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Venerdì 6 Novembre 2009, 16:33

Italia: Moody's, si agisca su crescita e saldo primario

MF/Dow Jones

MILANO (MF-DJ)--Per la riduzione dell'indebitamento l'Italia dovrebbe agire sul tasso di crescita e sul saldo primario che storicamente ha permesso il risanamento del bilancio statale.

Lo ha dichiarato Alexander Krockerbeck, Vp Senior Credit Officer di Moody's Germania, durante il meeting "Corporate in Emea e rating sovrano Italia" in occasione del quale ha spiegato che la dinamica del debito pubblico in Italia dipende direttamente dalla formazione del saldo primario che nel 2009 e 2010 e' stato invece vicino allo

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zero.

Secondo le stime del Governo italiano l'obiettivo di un livello di indebitamento netto al -2,2% del Pil nel 2013 dovrebbe essere accompagnato da un saldo primario del 3,4% del Pil nello stesso anno. Mentre in molti paesi il tale componente ha sempre contribuito negativamente, negli anni '90 in Italia e' stato proprio il fattore determinante per il contenimento dell'indebitamento. Se non dovesse succedere lo stesso ci troveremmo in futuro di fronte ad un aumento tendenziale del rapporto debito/Pil.

Ci troviamo, ha aggiunto Krockerbeck, in "una dinamica che per l'Italia non e' una novita'. "La capacita' fiscale ed economica dell'Italia sara' sottoposta ad un test serio durante la crisi", ma il rating e' stato confermato ad Aa2 e l'outlook rimane stabile in quanto gli analisti di Moody's ritengono che ci siano delle opportunita' per reagire di fronte al presente livello di indebitamento. Se il controllo del debito pubblico e del pagamento degli interessi non dovesse esserci "cominceremo pero' a reagire in termini di outlook e rating", come e' gia' stato fatto in passato con il downgrade del rating sovrano del Giappone che nel '99 ha raggiunto un rapporto debito/Pil del 98%.

A soffrire maggiormente dell'alto livello di indebitamento saranno soprattutto i Paesi "tripla A". Gli analisti di Moody's si sono chiesti infatti se non fosse necessario un downgrade di gruppo, ma non e' cio' che la societa' vuole in quanto sono proprio questi gli Stati piu' avanzati che sono in grado di "aiutare l'economia" grazie alla loro capacita' di intervenire durante i tempi di crisi. red/rug laura.ruggiero@mfdowjones.it


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