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Martedì 6 Ottobre 2009, 21:38
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Noi, oggi, non scommetteremmo un solo centesimo su una sana ripresa del mercato azionario. Il problema, operativamente, è però sempre lo stesso ed in particolare in questa fase: guai a mettere radici sulle proprie convinzioni, meglio “fare rizoma”. Un'idea che sia una, semplice e sufficientemente rapida da poter essere abbandonata in fretta, se mai ve ne fosse bisogno. La nostra idea, ormai, dovrebbe esser chiara a tutti (anche perché ribadita più volte): negli ultimi giorni (da venerdì 18, per quel che riguarda il nostro, e da mercoledì 23, per quel che riguarda quello americano, N.d.R.) il mercato azionario è entrato in una fase correttiva destinata probabilmente a protrarsi sino a novembre. Quel che però, purtroppo, ancor ci manca, di questa fase correttiva, è un'idea precisa tanto della sua misura, quanto del suo sbocco. Come dire, quindi, che ci manca proprio tutto quel che serve per impostare una “buona” operatività (e quando diciamo “buona”, da cassettisti pigri e melancholici, intendiamo un'operatività “di tendenza”, destinata con maggiori probabilità a farci guadagnare che non perdere). D'altra parte, basterebbe rileggere come noi s'è descritta la possibile correzione per capire che ci siamo lasciati, volutamente, ampi margini di discrezionalità da usare nel corso delle prossime “In buona sostanza, nell'Atteso (14 settembre – 9 novembre) dovrebbe concretarsi una fase correttiva segnata da un primo massimo (che dovremmo segnar giusto in questi giorni), un successivo minimo e quindi un nuovo massimo, inferiore però al precedente…”. Siamo seri, suvvia: quando mai s'è vista una “correzione al ribasso” che si conclude con un… “massimo”? Qualcosa di più però, oggi, ci sentiamo d'annunciare: ci sono buone probabilità che il mercato azionario, ed in particolare lo S&P500, possa chiudere il mese di novembre su livelli inferiori all'apertura di settembre: area 22400p di FTSE MIB e area 1020p di S&P500. A ben guardare sono soglie che fanno sorridere, perché “ad un solo sputo” dalle attuali, ma non possiamo dimenticare che l'esito non sarebbe tanto in quelle soglie, quanto in quel che sta sotto alle stesse! E qui il ventaglio di possibilità è invero enorme: i 22000p sono inferiori ai 22400p indicati, ma anche i 21000p lo sono, così come i 20000 ecc… Ve l'abbiamo detto subito, però: di questa correzione, purtroppo, ancor oggi ci manca la misura. Abbiamo, tuttavia, alcune soglie da poter monitorare e probabilmente, nel corso delle prossime settimane, finiremo con l'oscillare proprio attorno alle due appena indicate (sul FTSE MIB e sullo S&P500). Confidando però che, col tempo, anche noi si possa diventar più precisi nelle nostre indicazioni. La seduta odierna, decisamente positiva, ci rimanda però soprattutto a quel che noi s'era scritto lunedì 28 settembre: Oggi, a dispetto della seduta particolarmente positiva (o, forse, proprio perché la stessa è andata concretandosi nel primo giorno della nuova settimana, cosa di cui siamo soliti diffidare…), noi siamo portati a credere che, nel prossimo fine settimana, le cose possano dimostrarsi ben diverse o, comunque, meno brillanti di quel che Piazza Affari, questa sera, parrebbe volerci mostrare. A ben pensarci, la scorsa settimana s'è chiusa proprio come noi s'immaginava e crediamo che cose analoghe debbano dirsi anche per quella in corso. Purtroppo, infatti, noi siamo sempre un po' “vittime” di una nostra “pre” comprensione (chiamiamolo pure “pregiudizio”…) che ci porta a diffidar volentieri di tutte le sedute molto positive che vanno concretandosi nei primi giorni della settimana. Per noi un “+2.5%” non è mai uguale a se stesso: se segnato il martedì ha un senso, se battuto il venerdì ne ha un altro. Ed è del tutto ovvio che, nel nostro singolare approccio ai mercati, s'è soliti assegnare una valenza particolarmente positiva ad una chiusura sui massimi nell'ultima seduta di settimana (“è sempre bene che, in un mercato al rialzo, il periodo chiuda sui massimi”) ed una, invece, decisamente minore ad una chiusura sui massimi il martedì: troppo tempo, infatti, ci separa dalla conclusione dell'ottava (quasi come se noi si dovesse giudicare un'intera seduta di borsa sulla sola base di quel che s'è visto sin a mezzogiorno…). Ora, è del tutto evidente che questo nostro pregiudizio prima o poi finirà per rivelarsi fallace, e questa potrebbe esser proprio la volta buona, ma sin quando lo stesso non sarà smentito dai fatti, preferiamo attenerci a quel che, almeno sin qui, è frutto d'esperienza. Poi, giacché proprio noi s'è invitato tutti a fare rizoma, saremo i primi a farlo a nostra volta, se necessario… D'altra parte, dopo la prima seduta d'ottobre, noi s'era indicato alcune soglie che si considerava d'assoluto rilievo per quel che era accaduto al nostro mercato in settembre: area 22900p, area 23250p ed area 23450p. Indicazione, quest'ultima, che poi s'accompagnava alle seguente valutazione: “Non pensate, però, che le nostre siano solo chiacchiere stucchevoli (“Ma che c'importa, ormai… il mese di settembre è chiuso!”): i mercati hanno una memoria d'elefante e certe soglie restano molto a lungo nella sua testa. Vedrete che il nostro mercato tornerà a gigioneggiare con le stesse più avanti. Ed è proprio in ragione della “tramvata" odierna (23053p: -1.79%, N.d.R.), che v'invitiamo a metterle sotto osservazione sin da domani: chissà che non possano esservi utili per chiudere quelle posizioni ancor aperte sul nostro mercato.” Era, questo, un consiglio che ancor oggi noi si ritiene valido: quando non si hanno le idee chiarissime su quel che potrebbe accadere, infatti, meglio evitare tutte le occasioni in cui ci si potrebbe fare del male… Anche perché il riconoscere di non aver le idee chiarissime non è un limite, ma rappresenta piuttosto un vantaggio. Era solo venerdì scorso che noi s'era scritto: Almeno sin qui, possiamo affermare che il massimo di questa fase (23775p) non è stato poi così lontano da quello (23646p) da noi assunto a parametro delle nostre analisi. Vorremmo definirlo “l'ultimo massimo” da noi atteso, ma (forse incredibilmente) ancor per qualche giorno non potremo farlo. Abbiamo bisogno, infatti, di una correzione ben più profonda di quella manifestatasi sin qui: il minimo odierno a 22529p rompe il minimo a 22646p battuto nella settimana del 18 settembre, ma non possiamo ancor escludere del tutto che si sia trattato di un “falso segnale”. Purtroppo, infatti, i falsi segnali (che si ribaltano, poi, in segnali di “senso” del tutto opposto!) sono una costante dell'intero 2009: sul nostro come su molti altri mercati. Quel che, invece, non riteniamo un falso segnale è quanto sta accadendo all'ORO che, proprio oggi, ha segnato un nuovo massimo storico oltre i 1040$: giacché non ci sono segnali di panico all'orizzonte la cosa fa invero specie. O meglio, fa specie ai più… Noi che siamo sempre un po' portati a rovesciar le cose, pensiamo invece che il panico sia sempre facile da crearsi sui mercati (ben più che la tranquillità…) e che, nelle occasioni di panico, l'Oro non debba esser comprato, ma venduto: a chi non ne ha e pensa d'averne bisogno per placare il suo panico. Troppo tardi, però, per acquistarlo… Edoardo E. Macallè - www.nikkaiastrategie.com Per ulteriori informazioni visita il sito di Trend Online Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana! |
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