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Venerdì 6 Marzo 2009, 0:00
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Mentre è Sora, con 1.450.596,02 euro, la zfu a vedersi assegnato la quota più bassa della ripartizione. Una dote la cui entità rimarrà invariata nei due anni previsti per la sperimentazione delle zone franche urbane (gli ambiti comunali che usufruiscono di un regime fiscale e previdenziale super agevolato). Il dossier zone franche urbane con la ripartizione dei 100 milioni per il biennio 2008-2009 e la conferma di 22 zone franche urbane è arrivato ieri sul tavolo del pre Cipe. La ripartizione dei fondi. Nel dossier del Cipe, la dotazione finanziaria, prevista dalla legge finanziaria 2008 in 50 milioni di euro per due anni, è stata suddivisa seguendo tre criteri. Il primo è l'assegnazione di una quota minima per l'efficacia del dispositivo, pari per tutte le 22 zfu, a 750 mila euro, in modo da garantire un minimo comune di efficacia del dispositivo. Il secondo criterio seguito è stato quello della dimensione demografica. Per le zfu è stato studiato un criterio (60% delle risorse rimanenti al netto della quota minima stabilita) che fa leva sulla dimensione demografica con una proporzionalità diretta rispetto al peso demografico di ciascuna zona franca sul totale della popolazione interessata dal dispositivo. Il terzo criterio valutato è quello del disagio economico che ammonta al 40% delle risorse rimanenti al netto della quota minima stabilita. Anche in questo caso rilevano le differenze riscontrate nei diversi territori presi in esame. Dopo il via libera definitivo del Cipe al piano zone franche urbane, dovrà partire, da parte del nucleo di valutazione del ministero dello sviluppo economico, il monitoraggio e la valutazione di efficacia degli interventi, che, successivamente, dovranno essere comunicati a Bruxelles. I criteri di selezione delle 22 zone franche urbane. Il ministero dello sviluppo economico ha utilizzato tre criteri per tracciare la mappa e assegnare il riconoscimento di zona franca urbana. Su 180 amministrazioni comunali candidate a vedersi riconosciuto lo status di zfu, sono arrivate, nell'agosto 2008, alle amministrazioni regionali, progetti da parte di 64 comuni. Su questi numeri c'è stata un'ulteriore scrematura sulla base di tre requisiti: la dimensione demografica minima di 7500 abitanti e massima di 30 mila nella zona individuata; una popolazione residente inferiore al 30% della popolazione residente del comune e un tasso di disoccupazione superiore alla media comunale. E' stata analizzato, inoltre, anche l'indice di disagio economico e per alcune regioni, come la Campania, la Calabria, la Puglia e la Sicilia, la ponderazione, accanto al disagio economico, anche di altri fattori come ad esempio, la motivazione strategica dell'amministrazione comunale per individuare l'area candidata a zfu e il livello di co-finanziamento comunale. Queste le 22 zfu: Catania, Torre Annunziata, Napoli, Taranto, Cagliari, Gela, Mondragone, Andria, Crotone, Erice, Iglesias, Quartu Sant'Elena, Rossano, Lecce, Lamezia terme, Campobasso, Velletri, Sora, Pescara, Ventimiglia, Massa-Carrara, Scopri l'archivio di Italia Oggi dal 1993 ad oggi |
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