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Lunedì 6 Aprile 2009, 23:13
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In breve, per fare un distinguo, il mutuo a tasso fisso prevede che una volta stabilito il tasso e sottoscritto il contratto si ha la sicurezza della rata che resta invariata per tutta la durata del finanziamento. Il mutuo a tasso variabile, invece, è composto da una parte fissa (spread contrattuale) e una parte variabile (Euribor) che non è possibile conoscere a priori. Ogni mese la rata da pagare viene calcolata in base all’andamento dell’Euribor che tende ad aumentare quando c’è il rischio di inflazione. In realtà non esiste un “tasso migliore” ma esiste il tasso più adatto a una determinata situazione finanziaria. Per scegliere quello più adatto bisogna basarsi sulla variabilità del proprio reddito e, se si ha passione, sarebbe utile conoscere i mercati e il loro andamento. Il mutuo a tasso misto Il Codacons, infatti, sostiene che pochi cittadini conoscono l’esistenza del mutuo a tasso misto. Si tratta - spiega l’Associazione dei Consumatori - di contratti che consentono al mutuatario di passare da una rata costante ad una variabile e viceversa, durante tutta la vita del contratto. Si tratta di una tipologia di mutuo poco pubblicizzata dalle banche italiane ma che, se utilizzata in modo accorto, può portare vantaggi economici ai mutuatari – spiega il Presidente Codacons, Carlo Rienzi. Con il mutuo a tasso misto, il cittadino, spiega una nota del Codacons, ha la possibilità di modificare la misura iniziale degli interessi nel corso della durata del mutuo, ad esempio sulla base delle aspettative circa l’andamento del costo del denaro. In tal modo l’utente può gestire in modo attivo il rischio di tasso, contenendo gli effetti dei rialzi in caso di tasso variabile e di ribassi in caso di tasso fisso. Ne consegue che, in base al contratto di mutuo stipulato, il mutuatario può optare, in base alle aspettative sull’andamento del costo del denaro, di scegliere per il tasso fisso o per quello variabile cercando così di contenere l’aumento delle rate quando i tassi di interesse tendono a salire. Periodicamente, dunque, (di norma ogni 2, 3 o 5 anni) o una volta soltanto, il mutuatario ha la facoltà di mantenere il tipo di tasso oppure di cambiarlo. Da notare che il livello dei tassi non è predefinibile in partenza ma è quello che esiste sul mercato nel momento in cui viene esercitata l’opzione.
Il consiglio
Il tasso misto è consigliabile a chi ha una certa dimestichezza con l’andamento dell’economia e riesce a guadagnare nel passare da una all’altra tipologia, anticipando l’andamento del mercato.
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