|
Conti Pubblici/Italia: Ue Chiude Vicenda Iniziata Nel 2004 (Il Punto)
|
|
(ASCA) - Roma, 7 mag - Con la decisione di oggi della
Commissione Europea per la prima volta dal 2002 nessun paese
dell'area euro e' piu' sotto procedura per deficit
eccessivo.
Dopo l'introduzione della moneta unica la prima iniziativa
fu avviata contro il Portogallo nel settembre del 2002
seguita poco dopo da quella nei confronti della Germania a
novembre. Successivamente e' stato il turno di Francia,
Olanda, Malta, Cipro, Grecia e Gran Bretagna. Tutte procedure
gia' chiuse tra il 2004 e il 2007.
Un primo avvertimento contro l'Italia era stato gia'
inviato nell'aprile del 2004 (governo Berlusconi) in cui si
rilevava ''uno scostamento significativo dagli obiettivi''
del programma di stabilita' ipotizzando un deficit al 3,2%
per l'anno in corso. La procedura vera e propria fu avviata
pero' dalla Commissione il 7 giugno del 2005 sulla base di
una previsione di deficit del 4,3% e formalizzata da una
decisione del Consiglio adottata il 28 luglio del 2005.
Bruxelles aveva dato due anni di tempo all'Italia per
rimettere in sesto i conti pubblici imponenedo una riduzione
del deficit sotto il 4% nel 2006 e sotto la soglia del 3%
entro il 2007. Nel frattempo erano finiti sotto procedura per
deficit eccessivo anche Ungheria, Repubblica Ceca, Polonia,
Slovacchia e nuovamente il Portogallo.
Il deficit italiano, rileva la Commissione nel documento
con cui chiude la procedura, era salito dal 3,5% del Pil nel
2003 e nel 2004 fino al 4,2% del Pil nel 2005 per poi
scendere al 3,4% nel 2006 (governo Prodi) e all'1,9% nel 2007
grazie a misure che sono ''in gran parte strutturali''. La
svolta per i conti italiani, infatti, secondo l'esecutivo
europeo e' giunta con ''l'efficace applicazione delle misure
correttive contenute nella finanziaria 2007'' anche se i
risultati sono stati in qualche misura ridotti da alcune
spese sociali e in conto capitale decise nel corso
dell'anno.
Le proiezioni per il 2008 e per il 2009 (rispettivamente
2,3% e 2,4%), secondo Bruxelles, ''indicano che il deficit e'
stato portato sotto la soglia del 3% del Pil in una maniera
credibile e sostenibile''.
Sul fronte del debito pubblico, la Commissione evidenzia
che dopo essere sceso tra il 1994 e il 2004 dal 121% del Pil
al 104%, esso e' tornato a crescere nel 2005 e nel 2006
essenzialmente per partite straordinarie per poi tornare sul
104% nel 2007. Questo mette in luce ''un miglioramento
dell'avanzo primario in linea con le raccomandazioni del
Consiglio'' in vista di una ulteriore riduzione al 102,5%
prevista per il 2009. Complessivamente ''la situazione di
deficit eccessivo in italia e' stata corretta'' conclude la
Commissione chiedendo al Consiglio ''di abrogare la sua
decisione'' sulla
procedura.
|
|