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Banca Popolare di Milano: dal Credit Mutuel un "do ut des"
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Giornata negativa per la Banca popolare di Milano alla vigilia della riunione del cda dell'istituto meneghino. Domani infatti il board sarà impegnato nell'analisi del piano di cooperazione industriale presentato nei giorni scorsi da Credit Mutuel all'advisor Lehman Brothers.
Il progetto della banca francese sembra prevedere una collaborazione ad ampio raggio. Credit Mutuel sarebbe infatti disponibile a investire nel gruppo bancario milanese per incrementare da 710 a 1200 gli sportelli BPM nei prossimi 5-7 anni. Previste anche sinergie mediante la condivisione delle piattaforme per quanto riguarda tutti i prodotti/servizi. A fronte di questo Credit Mutuel chiede però una rivisitazione della governance, in modo tale da mettere sullo stesso piano i dipendenti-soci e gli altri azionisti. Lehman Brothers presenterà al cda anche l'altra opzione, l'unica rimasta dopo che la Banca popolare di Vicenza e, più recentemente, Unipol, si sono chiamate fuori. Si tratta di quella relativa a Banca popolare dell'Emilia Romagna, che in passato il presidente di Bpm, Roberto Mazzotta, aveva tentato di far accettare ai rappresentanti dei dipendenti, senza successo. Non risulta che Bper abbia presentato un piano all'advisor e quindi, appare difficile che il cda possa fare un confronto tra due progetti dettagliati. In sostanza, a meno di sorprese dell'ultimo minuto, al momento attuale Bpm ha di fronte a sé un'unica proposta concreta, quella di Credit Mutuel. Inoltre il board dovrà tenere presente che, nel caso in cui la proposta dei francesi dovesse essere rifiutata, questi ultimi molto probabilmente deciderebbero di uscire dall'azionariato, dove sono presenti ormai da qualche anno con il 2 per cento: una partecipazione dalla quale finora non hanno tratto vantaggi
significativi.
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