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Martedì 6 Ottobre 2009, 11:52

Anche Internet usa la penna!

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Piace sempre di più agli italiani la soluzione della pennetta per la connessione ad Internet. Motivo? L’evidente convenienza rispetto ad un qualsiasi operatore telefonico sia sul traffico voice che sul traffico dati.

Rese vantaggiosissime dal mercato negli ultimi mesi le proposte commerciali dei vari operatori propongono al consumatore una vastità di offerte irrinunciabili. A convertirsi alla chiavetta sarebbero stati, secondo i dati dell’Osservatorio Banda Larga, circa 2,5 milioni di famiglie, contro il milione di metà 2008. La tecnologia evolve così come i costi al grande pubblico. Per una penna USB oggi si spendono appena 70 euro contro i 200 di un anno fa. Un mercato promettente, tanto che anche alcuni operatori mobili virtuali (come Auchan e Fastweb (Milano:

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FWB.MI - notizie) ) hanno presentato proprie offerte, in concorrenza a quelle di Tim, Wind, Vodafone (Londra: VOD.L - notizie) e 3. Offerte diventate peraltro molto varie: a seconda se si naviga poco o molto, si va da 1 euro al giorno (con Vodafone) a 3 euro la settimana (con 3 Italia) a 15-20 euro al mese. Il tutto, senza canone della linea telefonica, il che è molto interessante per le famiglie che vogliono tagliare i costi fissi.Navigare in banda larga ha però diverse limitazioni specialmente se si naviga su rete mobilie.Prima nota dolente riguarda infatti la velocità. Gli operatori dichiarano che si naviga “fino a 7,2 Megabit al secondo”, che però è quasi sempre una velocità-miraggio. Lo conferma un recente test di Altroconsumo, in una ventina di città: risulta che la velocità reale media è circa un quinto di quella promessa (un decimo, nel caso di Wind). È vero che anche l’Adsl va più lenta rispetto alle promesse (che sono ugualmente 7 Megabit, per le offerte economiche); ma la differenza non è così grande. Il motivo è che i 7,2 Megabit sono solo la velocità della cella, non dell’utente. Vanno spartiti quindi tra tutti gli utenti connessi a Internet in quella zona della città, in quel momento. Altra criticità evidenziata dall’indagine di Altroconsumo riguarda la disdetta del contratto. L’utente titolare di un contratto telefonico che includa (gratis) la chiavetta dovrà spendere ben 200 euro per disdire il proprio contratto. Non sono, invece, previsti costi di rescissione se l’utente ha comprato la chiavetta. Gli operatori comunque premono per migliorare le cose: da qualche settimana Tim ha lanciato i 28 Megabit (per cella) a Milano; Vodafone passerà ai 14 Megabit a ottobre.Da considerare inoltre che la navigazione ha dei limiti a differenza di quanto avviene con l’Adsl. Il canone include un tetto di ore di connessione e può non essere facile rispettarlo. Il problema è che quasi tutte le offerte sottraggono dal tetto più ore di quante l’utente ne consumi in effetti. Solo “Tre Dati” segue una tariffazione al secondo; le altre vanno avanti a scatti di 15 minuti, quindi chi ne naviga 20 e poi si disconnette in realtà ne consuma 30. Una minoranza di offerte (come Naviga3 e Vodafone Internet Day) ha invece un tetto basato sulla quantità di dati trasferiti dall’utente (megabyte o gigabyte). Cosa però non facile da tenere d’occhio per gli utenti non esperti, che non sanno a quanto equivalga un megabyte (ce ne vogliono 50 per fare un album di canzoni). Se l’utente supera il tetto, continua a navigare, ma a caro prezzo: da 1,2 a 2 euro l’ora, a seconda dell’operatore.

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