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Giustizia: Geronzi, In Altro Paese Mie Vicende Giudiziarie Inesistenti
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(ASCA) - Firenze, 5 giu - Il presidente del Consiglio di
Sorveglianza di Mediobanca Gesare Geronzi ribadisce la sua
completa estraneita' alle vicende giudiziarie che in qualche
modo lo hanno riguardato.
L'occasione e' stata data da una domanda rivolta al banchiere
dal direttore della 'Stampa' Giulio Anselmi, nel corso di un
incontro organizzato ieri sera a Firenze dall'Osservatorio
permanente giovani-editori di Andrea Ceccherini.
''Se noi - ha spiegato Geronzi - vivessimo in un paese nel
quale le responsabilita' si accompagnano alle funzioni e alle
deleghe che vengono utilizzate le mie vicende giudiziarie non
esisterebbero''.
Sottolineando che ''in nessuno dei casi si puo' provare che
io abbia non solo fatto ma concorso a fare alcunche''',
Geronzi ha constatato che ''se la mia persona e' una persona
necessitata come presenza per dare risalto a fatti che gia'
di per se' hanno risalto, ci sara' un giudice a Berlino che
riconoscera' anche questo''.
Rilevando che ''operazioni da 13 milioni appartengono al
capoufficio, figuriamoci se posso occuparmi di queste cose'',
Geronzi ha preso atto del fatto che ''io sia riconosciuto
come un uomo di potere e che non abbisogna di mettere nero su
bianco per deliberare, questa e' una cosa che dobbiamo
subire''.
Comunque, ha spiegato il numero uno di Piazzetta Cuccia,
''ognuno deve portare la sua croce e se la croce che e' stata
destinata a me e' questa me la tengo ben stretta perche'
altre sono le croci che fanno male. Io - ha concluso il
banchiere - sono assolutamente consapevole che nessuno
trovera' mai un pezzo di carta scritto, ne' potra' avvalorare
ipotesi e disegni, che sono ipotesi e disegni anche se a
volte fanno
male''.
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