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Lunedì 7 Aprile 2008, 10:38

Alitalia e i francesi

Di Il punto-borsainvestimenti

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Quotazioni
Air France-KLM
AF.PA
16.21
+2.08%
Alitalia Linee
AZA.MI
0.44
-7.10%
British Airways
BAY.L
247.75
+1.95%
Endesa (Empresa Naci...
ELE.MC
29.82
+1.81%
Enel Spa
ENEL.MI
6.24
+1.30%
ENI SpA
ENI.MI
22.04
+0.27%
LEHMAN BROTHERS HOLD...
LEH
15.40
+4.19%
Lufthansa AG
LHA.DE
14.66
+1.84%
Sopaf
SPF.MI
0.40
-0.20%
Telefonica
TEF.MC
16.92
+1.32%
TESORO CORP
TSO
17.94
-2.02%
S&P/Mib
Mibtel: migliori e peggiori
Ritorno ancora una volta sul tema Alitalia (Milano: AZA.MI - notizie) . Faccio alcune premesse.
- Mercato Libero ha studiato da anni i bilanci della compagnia di bandiera.
- Mercato libero ha denunciato apertamente, durante lo scorso aumento di capitale, nel 2005, il trattamento del parco buoi e il comportamento dell'allora CEO del gruppo

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▪ Riflettori puntati su Fiat
▪ Mercati e resistenza alle crisi
▪ Timing giusto per lo shopping?
▪ Borsa: opportunità da cogliere
▪ Mercati: le regole del gioco
▪ Uffici: tiene la domanda
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Cimoli.
Durante l'aumento di allora il titolo venne sostenuto fino a pochi giorni prima dell'aumento. Venne poi fatto crollare del 90% in poche sedute. Il ministero del tesoro vendette i diritti al prezzo più basso possibile. (ricordo che la partecipazione del Ministero del tesoro è proprietà pubblica e quindi di tutti noi.). Molte banche d'affari, in primis la Deutsche Bank di Vincenzo de Bustis (sempre al centro, in Italia, delle operazioni più "strane" di finanza "agressiva" nonchè luomo che riuscì a vendere la banca 121 al montepaschi per tre volte il suo valore) dapprima fecero crollare il titolo con report devastanti per il titolo e dal momento in cui il Tesoro (NYSE: TSO - notizie) vendette la partecipazione, fecero uscire dei reports che portarono il titolo in poche sedute a guadagnare oltre il 50%. Molti operatori esteri "speculativi" (o estero vestiti) entrarono sul titolo a 0,80 e uscirono dal titolo pochi giorni dopo con grossi guadagni.
- la situazione di bilancio di alitalia di oggi è peggio di quella di allora e già nel corso del 2007 in molti articoli e poi nel corso di quest'anno Mercato libero ha denunciato che il valore di Alitalia è fra 0,01 (come, guarda caso, suggerisce la solita Deutsche Bank di Vincenzo de Bustis in un report della scorsa settimana) e 0,30 euro.

Ma allora...perchè non vendere ai francesi e salvare un'azienda destinata al fallimento?
Ebbene, sarebbe un gravissimo errore la vendita di Alitalia ai francesi.
I governi di Prodi sono stati caratterizzati dalla svendita di beni pubblici e da operazioni che non hanno mai creato valore per lo stato. Anche nell'operazione Alitalia è stato chiaro, fin da subito, che Prodi voleva vendere ai francesi. La domanda d'obbligo che tutti gli italiani si pongono è: PERCHE' PROPRIO AI FRANCESI? QUALE LEGAME HA PRODI CON I FRANCESI? HA DEI SECONDI FINI (PER IL BENE DEL PAESE, OVVIAMENTE... CUI NESSUNO E' A CONOSCENZA?
Prima Prodi ha obbligato tutti i componenti della prima gara a ritirarsi a uno a uno, mettendo paletti insormontabili. (e i francesi non c'erano).
Poi ha aperto ai francesi e ha fatto delle concessioni non fatte durante la precedente gara.
E' evidente che Tommaso Padoa Schi..ppa si è battuto come un leone "o iena?" affinchè Alitalia finisse ai francesi e lo stesso Prato (ex IRI....)è l'uomo voluto e messo li' da Prodi e Schi..ppa.
Prodi forse non pensava di veder cadere il suo governo così presto, quando si è accorto, ha cercato in tutti i modi di accelerare la vendita del vettore.
Dopo aver condotto malamente la campagna di Endesa (Madrid: ELE.MC - notizie) (finita ad enel per una cifra astronomica) e la campagna di telecom (data in mano a Telefonica (Madrid: TEF.MC - notizie) per un piatto di lenticchie) voleva finire la sua opera: consegnare ai francesi "a gratis" 60 milioni di viaggiatori italiani.
Quello che i politici fanno finta di non capire (ma invece lo sanno benissimo) è che il valore di una azienda dipende dalla capacità di generare cassa (cash flow). Per l'azienda Italia è la stessa cosa. E il declino dell'Italia degli ultimi 10 anni è da imputare solamente alle decisioni di politica economica dei governi Prodi D'alema prima, fatti seguire da quello Berlusconi poi e con la ciliegina dell'ultimo governo Prodi.
Tutti questi governi non si sono preoccupati di programmare maggiori entrate di casse per il sistema paese, ma nella maggior parte dei casi ne hanno programmato le uscite.
Alcuni esempi:
Autostrade: Il governo le ha vendute a una famiglia italiana. I flussi di cassa che le Autostrade hanno generato hanno permesso a benetton di portare il titolo da 7 euro a 20, incassando alti dividendi.
Lo stato (e i contribuenti) hanno perso un grande valore per il bene comune arricchendo una sola famiglia. Senza contare che questa famiglia lavora in puro regime di monopolio e di tanto in tanto deve sudare qualche goccia di sudore solo per rinegoziare le tariffe. Molta parte di queste azioni sono poi in mano dei fondi d'investimento esteri che incassano così lauti dividendi. (questo significa che ogni volta che paghiamo 10 euro a un casello autostradale qualche centesimo finisce fuori dall'italia con un importante effetto d'impoverimento del sistema paese.
ENI (Milano: ENI.MI - notizie) ed Enel (Milano: ENEL.MI - notizie) , con la privatizzazione è accaduto la stessa cosa di Autostrade. La maggior parte del capitale è finita in mano a fondi Esteri. Per ogni euro speso per un pieno di benzina o per ogni bolletta elettrica qualche centesimo finisce all'estero sotto forma di dividendi mostruosi.
Dovete infatti sapere che le nostre società ex pubbliche sono obbligate a pagare dividendi fra i più alti d'Europa solo per permettere allo stato di incassare una parte dei dividendi. Le aziende stesse, grazie a tariffe monopolistiche imposte dallo stesso governo, impongono tariffe che sono fra le più alte d'Europa per poter pagare alti dividendi.
Chi ci rimette alla fine è in primis il popolo e in seconda battuta il sistema Italia che vede un continuo aumento dei flussi di cassa in uscita verso l'estero. Un'uscita che cresce più che proporzionalmente rispetto ai flussi di cassa in entrata.
Mentre in Italia si vendono gioielli di famiglia, all'estero, nei paesi ricchi emergenti, si creano i Fondi Sovrani (che non sono altro che Fondi dello Stato che comprano pezzi di azienda).

E' il loro il modello vincente senza alcun dubbio. Noi costretti a svendere loro che comprano.
La soluzione? Annullare i pagamenti di dividendi alle aziende pubbliche come Enel ed Eni. Azzerare qualsiasi tipo di debito e utilizzare questi veicoli per conquistare rapidamente quote di mercato all'estero. Nel contempo ridurre le tariffe nei mercati domestici dando respiro ai consumatori. Il prezzo da pagare sarebbe il crollo in borsa di questi titoli. Ma chi se ne frega, ciò che importa è il bene comune e non il bene di alcuni fondi esteri.
E invece...invece nessun governo di destra o di sinistra ha voluto porre rimedio ne ha intenzione di farlo se vince le elezioni.
Anzi, in particolare Prodi, ha accelerato questa pazzia, quasi volesse favorire la calata degli esteri sulle nostre riserve di caccia con il puro intento di depredare e impoverire il sistema stesso, e non certo di renderlo più competitivo.
Alitalia non è che l'ultimo esempio.
E' vero che l'azienda perde cassa tutti i giorni....ma non si può regalare per sempre 60 milioni di consumatori viaggiatori ai francesi ne a qualsiasi altro stato.
E' meglio il fallimento e la successiva rinascita.
Faccio notare che nel caso di fallimento e successiva rinascita chi ci rimetterebbe sarebbero:
- Le banche che perderebbero centinaia di milioni di credito (si stima 1,4 miliardi di euro)
- I sindacati che perderebbero potere contrattuale in un'azienda che è la loro roccaforte.
- Gli azionisti (ma oramai chi è azionista di alitalia può essere condsiderato solo un giocatore d'azzardo e non un piccolo investitore da difendere.
- I proprietari di obbligazioni, ma anche qui è facile identificate tali investitori come speculatori e non come cassettisti.
- i passeggeri, ma solo per i punti mille miglia..
Francamente di tutti questi soggetti al mercato libero interessa ben poco.
I dipendenti invece non dovrebbero subire grossi contraccolpi. La ricetta francese prevede infatti migliaia di esuberi. Cosa ci sarebbe poi di diverso fra il fallimento e la successiva rinascita? Niente, i disoccupati sarebbero sempre gli stessi.
Meglio la svendita ai francesi o un attacco frontale al sistema sindacale italiano? Meglio qualche settimana di sciopero aereo o la perdita, per sempre dei flussi di cassa di 60 milioni di viaggiatori.
Sono molti i settori industriali o di servizi che l'Italia ha deciso di chiudere per lasciare spazio agli esteri. Non possiamo permetterci di perderne un altro. Già oggi le società low cost aeree estere hanno invaso i nostri cieli dimostrando l'incapacità della nostra classe imprenditoriale di creare un'industria competitiva. Quindi via francesi da casa nostra. Viva la soluzione italiana con un partner estero non europeo. L'italia può diventare la porta d'oriente e mettere sotto pressione i margini di profitto dei rivali europei (Lufthansa (Xetra: 823212 - notizie) , British Airways (Londra: BAY.L - notizie) e Air france (Parigi: FR0000031122 - notizie) stessa)
Prodi non proseguire nel tuo disastro, per il bene futuro di tutta la nostra cara Italia.

E Michele Nista cosa pensa?
Niente pranzo a Milano questa volta. Il nostro caro amico Michele è lontano da quest'Italia decadente ma, legato com'è al suo paese, non può esimersi dallo scrivere e raccontarmi il suo punto di vista su Alitalia. Molti, compreso Mercato Libero, sono tutti interessati a che Alitalia non finisca in mani francesi. Tuttavia Michele, con il suo solito fiuto, è interessato a capire a chi possa interessare la compagnia aerea italiana.
Michele sostiene che in alcuni salotti buoni si faccia insistentemente il nome di Giorgio Magnoni (Sopaf (Milano: SPF.MI - notizie) ) il cui fratello è uomo di punta della malconcia Lehman Brothers (NYSE: LEH - notizie) . Per i neofiti, ricordo la vicinanza di Magnoni a De benedetti, a Colannino, ma in particolare a Galliani (suo socio). Menzionando De benedetti ritorna alla ribalta la Management & Capital, Tamburi e la possibile entrata di Berlusconi in tale avventura.
Alitalia, televisioni e telecomunicazioni sono i dossier aperti sulla scrivania del Cavaliere (senza contare costruzioni, con il Ponte sullo stretto e il business lombardo dell'Expo).
La domanda è se il cavaliere questa volta proverà a pensare anche al bene dell'Italia e non solo agli interessi degli amici. A proposito...l'intramontabile amico Ligresti a quale di questi progetti parteciperà?
Mercato Libero presenta altri articoli sui tre siti. Un'intervista in esclusiva fatta al Prof. Roubini è in fase di pubblicazione nelle prossime ore.
Mercato Libero si fa in tre: Il bravissimo ZIOBARBERO cura la sezione MercatoLiberonews
: MERCATO LIBERO NEWS
mentre ZIOALVARO è l'abile graficista che è responsabile del nuovo sito.
: MERCATO LIBERO GRAFICI
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