|
|
|
|
|
Mercoledì 7 Maggio 2008, 16:24
|
Diversi analisti ritengono che la bufera della crisi del credito abbia già segnato i suoi picchi e buona parte delle svalutazioni sono state già rese note al mercato. Proprio questa mattina da un documento della Banca Centrale europea, segnalato da un settimanale tedesco, è emerso che gli istituti finanziari hanno accusato perdite per 320 miliardi di dollari a casa della crisi del mercato del credito. Dalla seconda metà del 2007 fino alla settimana scorsa, si sono avuti aumenti di capitale per complessivi 230 miliardi di dollari, con l'obiettivo di rifinanziare i vari istituti in difficoltà. E' ancora presto tuttavia per affermare con serenità che il peggio sia ormai alle spalle per le banche, visto che non sono da escludere nuove svalutazioni, anche se la maggior parte di queste dovrebbe essere stata già annunciata al mercato. Prematuro quindi pensare ad un rinnovato ottimismo tout-court, dal momento che, secondo quanto dichiarato da Alex Weber, membro della Bce, permane ancora la mancanza di fiducia tra le istituzioni finanziarie. Il processo di ricostruzione dovrebbe richiedere ancora del tempo ed essere piuttosto lungo e anche per questo motivo sarà bene mantenere una certa cautela nell'approccio dei singoli titoli bancari. Proprio nell'ultima decade di aprile, Morgan Stanley (SPU - notizie) aveva prospettato una tenuta degli utili nel primo trimestre per le banche. Gli analisti però hanno messo in guardia gli investitori, spiegando che tale prospettiva non dovrà trarre in inganno e suggerendo piuttosto di sfruttare eventuali segnali di forza per alleggerire le posizioni sui bancari di Piazza Affari. Le uniche due eccezioni segnalate sono rappresentate da Intesa Sanpaolo (Milano: ISP.MI - notizie) e da Banco Popolare, per i quali il consiglio è ancora di sovrappesare, nonostante una riduzione del prezzo obiettivo per il primo da 5,7 a 5,4 euro e per il secondo da 17 a 16,5 euro. A bocciare Intesa Sanpaolo proprio quest'oggi è stato invece Dresdner che ha rivisto al ribasso la raccomandazione da “add” a “hold” con un target price che scende da 5,4 a 5,3 euro. Gli analisti fanno sapere di aver sempre considerato il titolo come una storia difensiva piuttosto di crescita. Dal momento che stanno svanendo alcuni fattori importanti, rappresentati da una più robusta base patrimoniale e da rendimenti più elevati, gli esperti non trovano più alcuna giustificazione per la loro view positiva. A scommettere su Unicredit sono i colleghi di Deutsche Bank che confermano il titolo tra le top picks di settore, con una raccomandazione “buy” e un prezzo obiettivo a 6,9 euro. Anche Centrosim assegna alle azioni dell'istituto di Piazza Cordusio lo stesso rating, con un target price però meno generoso a 5,9 euro. In attesa dei conti del primo trimestre in arrivo domani, gli analisti ricordano che il gruppo ha già fornito alcune anticipazioni il 23 aprile scorso sull'utile netto e sul trading income. Gli esperti fanno inoltre notare che se si prende in considerazione l'impatto sull'utile netto delle rettifiche sulle componenti più volatili del portafoglio finanziario, si possono desumere risultati soddisfacenti dall'attività di commercial banking di Unicredit. Meno entusiastica la view di Euromobiliare su Banca Monte Paschi che conserva una raccomandazione “hold” con un fair value a 2,6 euro. Stando agli ultimi rumors, l'istituto di credito senese potrebbe cedere alcune controllate in Europa e contestualmente siglare degli accordi in America Latina con Santander (Madrid: SAN.MC - notizie) , ma a detta della SIM milanese si tratta in ogni caso di operazioni che non dovrebbero avere impatti di rilievo sul titolo. Per Banco Popolare Merrill Lynch (NYSE: MER - notizie) mantiene un rating “neutral”, con un fair value che viene ridotto da 15,7 a 13,2 euro, sulla scia di un taglio delle stime sull'utile per azione per l'anno in corso del 14% e per il 2009 del 12%. Per gli analisti le annunciate vendite di asset dovrebbero contribuire a migliorare il Tier1 di quest'anno, riducendo i rischi di un aumento di capitale, ma portando al contempo ad un calo dell'eps previsto al 2010. Banco Popolare è invece tra i preferiti di Deutsche Bank che consiglia di acquistare con un prezzo obiettivo rivisto verso il basso da 22 a 20,1 euro. In seguito al miglioramento degli indici patrimoniali della banca, il titolo dovrebbe registrare un lento ma progressivo recupero, senza trascurare il suo potenziale per la creazione di valore. La banca tedesca apprezza la natura difensiva di Ubi Banca che tuttavia è già riflessa nelle attuali quotazioni, motivo per cui la raccomandazione resta ferma ad “hold” con un target price a 19,7 euro. Lo stesso rating viene assegnato da Deutsche Bank anche a Banca Popolare di Milano (Milano: PMI.MI - notizie) , il cui fair value viene lievemente ridotto da 10,7 a 10,5 euro. Gli analisti non si aspettano un upside significativo dalla potenziale partnership del gruppo italiano con Credit Mutuel. A dare una sforbiciata al prezzo obiettivo di Banca Popolare di Milano sono stati anche i colleghi di Kbw (NYSE: KBW - notizie) che hanno reiterato la raccomandazione “market perform”, rivedendo il target price da 9 a 8 euro. Gli esperti hanno agito ancor prima di conoscere i risultati del primo trimestre che arriveranno la prossima settimana e dai quali non sono attese sorprese di rilievo. Per ulteriori informazioni visita il sito di Trend Online Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana! |
|
Scegli azione
Altri articoli in > Economia
Yahoo! Finanza > Settore bancario
Yahoo! Finanza > Trend Online
Yahoo! Finanza > Ultim'ora | Ultime Notizie | Borsa | Piazza Affari
Yahoo! Finanza > Primo Piano Homepage Yahoo! Finanza > Ultime notizie, finanza, economia, borsa
|
|
|
|
Copyright © 2008 TrendOnline.com - Tutti i diritti riservati. |
| Copyright © 2008 Yahoo! - Tutti i diritti riservati |