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Martedì 7 Luglio 2009, 21:26

Le prossime settimane non saranno per nulla facili

Di Edoardo Macallè

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E così, se venerdì scorso si poteva dire:
“Ad essere analisti “pignoli” si potrebbe sostenere che i minimi raggiunti martedì 23 giugno (18400 punti), in fondo, sono ancor salvi, anche se tutto ciò non ha nulla a che vedere con quel “decisivo impulso al rialzo” che noi, invece, si sperava. S'è salvato i minimi, certo, ma si tratta davvero di un obiettivo altrettanto… minimo. Anzi: non si tratta nemmeno di un obiettivo! Un obiettivo, infatti, è una causa finale ed i minimi da cui s'è ripartiti, nelle ultime due settimane, sono sostanzialmente una causa

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iniziale.”
E se ancor ieri si poteva aggiungere:
“Anche oggi s'è salvato lo stretto indispensabile: i minimi a 18400p. Oltre questa considerazione, in fondo ottimista, non è lecito andare.”
Oggi, con tutta evidenza, non ci sono più alibi:
“Anche i minimi a 18400 punti sono entrati in chiara difficoltà e contar su quelli per un recupero repentino non trova alcun senso: come in una poesia del buon Manzoni, infatti, anch'essi, ormai, …furono.”
Non che noi ci fossimo illusi (“Allo stato, si dovrà guardar con maggiore attenzione a quel che sta sotto i nostri piedi e non già a quel che transita sopra le nostre teste: salvare il minimo di periodo a 18400p è prioritario, ma non è detto che l'impresa, di là dell'impegno, riesca davvero…”), ma fin quando le cose non si vedono concretamente si può sempre sperare in altro. Non è comunque questo il caso, ormai: almeno sin qui, infatti, e negli ultimi giorni, tutto s'è mosso come temuto e come, d'altronde, le analisi giustificavano ampiamente. O meglio: le analisi “di breve” giustificavano ampiamente! Eh sì, perché se allarghiamo il nostro orizzonte temporale (su scale temporali più ampie), beh… le cose non parrebbero così negative come l'impressione del momento, invece, ci porta a pensare. Non vorremmo, tuttavia, passar per quelli che, non trovando appigli nel giorno dopo giorno, s'attaccano alla bottiglia della speranza trasformandosi in investitori di lungo periodo: chi ci conosce sa che siamo sempre stati “cassettisti pigri”! Ciononostante sono proprio le prossime settimane ad intrigarci ed anche parecchio (professionalmente parlando, ovvio): operativamente non saranno per nulla facili, ma se si saprà non mettere radici, se s'eviterà d'impiantarsi nel proprio tifo, probabilmente si riusciranno a trovar buoni motivi di conforto al proprio agire. Bisognerà però esser molto rapidi nel cambiare opinione, seppur non “giorno dopo giorno”: non è ancor scoccata l'ora, ma i mercati troveranno presto una loro tendenza da mantenere con continuità (a differenza di quant'avvenuto nell'ultimo mese). Non è detto, però, che la stessa sia proprio quella che oggi appare più probabile. Noi, ad esempio, saremmo portati a scommettere più sul suo contrario e su una misura nettamente maggiore alle attese dei più. Ma tranquilli, avremo modo di tornar, più avanti, sull'argomento.

Edoardo E. Macallè – “Il Circolo dell'Investitore”
www.nikkaiastrategie.com - www.assoconsulenza.eu








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