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Martedì 8 Settembre 2009, 0:00
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Con una novità rispetto a quanto anticipato in questi giorni: in caso di disoccupazione, gli insegnanti, gli ausiliari e gli amministrativi potranno cumulare l'indennità con contratti di lavoro con la stessa amministrazione. Fino a un massimo mensile di 20 ore di supplenze. L'ipotesi, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, è al vaglio del Ministero del welfare e dell'economia e troverà forma, salvo ripensamenti dell'ultima ora, nel decreto sulla scuola che domani, come ha annunciato il ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini, sarà al consiglio dei ministri. Si tratta di un modello analogo a quello dei buoni lavoro voluti in Italia dal Ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, e che già oggi consentono a un lavoratore pubblico precario di avere prestazioni occasionali retribuite e in chiaro nel privato. Ora questa chance si estenderebbe alla stessa pubblica amministrazione. L'indennità di disoccupazione è pari a circa il 60% della retribuzione, e le 20 ore mensili cumulabili consentirebbero di recuperare gran parte della restante quota del 40%. Una boccata di ossigeno per i precari (le stime parlano di 25 mila, tra insegnanti e Ata, il ministero nega e parla di 10 mila, ma i dati definitivi ancora non ci sono) che in questi giorni non hanno avuto il rinnovo del contratto a tempo determinato di lunga durata (fino al termine delle lezioni o dell'anno scolastico) e che stanno animando con le loro proteste l'avvio di anno. La Flc-Cgil ha già pronta una lunga serie di manifestazioni, non escluso lo sciopero. La misura si affiancherebbe al progetto originario dei cosiddetti contratti di disponibilità voluti dalla Gelmini. Queste al momento le strade che si aprirebbero ai precari, con l'approvazione del decreto legge: priorità nelle supplenze di breve durata nelle scuole, riconoscimento della validità giuridica ai fini del servizio dell'anno in corso comunque trascorso; in caso di disoccupazione, indennità più veloci grazie al cervellone messo su da Istruzione e Inps. E poi, la possibilità, continuando a percepire l'indennità, di lavorare nella scuola per altre 20 ore mensili.
Il che permetterebbe di più di accettare le offerte di lavoro per progetti speciali contro al dispersione scolastica piuttosto che di formazione professionale, quei progetti che molte regioni, d'intesa con l'Istruzione, stanno mettendo in piedi grazie ai fondi europei.
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