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Giovedì 8 Maggio 2008, 0:00
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La mancata chiarezza nell'indicazione del prezzo resta la violazione principale: nel 58% dei siti il prezzo non compare nel primo passaggio che l'utente si trova a percorrere. Nel 49%, poi, le clausole contrattuali non sono presentate nella lingua del paese che ospita il sito. Nel 15% dei casi non c'è fin dall'inizio l'indicazione sulla disponibilità del tipo di biglietto offerto. La commissaria aveva promesso di pubblicare prima della fine di gennaio la lista nera dei siti irregolari. In seguito alle reticenze di alcuni stati membri, la pubblicazione di questi dati è stata posticipata e Bruxelles ha deciso di tacere il nome delle compagnie aeree e dei tour operator coinvolti. Kuneva rassicura però sul risultato di questa azione congiunta, la prima condotta a livello europeo, per il rispetto dei diritti dei consumatori in forza del regolamento sulla cooperazione in materia di tutela dei consumatori entrato in vigore alla fine del 2006. Dal settembre 2007 infatti le autorità di Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Grecia, Italia, Lituania, Malta, Portogallo, Spagna, Svezia nonché Norvegia hanno passato al setaccio 447 siti web per controllare se ottemperassero alla normativa Ue a tutela dei consumatori (direttiva sulla pubblicità ingannevole e direttiva sulle clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori). Le autorità nazionali che hanno partecipato all'operazione hanno utilizzato una metodologia comune e termini di ricerca predefiniti come per esempio "biglietto aereo, volo a basso costo, viaggio, last-minute, miglia aeree, volate a prezzo scontato" per identificare e investigare i siti web che vendono biglietti aerei a consumatori residenti nei loro paesi. Il risultato è che dopo le minacce di chiudere i siti, il 50% delle compagnie irregolari (tra cui Ryanair (Dublino: RY4.IR - notizie) , Vueling, Iberia (Madrid: IBLA.MC - notizie) e Spainair) ha regolarizzato i propri canali di vendita. I problemi però non sono finiti. A marzo anche il commissario Ue ai trasporti, Jacques Barrot, era intervenuto sul caso di Ryanair, e dopo un'interrogazione dell'europarlamentare Francesco Ferrari, aveva rilevato che "la mancata comunicazione al consumatore di informazioni chiare, adeguate e complete sulle tariffe e su ogni altro costo associato alla prestazione di un servizio", oltre a poter essere sanzionata in base alla direttiva del 2005, potrebbe esserlo anche alla luce della proposta di regolamento attualmente in discussione al parlamento e al consiglio (COM(2006) 396 definitivo), che impone alle compagnie aeree di pubblicare le tariffe, comprensive di tasse, imposte, diritti, supplementi e commissioni applicabili e inevitabili, e le condizioni applicabili. Scopri l'archivio di Italia Oggi dal 1993 ad oggi | |||||||||||||||||||||
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