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Generali risponde a richieste Consob sulle liste dei sindaci
Di Alberto Susic
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In relazione ad alcune richieste di informazioni da parte della Consob, Generali ha spiegato che l'articolo dello statuto sociale che attribuisce al Cda la facoltà di presentare una propria lista per la nomina del Collegio Sindacale, è stato introdotto in occasione dell'adeguamento dello statuto di Generali alle disposizioni del T.U.F., con delibera dell'assemblea straordinaria degli azionisti del 30 aprile 1999. L'Assemblea straordinaria degli azionisti del 20 giugno 2007, che ha adeguato lo statuto alle disposizioni della c.d. “legge sul risparmio”, ha mantenuto tale previsione, non essendosi ritenuto necessario apportare, sul punto, alcuna modifica allo statuto in relazione alla nuova disciplina della nomina del Collegio
Sindacale.
Nel merito, la società ritiene che la previsione del citato articolo dello statuto costituisca legittima espressione dell'autonomia statutaria, anche perché la medesima non incide – neppure alla luce di recenti orientamenti interpretativi della giurisprudenza, sui diritti dei soci e, in questo quadro, sul diritto accordato ai soci di minoranza di nominare un componente effettivo dell'organo di controllo. Infatti, l'attribuzione al Cda della facoltà di presentare una propria lista per la nomina del Collegio Sindacale non impedisce ai soci di proporre e votare proprie liste di candidati e non interferisce né con le modalità di selezione dei componenti del Collegio Sindacale tratti dalle liste di minoranza né con l'individuazione dei “rapporti di collegamento” rilevanti, come disciplinati dalle norme regolamentari vigenti. Pertanto, nel presentare la propria lista di candidati alla carica di Sindaco, il Cda ha esercitato una facoltà prevista da una norma statutaria, conforme alla normativa vigente, che riflette la storia recente e la tradizione delle Generali e risponde ad una naturale esigenza di quelle società che, come la nostra, hanno un azionariato diffuso.
In relazione all'ulteriore richiesta avanzata da Consob, che ha invitato la società a comunicare le proprie considerazioni in merito a quanto rappresentato da Edizione Holding circa l'insussistenza di un rapporto di “collegamento” rilevante, con Mediobanca (Milano: MB.MI - notizie) , la compagnia triestina non ha trovato alcun riscontro a livello normativo, né ha evidenza del fatto, che Ragione, socio di controllo di Edizione Holding, in virtù della sua partecipazione all' “Accordo per la partecipazione al capitale di Mediobanca”, eserciti il “controllo congiunto” su Piazzetta Cuccia.
Infine, con riguardo all'ultima precisazione richiesta da Consob – che ha richiamato ipoteticamente, nella citata sua richiesta, il caso in cui, in occasione della prossima assemblea degli azionisti, Mediobanca votasse a favore della lista presentata dal Consiglio di Amministrazione di Generali ed, al contempo, la lista presentata da Edizione Holding risultasse seconda per numero di voti, si evidenzia che, nello scenario indicato, l'eventuale accertamento di un rapporto di “collegamento” tra Edizione Holding e Mediobanca, potrebbe incidere sull'esito della votazione solo se il voto di Edizione Holding risultasse determinante ai fini dell'elezione del sindaco di minoranza.
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