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Fisco: Pizzetti, No a Dati Su Internet Ma Restano Riconoscibili
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(ASCA) - Roma, 7 mag - ''Ieri abbiamo detto che non devono
essere diffusi in internet con le modalita' adottate
dall'agenzia e per chi li abbia scaricati da internet deve
cessare la diffusione, non possono essere piu' diffusi
attraverso rete telematica e non possono piu' essere diffusi
in genere. Nel provvedimento abbiamo anche specificato che
questo non toglie nulla alla conoscibilita' dei dati con le
modalita' tradizionali negli elenchi presso i comuni, non
toglie nulla alla trasparenza, non toglie nulla al diritto di
cronaca cioe' alla possibilita' per i giornali di
pubblicarli''. Lo ha detto, a ''Panorama del giorno'', il
presidente del collegio dei garanti della Privacy, Francesco
Pizzetti, precisando quindi che ''i giornali possono
continuare a pubblicarli nel rispetto delle regole del
giornalismo e delle regole deontologiche, cioe' se si tratta
di notizie di interesse pubblico''.
Rispetto alle polemiche che si sono sollevate sulla
questione, Pizzetti ha osservato che ''la conoscibilita' dei
dati e' una scelta politica. Fa riferimento al controllo
sociale del funzionamento della democrazia, del dovere di
pagare le imposte''. Tuttavia, ha aggiunto, queste modalita'
sono ''notevolmente pericolose. Il sito web e' aperto a tutti
senza filtri, senza password, senza niente. E' diventato un
modo attraverso cui tutto il mondo ha potuto conoscere i dati
dei contribuenti italiani, si tratta di circa 40 milioni di
posizioni contributive, persone fisiche, persone giuridiche,
societa', istituzioni pubbliche che possono essere state
scaricate. Aggiungo che non sono stati neanche stati protetti
quindi possono essere stati facilmente modificabili,
cancellabili, insomma manipolabili. E si possono prestare
anche a furti d'identita' perche' sono stati resi accessibili
in tutto il mondo i dati identificativi dei contribuenti
italiani''.
Pizzetti ha, inoltre, precisato che ''non c'e' alcun paese
al mondo che accetta questo tipo di consultazione. Solo in
Norvegia c'e' una forma che puo' ricordare lontanamente
quella italiana, comunque con un accesso limitato nel tempo
che tra l'altro sta suscitando polemiche anche in quel
paese''.
Infine, per il presidente della Privacy, pubblicare i dati
piu' che a combattere l'evasione fiscale ''puo' servire ad
una forma di controllo sociale. La lotta all'evasione certo
non si fa in questo modo, anche perche' l'evasore non compare
per definizione tra coloro che dichiarano i redditi se e' un
evasore
totale''.
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