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Martedì 6 Maggio 2008, 15:30

Pwc, rischi principali: la crisi del credito e liquidità

Milano Finanza

La ricerca evidenzia come la turbolenza dei mercati finanziari abbia mutato profondamente lo scenario del rischio, dato che «due dei tre top risk - liquidità e spread - non erano mai apparsi prima nelle classifiche». Il sondaggio raccoglie il punto di vista di circa 300 dirigenti del mondo finanziario in 38 paesi. Nella top ten delle 'bucce di bananà che minacciano il comparto bancario l'unico rischio non finanziario è quello legato a una sovra-regolamentazione come reazione di politici e legislatori nel tentativo di contenere la situazione. «Benchè alcuni partecipanti ritengano che ci sia stata una iper-reazione alla crisi - segnala David Lascelles, curatore della ricerca - la gran parte si rivela sfiduciata. Questa - conclude - è in assoluto l'indagine Banana Skins più pessimista degli ultimi 10 anni». In seguito agli eventi più recenti, l'indagine registra anche «un crollo nella fiducia sulla qualità dei processi di gestione del rischio bancario», anche se gli intervistati «sono convinti che il credit crunch porti a un positivo effetto di risveglio del settore, capace di ristabilire l'efficacia della valutazione del rischio».

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Quanto al comparto italiano, Pierfrancesco Anglani, partner di Pwc in Italia, nota che «è stato interessato in modo più marginale dalla crisi», anche se «la maggior parte degli intervistati è convinta che le turbolenze in atto e l'attuale scenario macroeconomico avranno inevitabilmente ripercussioni su tutti i sistemi finanziari». «In questo contesto di estrema incertezza - prosegue Anglani - un ulteriore effetto positivo di risveglio per i nostri intermediari potrebbe essere dato da politiche di comunicazione improntate ad una maggiore trasparenza, con l'obiettivo di ristabilire la fiducia nei confronti del settore». La ricerca, infine, «ha rilevato variazioni nella visione del rischio da parte delle diverse classi di partecipanti». «I banchieri - si legge nel comunicato - credono che i rischi di mercato rappresentino le minacce più dure, in particolar modo le forti oscillazioni nei mercati del credito, dei derivati e dei capitali. I non-banchieri, inclusi i legislatori, danno maggior peso alla debolezza delle banche stesse, in particolar modo alla limitata gestione del rischio e al generoso sistema di concessione dei bonus».

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