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Lunedì 5 Ottobre 2009, 12:39

Lo storno dei mercati è appena agli inizi e dovrebbe accompagnarci per un pò

Di Filippo Ramigni

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ANALISI MERCATI AZIONARI
Puntualmente il mese di ottobre segna l'inizio di una debolezza per i mercati azionari con gli investitori intenti a prendere profitto dopo la migliore performance trimestrale di ogni tempo. Che gli indici fossero arrivati su livelli importanti era abbastanza chiaro ma soprattutto la velocità e la forza con cui sono saliti è fonte di preoccupazione. Il feroce recupero borsistico infatti si scontra con un quadro economico ancora con molte luci ed ombra e con il problema occupazione che al momento sembra non trovare soluzione. Come dire che il processo di ristrutturazione ha effettivamente migliorato i conti aziendali ma una diminuzione dei consumi legati alla disoccupazione (principalmente in America) rischia di non supportare una ripresa. Dall'altra parte il settore bancario, principale imputato della crisi, deve le sue performance ad attività di trading piuttosto che ad un ritorno al ruolo storico di banca come supporto aziendale ed erogazione del

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credito.

Dopo aver sostenuto il mercato con ogni mezzo per avere un buona chiusura trimestrale non sorprende perciò la correzione dei principali listini arrivati su livelli di resistenza impossibili da superare (50% ritracciamento di tutta la discesa 2007-2009 livelli pre-lehman e presenza di medie mobili importanti) in particolare con il serbatoio a secco. Il quadruplo massimo sull'indice Dax (Xetra: notizie) a 5760 è significativo della mancanza di spinta dei mercati, peraltro già avvertita a metà settembre quando la violazione di resistenze importanti non aveva dato il via ad una accelerazione, assieme alla presenza di significative divergenze con gli oscillatori che invitavano alla cautela. Detto del Dax anche il Dow Jones (notizie) ha dovuto fare i conti con l'importante area di resistenza rappresentata da quota 10000 mentre l' S&P500 è stato fermato da 1075/80. Pur in presenza di un quadro che rimane ancora positivo in quanto la sequenza rialzista di minimi e massimi crescenti non è stata interrotta, nel breve/medio (nei prossimi due mesi) sembra possibile assistere ad una correzione dei listini che potrebbe spingersi fino a 5160 di Dax 8900/9000 di Dow Jones e 970/75 di S&P500 livelli che corrispondono con i massimi di maggio-giugno 2009 che avevano fermato il rialzo e coincidono con il ritracciamento del 50% di tutta l'ultima gamba ascendente partita a metà luglio. Su questi livelli è possibile assistere ad una reazione e sperare in una chiusura positiva dell'anno in corso. Una perdita di questi valori dovrà invece essere considerata come un fatto estremamente negativo approfondendo notevolmente la correzione e aprendo scenari a tinte fosche. In ottica generale bisogna guardare con attenzione all'indice delle borsa cinese che sembra anticipare i movimenti degli altri mercati con mesi di anticipo come dimostra l'inizio del recupero con un minimo a novembre 2008 e il massimo segnato lo scorso luglio.

Il FtseMib si allinea alla situazione internazionale dimostrando ancora una volta una scarsa indipendenza fermando il rialzo sulla forte resistenza rappresentata da 23700. Pur in presenza di uno scenario positivo ma in ritardo rispetto a quasi tutti i principali indici che hanno recuperato circa metà del loro valore perso nella rovinosa caduta partita del 2007 mentre Piazza Affari ha recuperato meno di un terzo, la presenza di un quadruplo massimo a 23700 e la perdita del supporto a 22700 parte bassa della fase laterale di distribuzione delle due ultime settimane, apre la strada ad una fase di debolezza che potrebbe spingere i prezzi in prima battuta verso 21500 e quindi verso 20700/21000 massimi di maggio giugno 09 e che corrisponde al 50% di ritracciamento dell'ultimo movimento rialzista. Anche nel caso italiano la perdita di area 21000 indicherebbe che la crisi cominciata con il fallimento di Lehman è tuttaltro che finita approfondendo la discesa fino a 17600.

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