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Lunedì 5 Maggio 2008, 16:52
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Dopo essere scivolato in mattinata al di sotto dei 34.500 punti, l'S&P/Mib ha dato vita ad un recupero nella seconda parte della seduta. L'indice è arrivato a segnare un massimo a 34.592 punti, salvo tornare indietro negli ultimi minuti e riportarsi circa 100 punti in basso, incapace di esprimere una precisa direzionalità. Salvo sorprese nel finale, la seduta odierna dunque non aggiunge nulla di nuovo al quadro già delineato in chiusura della scorsa settimana, quando le quotazioni si erano fermate poco sopra l'area dei 34.500. La riconquista di quest'ultimo livello consentirà al mercato di produrre un allungo che dovrebbe portare dapprima verso i massimi di febbraio a 34.930 punti. E' questo il primo target individuato dal trader Pasquale Torcolacci, che indica come obiettivi successivi i 36.400 e i 37.000 guardando più avanti. Perché questo quadro si realizzi è necessario che l'S&P/Mib non violi i supporti a 34.300 e a 34.100, la cui perdita porterebbe subito a 34.000, con estensioni successive verso i 33.750 e i 33.500. Non molto diversa la view dell'analista Filippo Ramigni, che parla di uno scenario decisamente migliorato per il nostro mercato. L'esperto però aggiunge che per avere nuovi segnali positivi, bisognerà attendere una violazione in chiusura settimanale dell'area dei 35.000. La tenuta di quest'ostacolo invece dovrebbe favorire una correzione, peraltro necessaria, con primo supporti di rilievo a 33.700 punti. La perdita di questo livello da parte dell'S&P/Mib confermerà l'atteso storno, che dovrebbe spingere i corsi in direzione dei 33.000, con possibili ribassi verso i 32.140/32.200. Se tale movimento si dovesse realizzare, non dovrebbe essere letto negativamente, perché offrirebbe al mercato un'opportunità per rafforzarsi, grazie ad alcune prese di profitto che saranno successivamente investite su valori più bassi. Intanto, in attesa di conoscere quale sarà l'evoluzione che interesserà l'indice S&P/Mib nelle prossime giornate, come di consueto in apertura di settimana, abbiamo raccolto le indicazioni di vari brokers sulle principali blue chips di Piazza Affari. Partendo ancora una volta dal settore bancario, Unicredit viene confermato da Deutsche Bank tra le sue top picks, con una raccomandazione “buy” e un prezzo obiettivo a 6,9 euro. A scommettere sul titolo è anche Dresdner che assegna il medesimo rating, con un target price però rivisto al ribasso da 7 a 6,6 euro. Una mossa che anticipa la diffusione della trimestrale in programma giovedì prossimo, anche se gli elementi di maggiore interesse, quali le perdite da trading e l'utile netto, sono stati già anticipati il 23 aprile scorso. Gli analisti hanno intanto rivisto al rialzo il costo del rischio in Europa centro-orientale e in Polonia, abbassando invece la stima sull'utile per azione riferito all'anno in corso e al prossimo, per via del deterioramento dello scenario macro in Italia. A bocciare Intesa Sanpaolo (Milano: ISP.MI - notizie) sono stati invece i colleghi di Kbw (NYSE: KBW - notizie) che hanno tagliato il rating da “market perform” ad “underperform”, limando il fair value da 5,5 a 5,2 euro. Il titolo ha rappresentato una scelta difensiva durante la crisi, grazie anche all'elevato rendimento, ma le commissioni dell'asset management ora sono sotto pressione nel nostro Paese. Per questo motivo il broker ha abbassato le stime dell'11% sotto il consensus, convinto che la valutazione a premio di Intesa Sanpaolo scenderà in seguito al pagamento del dividendo. Una promozione è arrivata nei giorni scorsi per Banca Monte Paschi da parte di Ubs (Virt-X: UBSN.VX - notizie) che ha migliorato il giudizio da “sell” a “neutral”, alzando leggermente il prezzo obiettivo da 2,11 a 2,2 euro. Il miglioramento del rating riflette la recente sottoperformance del titolo, mentre la revisione della valutazione tiene conto delle nuove stime pro-forma post acquisizione di Banca Antonveneta. Tra le Popolari, gli esperti di Kbw mantengono la raccomandazione “market perform” su Banca Popolare di Milano (Milano: PMI.MI - notizie) , pur avendo abbassato il target price da 9 a 8,5 euro. Anche in questo caso gli esperti hanno deciso di intervenire prima della diffusione dei conti trimestrali, in programma il 13 maggio, scommettendo su un utile netto di 56 milioni di euro, in linea con il consensus. A confermare il giudizio positivo su Banco Popolare è invece Jp Morgan, che mantiene invariato il rating “overweight”, dopo la joint-venture con il Credit Agricole (Parigi: FR0000045072 - notizie) nel credito al consumo. Il deal dovrebbe avere un impatto positivo sull'utile nell'ordine dell'1% quest'anno, prima delle sinergie entro il 2010 pari al 2,5%. Giudizio ben diverso viene espresso invece da Natixis (Parigi: FR0000120685 - notizie) che consigliare di ridurre Banco Popolare in portafoglio, con un fair value che scende da 13,5 a 12 euro. Tra gli assicurativi, Società Generale suggerisce di puntare su Fondiaria-Sai, con una raccomandazione “buy” e un prezzo obiettivo a 32,7 euro. In attesa della trimestrale, che sarà presentata il prossimo 13 maggio, gli esperti scommettono su un utile netto a 148 milioni di euro, in crescita del 9%, a fronte di un lieve deterioramento del combined ratio da 91,8% a 91,5%. Interessante anche Unipol (Milano: UNI.MI - notizie) che nei giorni scorsi è stata promossa da Deutsche Bank, con una raccomandazione rivista da “hold” a “buy” e un target price salito da 2,2 a 2,4 euro. La casa tedesca non esclude che l'interesse per il titolo possa venir meno dopo il pagamento del dividendo, ma è probabile che gli investitori sposteranno l'attenzione in seguito sulla performance operativa. Gli analisti hanno confermato inoltre il rating “buy” su Mediolanum (Milano: MED.MI - notizie) , con un fair value ridotto da 5,5 a 5 euro, mantenendo la raccomandazione “hold” sia per Alleanza che per Generali con un prezzo obiettivo rispettivamente a 7,7 e a 30,4 euro. Per le azioni della compagnia triestina viene indicato un target price ancora più generoso a 31 euro da Natixis che però taglia il rating da “redcue” ad “add”. Gli analisti ritengono ingiustificato l'elevato premio a cui tratta il titolo, convinti che Generali non sia del tutto immune dalla crisi, nonostante un profilo difensivo. Nel settore industriale, Fiat (Milano: F.MI - notizie) resta una delle top picks settoriali a livello europeo per Sal.Oppenheim che suggerisce di acquistare con un prezzo obiettivo a 18,5 euro, ricordando che ora solo Moody's deve ancora portare i rating del Lingotto a livello di investment grade, dopo la mossa di Standard & Poor's. La promozione di quest'ultima è giudicata positivamente da Merrill Lynch (NYSE: MER - notizie) che si aspetta ora una riduzione del costo del debito. Gli analisti ritengono inoltre che questo dovrebbe aiutare a capire che in realtà Fiat non è il titolo del settore auto con minore qualità in Europa. Anche per questo motivo la strategia sulle azioni del Lingotto non cambia e viene reiterato l'invito ad acquistare, con un target price a 21 euro. Una raccomandazione “buy” viene riservata anche ad STM almeno da parte di Natixis che ha peraltro alzato il fair value da 13,9 a 15,5 dollari. La revisione della valutazione tiene conto di guidance molto positive per il trimestre in corso, grazie ad un robusto portafoglio ordini. Un rating “neutral” viene invece confermato per Pirelli (Milano: PC.MI - notizie) da Mediobanca (Milano: MB.MI - notizie) , che ricorda come il titolo tratti a sconto di circa il 27% sul Net Asset Value. Tra i telefonici, Fastweb (Milano: FWB.MI - notizie) si vede reiterare il rating “neutral” da Mediobanca, i cui analisti però mettono in evidenza che il titolo, dopo il recente calo, tratta a forte sconto rispetto ai peers europei. Gli esperti individuano un prezzo obiettivo tra 27 e 28,5 euro, convinti peraltro che le azioni del gruppo torinese possano beneficiare nel breve della diffusione dei risultati relativi al primo trimestre di quest'anno. In attesa della trimestrale, Morgan Stanley (SPU - notizie) si mantiene cauta su Telecom Italia (Milano: TIT.MI - notizie) confermando la raccomandazione “underweight” con un target price a 1,6 euro. La banca d'affari americana ritiene che la fiducia sul titolo possa essere ricostituita solo dopo diversi trimestri di implementazione. L'attenzione sarà catalizzata dall'Ebitda, perché un debole avvio d'anno potrebbe mettere a rischio gli obiettivi prefissati per l'intero 2008. Spostando lo sguardo su altri settori, tra le blue chips che godono ancora del favore degli analisti segnaliamo Parmalat (Milano: PLT.MI - notizie) che proprio quest'oggi si è visto confermare da Mediobanca il rating “outperform”, con un fair value rivisto leggermente da 3,21 a 3,19 euro. Gli analisti giudicano positivamente l'accordo raggiunto con la class action americana che consentirà di ridurre l'incertezza sul reale valore del gruppo. E' destinato a sovraperformare il mercato anche Lottomatica (Milano: LTO.MI - notizie) , almeno secondo la view del Credit Suisse che indica una raccomandazione “outperform” con un prezzo obiettivo a 30 euro. Alla vigilia dei conti del primo trimestre, la banca elvetica si attende che continui la buona performance delle lotterie istantanee e delle scommesse domestiche, unitamente a risultati soddisfacenti dalla controllata Gtech. Una buona opportunità è offerta anche da Atlantia che per Banca Leonardo è da acquistare, con un target price a 27 euro. Gli esperti però esprimono qualche perplessità sul rischio che nel breve lo scioglimento di Schema28 possa portare a qualche vendita sul titolo. Sempre Banca Leonardo punta su Autogrill (Milano: AGL.MI - notizie) da acquistare per via dei solidi fondamentali e di un business robusto ed eccessivamente penalizzato. Il prezzo obiettivo del titolo è stato rivisitato verso il basso da 13 a 12,5 euro, complice un taglio delle stime per li triennio 2008-2010, in riferimento al fatturato, all'utile netto e all'Ebitda. Decisamente diversa la view riservata a Seat Pagine Gialle (Milano: PG.MI - notizie) che per gli analisti è da vendere con un fair value a 0,1 euro. Banca Leonardo ritiene che l'andamento del titolo nei prossimi mesi possa essere legato ad aspettative su operazioni straordinarie, come la vendita di asset o un eventuale buy-out delle minoranze, con successivo delisting. Se da una parte quest'ultima ipotesi risulta meno probabile per la difficoltà anche dei fondi di private equity di ottenere finanziamenti, appare più verosimile quella relativa alla vendita di alcune divisioni, che consentirebbero al gruppo di focalizzare la sua attenzione sul core business italiano. Cautela anche per L'Espresso che per Ubs resta “neutral” con un target price che scende da 2,85 a 2,35 euro, per via della scarsa visibilità sul recupero della raccolta pubblicitaria. Nel peggiore degli scenari, secondo gli esperti, si dovrebbe avere un downside nell'ordine del 15% per l'Ebitda riferito al prossimo anno. Per ulteriori informazioni visita il sito di Trend Online Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana! |
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