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Martedì 6 Ottobre 2009, 11:52
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Delmi ed EdF controllano infatti in maniera paritetica Transalpina Energia che a sua volta ha in portafoglio il 61,3% del capitale di Edison. EdF ha poi un'altre partecipazione del 19,4% del capitale di Edison che è partecipata per un altro 10% circa dalla Carlo Tassara Romain Zaleski.Da tempo come noto Giuliano Zuccoli, presidente di A2A (Milano: A2A.MI - notizie) e della stessa Edison lavora per accrescere il ruolo di A2A (capofila di Delmi con il 51% del suo capitale) nella stessa Edison, ma l'ipotesi di uno scambio tra le quote di Edipower, colosso della generazione energetica italiana controllato da Edison e le quote di Delmi in Edison stessa ha incontrato una netta opposizione da parte degli azionisti francesi.La questione, come giustamente ha evidenziato il quotidiano MF, è ormai di livello internazionale perché si intreccia anche con gli accordi italo-francesi fra Enel (Milano: ENEL.MI - notizie) ed Edf sul nucleare. Lo stesso Zuccoli aveva reclamato un ruolo in questa partita ricevendo di fatto un rifiuto da parte del ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola che ha anche di recente negato dei dissidi tra azionisti italiani e francesi in Edison. Edison, d'altra parte, rappresenta la punta di diamante dell'espansione di EdF in Italia. Il suo ruolo è evidenziato, oltre che dai numeri di tutto rispetto di Edison, dalla presenza nel consiglio di amministrazione della stessa società di Foro Bonaparte del presidente di EdF Pierre Gadonneix.In Edipower, però, i pesi dei due azionisti sono diversi. Il 50% di Edison (quindi in qualche modo paritetico fra A2A-Delmi ed EdF (EDF.NX - notizie) (ma al netto del 19,1% diretto dei francesi di cui sopra) è maggiormente bilanciato da un 20% diretto di A2A, da un 10% di Iride (Milano: IRD.MI - notizie) e da un 20% della svizzera Alpiq di cui A2A è socia con il 5,16% del capitale.Un divorzio tra concorrenti come Edison ed EdF libererebbe le mani di EdF sul mercato italiano: il recente ingresso nella distribuzione retail del gas e il precedente accesso diretto al mercato nell'elettricità di fatto stanno creando un antagonista notevole della stessa A2A ed effettivamente il fatto che le due società siano tanto intrecciate crea ovviamente delle difficoltà. A2A però vuole ottenere il più possibile da un'eventuale separazione, anche se le nuove alleanze di Enel ed EdF sembrano giocare sempre di più a suo sfavore.Alla fine EdF sembra riuscire a dividere Roma e Milano a proprio vantaggio e al centro della partita si trova una società di rango come Edison. Un progetto come Galsi, per esempio, ha valore strategico nazionale. La nuova condotta di gas dall'Algeria all'Italia via Sardegna con azionisti come l'algerina Sonatrach (41,6%) e poi vari italiani (Edison al 20,8 per cento, Enel al 15,6 per cento, la Regione Sardegna all'11,6% ed Hera (Milano: HER.MI - notizie) al 10,4 per cento) rischia di diventare un progetto a tre fra Algeria, Italia e Francia.Senza considerare che Edipower da sola produce il 7% del fabbisogno elettrico nazionale e vanta 12,1 Gigawatt di potenza installata. Tanto che viene da chiedersi quanto valga davvero Edison senza il 50% di Edipower. Di certo A2A dovrà faticare per sciogliere questo stretto legame con i francesi e nel frattempo dovrà veder crescere un'ottima società come Edison sui propri territori. L'utente ha da guadagnarci e la concorrenza pure, A2A dovrà però rimboccarsi le maniche. (GD) Per ulteriori informazioni visita Finanzablog.it |
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