di cader vittima delle “pre-comprensioni” che, inevitabilmente, accompagnano ogni analisi dei mercati finanziari:

“Fate rizoma e non radice: oggi più che mai!”

Un invito, insomma, ad essere particolarmente “rapidi anche stando sul posto”, a non radicarsi troppo (in profondità) a convinzioni che potrebbero esser smentite da eventi che non sono solo frutto dell'inerzia dei mercati, ma anche risultato di quel che gli uomini fanno (o provano a fare) attraverso i mezzi di cui dispongono per incidere sul loro corso. E se “l'inerzia” dei mercati può anche esser prevista (bene o male che sia…), ben più difficile, invece, è prevederne “l'impulso” degli uomini. Il rischio, enorme, infatti, è di cader vittima di luoghi comuni (anche semplicemente personali: “luoghi a noi comuni”…) che alla prova dei fatti non trovano più ragion d'essere.
Se andate a rileggere quanto da noi scritto ieri, potrete facilmente verificar da voi come tutto il nostro argomentare, in fondo, ruoti attorno ad una convinzione che noi s'aveva già lo scorso agosto: il mercato è destinato a segnare un massimo in settembre, un minimo in ottobre ed un nuovo massimo in novembre, ma di valenza negativa, rispetto al precedente, perché quel che potrebbe seguirne dovrebbe essere una… Inversione al ribasso con la “I” maiuscola. Nei fatti, insomma, s'aveva una previsione d'eventi che ci portavano a “comprendere” gli stessi, ed in particolare il loro senso, ancor prima che quelli… si fossero manifestati. Come dire che anche noi, in fondo, non s'è per nulla esenti da “difetti” propriamente umani.
D'altra parte, però, sono proprio e solo tali difetti a consentirci di “giocar d'anticipo” sugli eventi, per non rischiare d'essere a nostra volta giocati da questi ultimi (ed in particolare dalla loro casualità o imprevedibilità). Il che, forse, spiega l'ironia (da “cassettisti pigri e melancholici”) usata lo scorso 23 settembre:
“Fortunatamente siamo persone molto pazienti e non abbiamo alcuna fretta: non abbiamo intenzione di mettere radici nelle nostre ipotesi (secondo queste ultime, il mercato azionario nel suo complesso è destinato a correggere nei prossimi due mesi), ma pensiamo che anche il saltabeccare da un'ipotesi all'altra possa rivelarsi ben poco utile. Non abbiamo ancor detto di vendere nulla di quel che s'era acquistato la scorsa primavera, ma abbiamo detto a tutti di tenersi pronti a farlo. Soprattutto non abbiamo dato alcun'autorizzazione ad aprir posizioni al ribasso. Almeno sin d'ora: “contrarian” sì, ma non così stupidi da non vedere che, sin qui, i traders “ribassisti” hanno solo saggiato il campo. Motivi per scendere, d'altronde, non ve ne sono e se si vorrà farlo potrà esser solo perché se ne sarà presentata l'occasione. Di quest'ultima, tuttavia, oggi non c'è alcuna traccia: probabilmente, non è ancor tempo. Poi, come spesso accade, quando la stessa avrà lasciato traccia, a noi sarà rimasta, probabilmente, solo la scia. Allora penseremmo che, in fondo, sono cose che capitano anche ai più bravi: perché mai non dovrebbero accadere pure a noi?…”


E così, il 25 settembre, in un mercato in chiara difficoltà, noi s'affermava:
“E' ben vero che siamo “cassettisti pigri e melancholici” e che, proprio per questo nostro carattere, finiamo spesso per “appiattire” i nostri impulsi (si fa per dire…) operativi sul vissuto che più ci appartiene, ma di quant'avvenuto negli ultimi giorni, in realtà, solo i “traders autentici” (e bravi…) hanno saputo trarre un qualche profitto: tutti gli altri invece, come noi, col naso all'insù (o quasi) ad annusare il vento! In buona sostanza, non solo non abbiamo aperto una sola posizione al ribasso (i “cassettisti pigri” quasi mai si proteggono dal freddo: piuttosto vanno in… letargo come gli orsi), ma non abbiamo ancor fatto chiudere una sola posizione al rialzo tra quelle assunte la scorsa primavera. Ed il buffo è che noi, oggi, non scommetteremmo un solo centesimo su una sana ripresa del mercato azionario. Il problema, operativamente, è però sempre lo stesso ed in particolare in questa fase: guai a mettere radici sulle proprie convinzioni, meglio “fare rizoma”: un'idea che sia una, semplice e sufficientemente rapida da poter essere abbandonata in fretta, se mai ve ne fosse bisogno. Non che le idee ci manchino, anzi, ma le stesse non sono ancor sufficientemente precise. Tutte le correzioni, in fondo, quando s'avviano sono solo “punture di spillo” ed anche questa, se confrontata con quant'avvenuto dallo scorso 10 luglio (per non dir poi rispetto allo scorso marzo!), non s'è certo rivelata, almeno sin qui, qualcosa di più “incisivo”. Sul mercato americano, poi, la correzione parrebbe essersi avviata solo due giorni fa (sul massimo di S&P500 a 1080p, in linea con quell'obiettivo a 1090p da noi indicato, nei nostri corsi a giugno, come comunque “possibile” ancorché, allora, poco probabile). Il problema delle correzioni, però, non è mai nei loro esordi: questi ultimi, infatti, si possono anche cogliere con facilità. Il problema è sempre nella loro conclusione, tanto in termini di spazio, quanto in termini di tempo. E le nostre attuali ipotesi parrebbero aiutarci di più sul secondo dei due versanti che non sul primo.”

Ma il tempo, si sa, spesso stringe (e costringe…) e così il 28 settembre:
“Ancor oggi sul mercato italiano possiamo solo ribadire quel che abbiamo più volte ripetuto gli scorsi giorni:
“ALZARE ANCOR PIU' LA PROPRIA SOGLIA D'ATTENZIONE e PREPARARSI A CHIUDERE TUTTE LE POSIZIONI IN ESSERE (ricordando, però, che "prepararsi a chiudere" non significa "chiudere da subito"… Forse: "chiudere tra qualche giorno")…”
Sugli altri mercati azionari (America e Asia), invece, abbiamo chiuso le nostre posizioni proprio oggi. Se abbiamo fatto bene?… E chi lo sa: da cassettisti pigri e melancholici, quali noi siamo, non andremo a giudicarci prima del prossimo fine novembre. Altrimenti perché annunciare che “ci sono buone probabilità che lo S&P500, possa chiudere il mese di novembre su livelli inferiori all'apertura di settembre: area 1020p”? Ora siamo ben sopra a questi ultimi livelli, perciò….”

Come dire, insomma, che alla fine del terzo trimestre del 2009 le sole posizioni che noi s'erano mantenute ancor aperte erano quelle al rialzo sul mercato italiano. D'altra parte, si scriveva il 30 settembre:
La seduta odierna ci ha riservato un bel ventaglio d'emozioni, ma soprattutto un crogiuolo di valutazioni che hanno finito per attorcigliarsi, le une sulle altre, secondo quel che il film di giornata ci mostrava al momento dell'osservazione. Tra tutte, ovviamente, l'immagine più sincera (si fa per dire, ovvio, ma dobbiamo necessariamente assumerla come tale, altrimenti il giochino è già finito prima ancor di cominciare…) è quella di chiusura, pertanto
• la seduta, il mese ed il trimestre hanno chiuso le proprie contrattazioni a 23473p.
Ed è proprio (e solo) su tale chiusura che noi ora possiamo, in fondo, permetterci di dire che
• il trimestre s'è chiuso sui massimi… ed è lecito attendersene d'ulteriori nel prossimo trimestre (anche se, al momento, non è dato sapere fin dove si spingeranno e, soprattutto, quando gli stessi potrebbero esser segnati: perché tutti i giorni, da domani a fine dicembre, potrebbero esser buoni per farlo).

A dispetto di queste nostre parole (ma per un motivo che ora non diremo…) la sera del 1 ottobre, sul nostro report operativo dedicato al mercato azionario italiano, si poteva leggere:
“OK… diamo il triste annuncio: “CHIUDERE TUTTE LE POSIZIONI IN ESSERE”. In realtà erano diversi giorni che annunciavamo… l'annuncio: averlo dato ufficialmente non dovrebbe suscitare alcun'emozione.”

Dall'inizio di questo trimestre, insomma, noi non abbiamo più investimenti azionari. Ma è proprio qui che finisce per annidarsi l'ennesima “pre-comprensione”. Non più nostra, però, questa volta: molti, infatti, hanno pensato che noi s'è chiuso le posizioni perché convinti che il mercato, da quel momento in poi, potesse solo scendere. Nulla di più falso! Altrimenti come spiegare quanto da noi scritto il 2 ottobre:
“Finché non avremo la forte convinzione che area 30p di volatilità possa diventare un supporto e non più resistenza, noi non crederemo ad una possibile “Inversione con la I maiuscola”. Quante probabilità assegniamo, oggi, alla possibilità che area 30p si trasformi in supporto già in questa fase?… Praticamente nessuna. Tra l'altro: è vero che il massimo del FTSE MIB a 23775p non è poi così lontano da quello, a 23646p, assunto a parametro delle nostre analisi (quale massimo possibile, N.d.R.), ma pur volendolo definire “l'ultimo massimo” da noi atteso, (forse incredibilmente…) ancor per qualche giorno non potremo farlo. Abbiamo bisogno, infatti, di una correzione ben più profonda di quella manifestatasi sin qui: il minimo odierno a 22529p rompe il minimo a 22646p battuto nella settimana del 18 settembre, ma non possiamo ancor escludere del tutto che si sia trattato di un “falso segnale”. Purtroppo, infatti, i falsi segnali (che si ribaltano, poi, in segnali di “senso” del tutto opposto!) sono una costante dell'intero 2009: sul nostro come su molti altri mercati. Sul grafico n'abbiamo evidenziato uno (quello della settimana del 18 settembre: violazione al rialzo di una resistenza, N.d.R.) che ha finito per produrre proprio gli effetti visti, poi, in questi ultimi due giorni (pesante flessione, N.d.R.). Lo stesso grafico, tra l'altro, prospetta un'ipotesi che definire “inquietante”, per quel che riguarda il possibile futuro del nostro mercato, è ancor poco. Un “cuneo”, infatti, è figura ribassista come poche altre. E' ben vero che, nel caso, noi s'è un po' forzata la mano, giacché il “cuneo” è figura che merita tale “appellativo” solo quando si presenta sui massimi (e qui, invece, siamo sui minimi di lungo periodo), ma anche fosse un semplice triangolo, con il vertice a destra che punta verso l'alto, dovremmo considerarlo comunque una “figura di continuazione”. Già, ma continuazione di che?… Semplice: del trend al ribasso avviatosi sui massimi del 2007! Inquietante, eh?… Quante probabilità assegniamo al fatto che la figura in costruzione sul nostro mercato (ma anche su altri) sia proprio una figura comunque ribassista?… Meglio non dirlo ora: il panico, infatti, potrebbe aumentare. E non è ancor venuto il momento di farsi prendere dal panico: piuttosto di fare rizoma. E allora, su: fatelo! O almeno allenatevi.”
Fermiamoci qui, ora, perché abbiamo gran parte di quel che ci servirà nei prossimi giorni: da un lato la “volatilità”, che prova a trasformare i 30p in proprio supporto, e dall'altro il “cuneo” (sul nostro mercato), che è stato violato al ribasso nelle ultime due sedute (a conferma della sua possibile valenza di “figura ribassista”). Se qualcuno pensa che noi s'è fatto questo lungo studio (su quanto da noi scritto negli ultimi mesi) solo per dimostrare quanto siamo bravi, beh… si sbaglia. Ed anche di grosso. Piuttosto è vero il contrario: vogliamo dimostrarvi, infatti, come le “precomprensioni”, tutte, comprese quindi le nostre, possano condurre ad errori talvolta fatali. Forse anche in questa situazione di mercato (o, forse, “soprattutto” in questa situazione di mercato),
Da domani, pertanto, attraverso un'analisi propriamente “qualitativa”, si proverà a metter sotto pressione proprio quelle nostre ipotesi (intrise di profondo pessimismo sui possibili destini dell'intero mondo occidentale…) che ci hanno condotto fin qui senza gravi errori. Il tutto al fine di trarre conclusioni radicalmente diverse da quelle che, probabilmente, vi sareste invece attesi (pre-comprensione!…) dal sottoscritto. In particolare dopo quant'accaduto in questi ultimi giorni. D'altra parte i “cassettisti pigri e melancholici”, talvolta, sono un po' anarchici. Capita.

Edoardo E. Macallè - www.nikkaiastrategie.com



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