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Lunedì 6 Aprile 2009, 23:13

Hi Tech? Redditizio e pericoloso

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Quotazioni
Ericsson
ERIC-B.ST
71.95
-0.07%
General Electric
GE
15.33
+6.24%
Google Inc
GOOG
551.10
+0.45%
IBM
IBM
123.49
+0.77%
** SEE
JAVAD
20.37
+0.00%
Siemens AG
SIE.DE
61.96
-0.31%
Sorin Spa
SRN.MI
1.25
+0.48%
Stmicroelectronics
STM.MI
5.64
+0.45%
Exprivia S.p.A.
XPR.MI
1.18
-0.34%
NASDAQ 100
S&P/Mib
Mibtel: migliori e peggiori
Il settore tecnologico si dimostra ancora una volta redditizio e pericoloso insieme. Quando lo scorso 30 marzo Google (NASDAQ: GOOG - notizie) è entrata nella classifica dei dieci titoli più capitalizzati d’America superando la General Electric (NYSE:

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GE - notizie) in molti hanno affermato che quel sorpasso simbolico della tecnologia che lasciava indietro l’industria tradizionale poteva già rappresentare una nuova epoca sempre più vicina.

Altri ricordavano invece la bolla della new economy. Proprio Google (con un p/e intorno ai 20 è una delle società più care del Nasdaq (NASDAQ: notizie) in termini di multipli) era data per pronta alla conquista del portale di microblogging Twitter. Il fidanzamento non ufficiale, però, si è rotto presto. A Wall Street si è però sentito anche un altro litigio tecnologico: quello tra Sun Microsystem (NASDAQ: JAVAD - notizie) e Ibm (NYSE: IBM - notizie) che ha abbassato gradualmente la propria offerta da 9,55 a 9,40 dollari per ogni azione della casa del Java. A quel punto la Sun ha giudicato troppo bassa quest’offerta da 7 miliardi di dollari e ha chiuso le trattative con un “No, grazie”. Il fallimento delle due nozze più gettonate del Nasdaq ha portato sui listini un cattivo sentiment togliendo improvvisamente appeal speculativo a questo comparto. In generale, però, il settore dell’hi tech, si tratti di hardware o di software, mostra diverse occasioni di investimento anche fra le società italiane, sebbene il comparto nel Bel Paese sia molto meno evoluto, ovviamente, che negli States. Il caso della franco-italiana Stmicroelectronics (Milano: STM.MI - notizie) è per certi versi esemplare: la debolezza del settore della telefonia mobile ha negli scorsi mesi indebolito molto il titolo e il calo degli ordini a livello globale ha spinto il management ha interventi emergenziali sulle scorte di magazzino e a un taglio della produzione e del personale per certi versi drammatico. Secondo il settimanale Borsa e Finanza, però, la nuova alleanza di St-Nxp con Ericsson (Stoccolma: ERIC-B.ST - notizie) potrebbe suonare la campana della riscossa e il minirally del titolo (passato in un mese da 3 a più di 4 euro) testimonierebbe questa inversione di tendenza. Esistono poi altre piccole società dotate di un certo appeal per il mercato. La torinese Reply, per esempio, ha visto crescere gli utili del 20% nel 2008 e ha cominciato a fare shopping forte anche di una situazione finanziaria molto solida. Il titolo ha un p/e atteso di 7,3 che lo rende appetibile anche se ha perso il 4% del proprio valore da inizio anno. Dal punto di vista grafico i recenti recuperi da 12 a 15 euro e mezzo hanno inviato segnali positivi, anche se forse la società manca ancora di una adeguata visibilità pur capitalizzando oltre 140 milioni di euro in borsa (a fronte di un patrimonio netto di 111 milioni circa). Per alcuni osservatori anche la società specializzata in apparecchiature biomedicali Sorin (Milano: SRN.MI - notizie) potrebbe dimostrarsi interessante. Il gruppo proviene da una profonda ristrutturazione che ha anche permesso una rinegoziazione conveniente del debito. Proprio la riduzione dell’indebitamento finanziario (tagliato nel 2008 da 293 a 253 milioni di euro) è uno dei segnali migliori inviati al mercato insieme alla riduzione delle perdite d’esercizio. Il management prevede di portare la società in utile quest’anno e il titolo ha di recente recuperato quota 50 centesimi dopo un affondo a 35,4 inviando altri segnali positivi alla comunità finanziaria. Un altro titolo che, infine, potrebbe apparire interessante è quello di Exprivia (Milano: XPR.MI - notizie) che capitalizza meno del proprio patrimonio netto e quota a meno di sette volte gli utili. Nel caso di Exprivia il raddoppiamento degli oneri fiscali connessi al debito ha sicuramente pesato sulle performance borsistiche. Il gruppo ha presentato un’offerta vincolante su Aurora (ramo d’azienda di Siemens (Xetra: 723610 - notizie) attivo nei sistemi informatici per ospedali), ma trova le sue maggiori difficoltà, come detto, proprio nella gestione del debito. In generale un po’ tutte le società it italiane si presentano alla crisi con una buona liquidità e con un basso indebitamento rispetto ad altri comparti. Le loro caratteristiche di settore le rendono, però, cicliche e costrette, per competere, a compiere rilevanti e continui investimenti con i rischi che in condizioni di stretta del credito si possono immaginare. Anche in questo caso saranno quindi da valutare le singole opportunità di investimento in base alle peculiarità di ogni gruppo. Le tensioni in direzione di nuove campagne di merger&acquisition registrate fra alti e bassi anche negli Stati Uniti potrebbero in piccolo riproporsi anche in Italia ed è probabile che il settore Hi Tech ne riceva in generale un certo appeal speculativo.

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