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Martedì 7 Luglio 2009, 8:51
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I mercati azionari hanno interrotto il rally partito a marzo, vivendo le ultime settimane all'insegna dell'incertezza. Come valuta l'attuale situazione delle Borse e quali previsioni si possono fare per le prossime Il mio atteggiamento nei confronti dei mercati azionari è improntato alla cautela perché prevedo nuovi ribassi a partire da ottobre prossimo e fino a marzo del nuovo anno. A seguito della crisi finanziaria sono intervenuti i vari Governi e le Banche Centrali dei diversi Paesi, inondando il mercato di liquidità e adottando misure di quantitative easing, ossia di misure non convenzionali. Ora ci sarà in particolare per l'Europa e per l'Italia in particolare il problema dell'economia reale: non c'è un credit crunch nel nostro Paese, ma le banche non danno credito e chi lo concedono chiedono garanzie magari doppie e con dei costi molto importanti. Questo porta a far soffrire le piccole e medie imprese che fino ad ora sono riuscite a sopravvivere un po' con la cassa integrazione e un po' con le scorte, oltre che con grandi sacrifici, ma molte di queste aziende sono destinate a chiudere i battenti da sempre in avanti. Il periodo peggiore sarà dunque tra ottobre 2009 e marzo 2010 e in Borsa potremmo assistere alla violazione al ribasso dei minimi già visti a marzo scorso. Quello che abbiamo visto fino ad ora dunque è stato fondamentalmente un semplice rimbalzo, del resto non può essere qualcosa di più. Basti guardare ai dati macro per capire che stiamo tornando ad una situazione simile a quella degli anni '70, anche sotto il profilo del rapporto prezzo-utili. Questo perché è in atto il deleveraging: dal 1982 al 2007 il Dow Jones (notizie) è passato da 1.000 a 14.000 punti, grazie alla leva finanziaria che ha permesso a chi non aveva soldi di comprare immobili, di consumare o di acquistare abitazioni con finanziamenti al 120%, perché poi si cartolarizzava per cui si rimetteva in circolo tutta questa carta. Dal 2007 tutto ciò è venuto meno per cui ci sono meno consumi, da quelli voluttuari a quelli necessari, e di conseguenza le aziende che rimarranno in piedi si dovranno accontentare di un fatturato inferiore del 30%/40% rispetto a quello degli anni scorsi. E' vero che il price/earnings si è abbassato, ma il P/E altro non è che la stima futura degli utili, ma se avremo livelli di consumi inferiori, anche gli utili verranno meno. Da marzo quindi abbiamo avuto una risposta all'isteria del mercato che stava andando a rotoli, grazie all'abbondante liquidità immessa nel sistema e agli interventi dei vari Governi. Ora però dovremmo ritornare all'economia reale con dei grossissimi problemi e quindi anche con forti tensioni sociali. Qual è la sua posizione in merito alle previsioni fatte dall'FMI, dalla Fed e dalla BCE su una ripresa economica a partire dal prossimo anno? A mio avviso si potrà parlare di un ritorno graduale alla crescita economica solo dopo il secondo semestre del 2010, non prima. Già nell'ultima parte di quest'anno vedremo il mercato immobiliare scendere nell'ordine del 30/40% e probabilmente anche quello finanziario. Da qui a fine 2009 quindi potremmo anche rivedere i minimi in Borsa, mentre in seguito nel corso del 2010 si possa assistere ad una ripresa dei listini. Non dimentichiamo che la Banca centrale europea sta abbassando i tassi di interesse e sta acquistando titoli per fornire liquidità al sistema. Potrebbe esserci però inflazione nel medio-lungo periodo e intanto la curva dei tassi si sta già alzando e se da una parte non sarà rivisto al rialzo il tasso ufficiale di sconto, dall'altra ci saranno operazioni di drenaggio della liquidità, per cui il denaro costerà sempre di più. Il Fondo Monetario Internazionale parla di 1.000/1.200 miliardi, mentre la BCE di 300/400 miliardi di euro di titoli tossici nelle banche, cui si aggiungono i prodotti derivati. Alla luce di quanto detto sino ad ora quali strategie suggerirebbe di adottare a chi è dentro al mercato e quali a chi invece è rimasto fuori fino ad ora? Chi è fuori dal mercato dovrebbe mantenere ancora le distanze dall'azionario, lavorando piuttosto con le opzioni, incominciando al contempo ad accumulare titoli obbligazionari che hanno subito significativi decrementi dal punto di vista del conto capitale. Per l'azionario invece rimarrei alla finestra almeno fino ad ottobre per vedere se si verificherà lo scenario che ho descritto prima di una possibile violazione dei minimi di marzo scorso. Allargando l'orizzonte temporale ad una visione di medio-lungo periodo, ritiene che quello che stiamo vivendo possa essere un buon momento per iniziare a costruire progressivamente nuovi portafogli sull'azionario? Personalmente non ho previsioni che vadano oltre il periodo compreso tra l'autunno e la primavera prossimi, e dopo sarà importante vedere quello che succederà in seguito. Per chi non avesse comprato casa potrebbe essere interessante fare un investimento di questo tipo, perché il mercato immobiliare scenderà del 30%/40%, in particolare in Italia. A livello settoriale, in quale direzione sarà bene focalizzare l'attenzione nelle settimane a venire? In virtù di quanto appena detto sulle prospettive del mercato immobiliare, è facile intuire come sia ancora prematuro scommettere proprio sul settore cemento e costruzioni. Dopo gli interventi sui tassi di interesse, le manovre degli Stati si dovranno concentrare sull'imposizione fiscale. Si sta tornando ad una specie di socialismo, e anche l'America che non lo è mai stato, sta diventando un Paese socialista. La politica di Barack Obama in fondo è sostanzialmente questa e mira a nazionalizzare e a dare il welfare a tutti, perché eravamo davvero giunti ad un passo dalla fine del mondo con il fallimento di Lehman Brothers (NYSE: LEH - notizie) . Non dimentichiamo che non sappiamo ancora quanti titoli tossici ci siano ancora in circolazione tra banche e assicurazioni. Un dei settori da cui è bene mantenere le distanze è quello assicurativo, ancor più rispetto a quello bancario, per il quale si è cercato di fare pulizia e di tenerlo in piedi. Infine uno sguardo al settore petrolifero che risentirà di un movimento a passo di gambero dei prezzi dell'oro nero. Le quotazioni del greggio dovrebbero attestarsi tra i 50 e i 60 dollari, il prezzo che tiene in piedi le economie dei Paesi che esportano la materia prima. In generale c'è un rallentamento dell'attività industriale e quindi dei consumi di petrolio, motivo per cui non scommetterei sui titoli del comparto oil. In generale comunque suggerirei di stare lontani dall'azionario, a prescindere dal singolo settore, preferendo trascorrere l'estate con un portafoglio sostanzialmente scarico. Per ulteriori informazioni visita il sito di Trend Online Scopri le migliori azioni per fare trading questa settimana! |
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