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Unicredit: ok al segnale psicologico, ora manca quello tecnico
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La chiusura della settimana scorsa di Unicredit (Milano: UCG.MI - notizie) sopra i 5 euro è stata sicuramente un bel segnale dal punto di vista psicologico. Tuttavia dal punto di vista operativo, quello che conta per delineare lo scenario futuro, il livello importante è ancora da
superare.
In area 5,1 si incrociano due importanti resistenze. La prima è quella “statica” ovvero dove in sono registrati aperture, chiusure e massimi/minimi weekly in passato di una certa importanza. Se prendiamo il periodo che va da novembre 2005 fino ad oggi è possibile notare come l’area 5,1 sia stata oggetto di vari test: prima proprio nell’autunno del 2005, poi nel novembre 2007 ed infine nei primi 2 mesi del 2008. L’altra resistenza “dinamica” è rappresentata da un canale ribassista iniziato a maggio 2007 con il titolo a 7,7 euro. Superare di slancio questi due ostacoli eliminerebbe lo scenario ribassista in essere da un anno a questa parte e creerebbe con tutta probabilità i presupporti per rivedere i 6 euro. Altresì la mancata violazione delle citate resistenze sarebbe interpretata dal mercato come un segnale di debolezza e potrebbe agevolare una nuova ondata di vendite con target sui minimi di marzo a 4,06 e poi nella parte bassa del canale prima descritto a circa 3,7 dove tra le altre cose è visibile un supporto statico. I ribassisti sono convinti che tra non molto Unicredit andrà ad appoggiarsi al supporto storico dei 3 euro, valore toccato nel 1998, nel 2001, 2002 e 2003 ed area su cui è sempre rimbalzata violentemente. Dal punto di vista dei conti il 23 aprile l’amministratore delegato Alessandro Profumo ha dichiarato che l’utile netto del primo trimestre sarà all’incirca di 1 miliardo di euro condizionato da perdite da attività di trading per 675 mln di euro. L’8 maggio è previsto il cda per l’esame dei conti trimestrali ed in base alle notizie che arriveranno di cui in parte già note potrebbe delinearsi la direzione del trend dei prossimi mesi. Poco fa, alle 10:00 il titolo registrava un calo dello 0,8% a 5 euro. Per ora la lettera è più forte del denaro, anche se sul momento prevale il clima di attesa.
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