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Venerdì 6 Novembre 2009, 19:49

Eni: un passo avanti in Kazkhstan

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Ieri l'Italia ha fatto un importante passo in direzione del Kazakhstan. Alcune delle maggiori imprese pubbliche hanno infatti siglato un importante protocollo d'intesa con corrispettive società pubbliche kazake.

Gli accordi hanno un valore di diversi miliardi di dollari (sarebbero circa 6 quelli stimati da MF) e permettono a Eni (Milano:

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ENI.MI - notizie) di mettere in piedi nuovi progetti nel Paese guidato da Nursultan Nazarbayev dopo le difficoltà riscontrate in passato sul progetto del Kashagan, di cui comunque Eni rimane uno dei principali attori anche oggi. Grazie anche all'appoggio dell'Italia per la presidenza kazaka dell'Osce l'Eni potrà ora partecipare, insieme alla sua corrispettiva kazaka KazMunayGas, alle esplorazioni delle aree di Isatay e Shagala nel Mar Caspio. Contributi importanti del cane a sei zampe verranno anche per il miglioramento dello sfruttamento del gas kazako. È infatti previsto che vengano promosse la costruzione di un impianto di generazione a turbogas, di un cantiere navale e che sia promosso l'upgrading della raffineria di Pavlodar, di cui KasMunaiGas possiede una quota di maggioranza. Prevista anche una forte collaborazione fra Finmeccanica (Milano: FNC.MI - notizie) e Ferrovie dello Stato da un lato e la società locale Temir Zholy nel settore ferroviario del Paese. Ai nuovi progetti in questo campo parteciperà anche Ansaldo (Milano: STS.MI - notizie) . Il ruolo di Finmeccanica comprende però anche accordi fra KazEngineering e Selex Galileo che vedrà applicati i propri sistemi elettro-ottici nell'ammodernamento dei tank corazzati T72 dell'eserciro kazako. Altre collaborazioni potrebbero poi riguardare l'elicotteristica civile e una joint venture per l'assemblaggio in Kazakhstan degli autobus a gas naturale della BredaMenarinibus (Finmeccanica). Ferrovie dello Stato collaborerà invece con le Ferrovie kazake alla ristrutturazione delle linee e all'implementazione della linea Astana-Almaty. Si tratta come si vede di importanti progetti a lunga scadenza (anche lo sviluppo del giacimento del Kashagan, d'altra parte, permetterà un ingresso in produzione dopo il 2012) tuttavia anche di importanti contatti con l'undicesimo Paese del mondo per riserve provate di petrolio e il tredicesimo per quanto riguarda le riserve di gas. Sull'eventuale trasporto del gas verso l'Europa sembra difficile esprimere delle anticipazioni. Dal Paese non passerà infatti il South Stream, la pipeline Eni-Gazprom per il petrolio russo in Europa che ora si sta allargando anche ad GdF, ma, se verrà realizzato, Nabucco, l'alternativa condotta made in Ue che unisce la tedesca Rwe (Xetra: 703712 - notizie) a operatori turchi, bulgari, rumeni, ungheresi e austriaci e al quale era interessata la stessa Gaz de France prima del niet turco. En passant va ricordato che ieri a Roma c'era anche Claudi Santiago, presidente di GE Oil&Gas, che ha siglato con un operatore kazako un accordo per lo sviluppo di turbine a gas per il trasporto e la trasmissione del gas metano nel Paese.

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