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Venerdì 6 Novembre 2009, 14:11
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La correzione cominciata dalla seconda metà di ottobre è quasi finita o sarà destinata a continuare e anzi inasprirsi nei prossimi giorni, secondo i suoi studi grafici? Ma, vede, l'ho già detto la volta scorsa, tuttavia non ci siamo compresi fino in fondo (credo!)… ma non Lei ed io, questo sia ovviamente chiaro e inconfutabile! D'altra parte la mente dell'essere umano è quanto di più contorto e inestricabile possa esistere ed Elliott – quel pazzo e poveretto contabile, venuto dal florido e soleggiato Kansas che divide in due gli USA (East e West)… ma sembra non soltanto quelli! –, nel suo più o meno lucido “delirio ondivago”, diceva appunto che anche la follia degli uomini poteva (e può) essere rappresentata graficamente. Vero non vero? Folle non folle? Argomento di dibattito per i posteri, soltanto. Ma posteri di molto, non di domani! Personalmente non ho mai provato a cimentarmi con il “grafico della follia”, ma al tempo stesso ascolto e osservo il mondo, per quanto posso e riesco, e allora mi pongo anche alcune alquanto stupide domande. Una per tutte, per esempio, è questa: «Se il 2008 e la prima parte del 2009 non fossero esistiti, nel senso di retaggio (cioè paure e psicosi… intendiamoci bene!) della nostra pur breve memoria, ora come vivremmo l'attuale fase di mercato? Con euforia? Con convinzione? Oppure con quali altre emozioni? Un mercato che fa il 100% (minimo assoluto del 9 di marzo a 12.300 punti di defunto S&P/Mib40-massimo relativo di ottobre a 24.600) in sette mesi non è notizia comune, da tutti i giorni, eppure ho visto ben pochi titoli sui giornali a ricordarlo!». Volontà manifesta di nasconderlo, per aver decantato prima i “miliardi bruciati”? Anche qui non so rispondere esattamente, ma mi pongo ugualmente la domanda. A proposito (inciso): “In quanti rispondono o, peggio, discettano persino su cose di cui non conoscono?”. Io pongo almeno semplicemente quesiti e li pongo poi quasi esclusivamente a me stesso! Ci sono stati storicamente rialzi così “importanti”, anche andando molto indietro con gli anni? La storia della borsa italiana è relativamente breve (come indice, se paragonato al Dow Jones USA). L'osservazione che ora ho sotto mano è quella relativa al vecchio indice COMIT, partito nel 1973 e rilevato tuttavia ancora oggi, seppure limitatamente ai valori di chiusura. Ebbene, su questo indice, tra minimo e massimo sono oggi trascorse 158 sedute e la performance (ribadisco, da chiusura a chiusura, e su tutti i titoli della borsa italiana) è dello 81,50%. Solo in altre rarissime occasioni avemmo valori che superarono questo risultato, per un numero analogo di sedute, e la maggior parte dei casi risale ai due grossi rialzi degli Anni '80, durante il 1981 e durante il 1986, ma, per esempio, sui massimi del 2000, mai troviamo uno scostamento, per pari orizzonte temporale, così ampio e neppure a sognarcelo. Tra il 1999 e il 2000, il massimo scostamento che si registrò (sempre per pari finestra di sedute) fu un +53,37%. Eppure guardi che mondi diversi! Tuttavia, una cosa è certa: lo scetticismo che ha accompagnato questo poderoso rialzo non è poi tanto dissimile da quello che accompagnò il rialzo del 2003 ed è per questo che parlavo di “pur breve memoria”. E allora forse lo “stupido Elliott” qualche barlume di lucidità (o ludicità?) lo avrà avuto! E perché poi allo stadio, al campo di tennis (baseball per Dow ed Elliott e anche Gann, così qui il Trio Lescano è “imperfetto”), in TV, davanti a un qualsiasi evento sportivo insomma, si tifa spesso per i “più deboli”?... dunque andando contro ciò che la logica e la razionalità suggerirebbero? O ancora, sovente si “tenta di gufare” il più forte soltanto per spirito di contraddizione, poiché talvolta dà fastidio e disturbo la vittoria dei “soliti noti”? Guardi che è un meccanismo di reazione da non sottovalutare per nulla. E questa correzione è avvenuta in un clima di “tifo davvero acceso”, ma c'è chi l'attendeva da 18.000 punti di FTSE-MIB, chi da 20.000, chi ancora da 22.000 ecc. A che fine allora? Mi metto short a 18.000 punti, aspetto fino a 24.500 e poi mi dico “bravo, bravissimo!” se ritraccia di 2.000 punti?... Magari incensandomi anche: «Visto che prima o poi lo beccavo questo mercato venir giù?! Lo dicevo che non poteva reggere!» Bene, agendo in questo modo ci si fa soltanto male in borsa. È come tentare un'assurda corsa in contromano su una superstrada a quattro corsie… Per un po' può andarci bene, ma… Questo concetto lo ripeterò fino alla nausea, sebbene “non piaccia”, dunque anche accollandomene le conseguenze! E la correzione, caspita!… Ci mancava soltanto che non dovesse arrivare! Anzi, le correzioni sono le benvenute per il calcolo delle proiezioni delle onde future. Ma abbiamo perso poco più di un 10% dopo un 100%!... inframmezzato da una prima correzione molto simile, da giugno a metà luglio, quando il nostro indice passò da circa 20.600 a 17.700 punti (un -14%, complice un 2/2,5% di stacco dividendi). Prima che però qualcuno venga a dirmi qualcosa, mi auto cito – seguendo poi anche un po' la moda imperante – dall'intervista che abbiamo fatto insieme il… vicino o lontano?… 19 agosto scorso (ed eravamo con l'indice a 21.000): Tuttavia, se devo essere sincero sincero e con una mia lettura di Sentiment, le direi che dubito di vedere nel breve violazioni di 20.300... poi il mio Sentiment potrebbe anche essere “mal tarato”! All'insù e lo aggiungo, visto e considerato che non me lo ha espressamente domandato, ma la “prevengo”, non vi sono grosse resistenze, si passasse la difficile area resistenziale tra 22.060 e 22.300 punti e la strada verso i 24.700 (con tappa intermedia a 23.300 punti) non sarebbe certo da bollino nero. Mi perdoni davvero; sa che non mi piace citare i “pezzi del passato” i “residui bellici”, giacché se l'azzecco dico fortuna, se sbaglio è colpa di Elliott, ma questa volta me la passi e poi mi è “strumentale”. Il livello di 24.700 è stato praticamente raggiunto e già comunque parlavamo di area 25.000 il 13 di luglio (altra intervista che realizzammo) quando l'indice sembrava dovesse allora e appunto già sprofondare. Ora quel 22.060 di agosto, mi si è soltanto “ritarato” in un più aggiornato 21.905 (purtroppo sto anche studiando un correttore per il nuovo indice che ha cambiato meccanismo di rilevazione del prezzo di apertura, aiutandomi per ora e comparando le aperture del derivato). Il livello di 22.300 invece continua a ripresentarsi sempre uguale (22.310 per la precisione), con una lieve estensione a 22.420 punti. Ebbene, il recupero di quest'area, già avvenuto e ora da confermare per due o tre sedute almeno, dovrebbe sancire la fine della correzione e finalmente arrivo dunque a rispondere alla sua domanda. Mi scuso anche con i lettori per le righe sopra, ma chi mi segue con simpatia e affetto ben lo comprenderà. Tra l'altro mi sa dire il minimo dello S&P500, in chiusura, di questi giorni a quanto è stato?... Ma parliamo pure d'altro ora, vada poi a vederselo con tutta calma e lo confronti con l'intervista del 6 di Ottobre, intanto anche Fibonacci era un “giullare di corte”. Vero, verissimo! Occorre soltanto saperlo utilizzare a dovere, tracciando ottantanove linee sui nostri grafici e non semplicemente “due”. In definitiva pensa fortemente che andremo ancora su, da qui a fine anno? Ritengo proprio di sì, anche se ovviamente monitoro il mercato nel breve e verifico poi, sempre nel breve, se sono confermate le aspettative più di lungo. Se Lei osserva un grafico a due/cinque minuti può spingersi in una previsione di poche (due/tre) ore... Se invece Lei passa all'osservazione di un grafico mensile può farlo ben più a lungo, monitorando poi i time-frame inferiori e anzi utilizzando l'uno come conferma dell'altro e così via. Come le accennavo dunque, se quota 22.300 non fosse più interessata (o solo toccata one touch e via) sarebbe una seria ipoteca per considerare concluso qui il movimento correttivo. Ma avere un'ipoteca non vuol dire possedere una certezza. Affermerò infatti che il timing sarà perfetto quando e se ripasseremo quota 23.470/23.570 di indice (dipenderà anche dai volumi e un occhio più che attento dovrebbe proprio essere sempre tenuto sugli scambi del FIB che non dovranno scendere mai troppo sotto il livello dei 15/16.000 contratti), ragione per la quale indicherò un probabile obiettivo rialzista appena sopra quota 27.000, intorno ai 27.200 punti, livello che potrebbe essere raggiunto già anche verso fine d'anno, con una tappa importante a 26.000 punti esatti. Tra le altre conferme che si potranno ricercare, vi è un livello, una piccola fascia per lo S&P500 americano che qualora superata potrebbe fornire ancora maggior vigore al movimento. I suoi Lettori potranno perciò monitorare quota 1.075/80 di indice S&P500, da utilizzare come prima conferma della bontà del movimento. A 1.100 punti sarà la conferma definitiva. Ritorni in area 22.300 di FTSE-Mib dunque dovranno essere accolti come valide opportunità d'acquisto, da coprire eventualmente con operazioni corte (ETF short?) in caso di rottura al ribasso dei 21.900 punti, operazioni corte poi da chiudere qualora fossero raggiunti i 20.600 punti circa, in modo da lasciare nuovamente “correre” la parte long in “solitario”. Difatti, un'eventuale violazione di 21.900 – sebbene la consideri un'ipotesi oggi alquanto remota – renderebbe la correzione più complessa e più lunga, pur non mutando ancora nulla nello scenario di medio-lungo periodo. Direi che è stato chiarissimo, e ciò vuol dire che potremo puntare anche su qualche tema in particolare? Singoli titoli intende o settori? Ci sono opportunità interessanti, ma mi chieda pure Lei se ha qualcosa in mente di preciso. Conosce certamente Lei, molto meglio di me, gli interessi dei suoi lettori. In effetti sarei interessato a conoscere prima di tutto un suo parere su STM, un titolo per il quale è da un po' che non ci confrontiamo, che molti hanno ancora in portafoglio e protagonista di un brusco ridimensionamento. Bene, allora cominciamo da ciò che non mi piace molto, non in senso assoluto, ma relativo intendo dire. In questo momento ci sono titoli (e poi allora li vedremo) che possono dare molto più di STM, se il mercato mantiene le premesse di cui sopra. Per STM, nel caso specifico, sarà davvero fondamentale la tenuta dei 5,05€, ma allo stesso modo necessita di portarsi nuovamente sopra i 6€ (dagli attuali 5,70 circa). Finché non si vedrà la quotazione cominciare con il “6”, sarà poco produttivo mantenere il titolo in portafoglio, in una corretta politica di money management, perdendosi altre e più interessanti occasioni, maggiormente in momentum. E invece cosa mi può dire di FIAT (Milano: F.MI - notizie) ? La situazione è molto diversa. Anche FIAT ha perduto parecchio (a volte, in malo modo) nell'ultima discesa e con forti volumi, ma ha avuto la forza di riportarsi repentinamente verso i precedenti massimi. E questo tendenzialmente è un ottimo segno. Ora sarà di vitale importanza che non si vada nuovamente sotto ai 10,40€, altrimenti il trend potrebbe deteriorarsi, quanto meno nel breve e allora vale il discorso fatto per STM. Il conseguente recupero (verificandosi la prima condizione, di cui appena sopra) degli 11.10€ potrebbe allora favorire dapprima un ritorno sui massimi recenti in area 11,50, ma al tempo stesso produrne nuovi, primo fra tutti un obiettivo a 12,40 e poi, successivamente, poco sotto i 14€. Se lo scenario fosse davvero questo, c'è qualche titolo che “non dovrebbe mancare” in portafoglio? Nei miei favoriti ci sono sicuramente CIR e Saipem (Milano: SPM.MI - notizie) in pole position, tra i titoli a maggiore capitalizzazione. Per la prima, vi è un ulteriore obiettivo rialzista a 1,90€ (dagli attuali 1,60 circa) che dovrebbe realizzarsi, una volta superati i precedenti massimi in area 1,75€. Un primo segnale di forza arriverebbe già comunque col superamento di quota 1,6650. E la zona tra 1,50 e 1,52€ rappresenterà il nostro livello di guardia. Per la seconda, l'avventura da subito verso nuovi massimi mi pare un poco improbabile, ma non dimentichiamo che siamo di fronte a un titolo sempre in grado di sorprendere e in positivo. Certo che se dai recentissimi massimi in area 21,90€ correggesse un poco, verso area 20,60/21,05€, ecco che sarebbe un ottimo punto di ingresso e a basso rischio, poiché il livello di attenzione è posto a 19,90€ e, in ultima istanza, a 19,75€. Soltanto se violasse quei prezzi consiglierei di disfarsi del titolo, per andarlo poi a “raccogliere” intorno ai 18€. Un primo e interessante target rialzista è situato invece, in prima battuta, a 22,50€, ma se questo livello fosse superato avremmo davvero obiettivi ambiziosi, intorno ai 26,50€, come prima istanza. Sul nostro FTSE-Mib non mancherei poi di seguire Autogrill (Milano: AGL.MI - notizie) che ha un ipotetico obiettivo di medio-lungo a 11,50€ e ne vale 8,40. E insieme ad Autogrill seguirei con certo e sempre rinnovato interesse Mediolanum (Milano: MED.MI - notizie) che ha avuto un corposo storno e, in caso di tenuta e conferma dei 4,35€, potrebbe ritornare molto interessante. Vi sono poi anche tanti altri temi, magari per azioni di società a media-piccola capitalizzazione, davvero interessanti. Brevemente Le posso fare qualche nome che poi ognuno dovrà approfondire nella sua “stanza dei bottoni” e con tutta calma e serenità: Piaggio (Milano: PIA.MI - notizie) , Indesit, DMT (Milano: DMT.MI - notizie) e Iride (Milano: IRD.MI - notizie) . Ultima domanda a “tema libero”: c'è un'altra cosa in particolare che vuole segnalarci? Ohh, la più difficile! Ci sarebbero tante altre cose da dire. Dovendone scegliere una, direi la componente valutaria. Potrebbe essere cambiato qualcosa nello scenario di Dollaro USA e Dollaro australiano, due divise sempre interessantissime da monitorare, congiuntamente poi al Dollar Index. Anzi, è proprio l'esame grafico di quest'ultimo a suscitarmi alcune riflessioni. Lì, sul fondo, a quota 75 (ma già aveva cominciato a maggio, quando era intorno a 79) sta disegnandosi quello che in gergo noi analisti tecnici chiamiamo rising wedge o, per gli elliottiani puri, un ending diagonal. Cosa vuol dire questo? Che potrebbe anche invertirsi la tendenza, ma contrariamente a quanto afferma il dr. Roubini, ritengo che a soffrirne saranno piuttosto i Bond e non tanto l'Equity, come lo studioso ci ha dichiarato in questi giorni. Questa però la devo consegnare ai posteri davvero! È ancora assai prematuro per dirlo, ma se il cambio AUD/USD (ecco che arrivo al Dollaro australiano) non passasse lo 0,94, forse lo scenario sin qui dipinto potrebbe realizzarsi con maggiore probabilità e questo significherebbe (nel lungo periodo) mercati Equity ancora forti, Dollaro USA a 1,35 e future Bund a 115 o sotto? Presto, però, davvero presto per dirlo. Meglio concentrarsi di più sul trading… e allora buon trading a tutti i suoi lettori. L'importante è fare le cose convinti di farle e non perché lo si è “sentito dire in giro”. Centomila volte meglio sbagliare con la propria testa che con quella degli altri. A presto. Disclaimer: i pareri e le conclusioni presenti in questo testo sono dell'intervistato e non sono attribuibili ad altri soggetti. Le indicazioni sui singoli titoli non rappresentano raccomandazioni né all'acquisto né alla vendita, ma sono da intendersi quali semplici studi dell'intervistato. Per ulteriori informazioni visita il sito di Trend Online Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana! |
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