|
|
|
|
|
Martedì 5 Maggio 2009, 17:03
|
La seconda, Lottomatica, ha chiuso invece il 2008 con utili in crescita a quota 137,8 milioni di euro contro i 105/106 milioni dell'anno precedente. Il gruppo che fa riferimento alle famiglie Boroli e Drago è riuscito quindi integrare con successo il colosso statunitense Gtech che a suo tempo costò circa 4 miliardi di dollari (35 biglietti verdi per ogni titolo) anche se molti oggi, col senno di poi, si chiedono se fu un buon affare.In effetti Lorenzo Pelliccioli, amministratore delegato uscente di Lottomatica, ha dichiarato stamane che l'inserimento della realtà americana di Gtech (che offre servizi agli operatori del comparto) e quella italiana (che offre invece direttamente i suoi servizi al cliente) dovrà essere ricalibrato in maniera da creare una maggiore omogeneità tra i due business. Come il nuovo amministratore delegato Marco Sala procederà in questa difficile sfida è però difficile da dire allo stato delle cose. Di certo la posizione finanziaria negativa per oltre 2,24 miliardi di euro è da controllare, ma il fatto che la società chiuda in utile e anzi accresca i propri profitti, il calo degli oneri finanziari sul debito (e degli interessi passivi) e in genere la tenuta dei margini fanno pensare che il gruppo sappia gestire la controllata americana egregiamente. Sul conto economico nel 2008 la voce impairment ha pesato per 100 milioni di euro contro gli 8 milioni circa dell'anno precedente e il gruppo ha dichiarato svalutazioni sulle Lotterie (per circa 26 milioni di euro) che sulle Soluzioni di Gioco (circa 74 milioni di euro). Hanno pesato sull'equilibrio patrimoniale anche le svalutazioni sui titoli propri per circa 73 milioni di euro che riducono in parte il patrimonio netto della società. Eppure il titolo ha sicuramente perso meno dei mercati (ha ceduto "soltanto" il 22% in un anno contro un Mibtel che nello stesso periodo ha perso più del 40%) e anche il mercato americano presidiato appunto con Gtech dà le sue soddisfazioni.Di certo però accumulare delle minusvalenze sui titoli Generali non interessa molto alla società, almeno questo si desume dai calcoli di Pelliccioli che ha valutato in circa mezzo miliardo le minusvalenze dei titoli del Leone di Trieste in portafoglio. Sembra un modo per dire che i Drago e Boroli sono disposti a vendere a un qualche buon offerente che presenti una valutazione più generosa di quella del mercato. In questo periodo di riassestamenti nella galassia di Generali e Intesa Sanpaolo (Milano: ISP.MI - notizie) qualche buona occasione si potrebbe anche presentare. Per ulteriori informazioni visita Finanzablog.it |
|
Scegli azione
Yahoo! Finanza > Settore assicurativo Yahoo! Finanza > finanza_generali Yahoo! Finanza > Finanzablog Yahoo! Finanza > Altro |
|
|
|
Copyright © 2009 Finanzablog Tutti i diritti riservati. |
| Copyright © 2009 Yahoo! - Tutti i diritti riservati |