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Mercoledì 7 Ottobre 2009, 17:52

Tempi duri per le multiutility

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Quotazioni
A2A S.p.A.
A2A.MI
1.30
-0.08%
Acea SpA
ACE.MI
7.39
-0.74%
Hera
HER.MI
1.65
+0.67%
Iride SpA
IRD.MI
1.32
+0.00%
FTSE MIB
FTSE IT All-Share: migliori e peggiori
Si aspetta l'ufficializzazione da parte dell'Agenzia delle Entrate il conto però, già lo sanno tutti, sarà salato e avrà effetti diretti sui cittadini. Il risarcimento della moratoria fiscale varata dallo Stato nel periodo 1996-1999 comporta di fatto esborsi da capogiro per gran parte delle multiutility quotate e si intreccia con un periodo difficile del settore dopo la corsa all'aggregazione di qualche anno

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fa.

Il conto, in base alle stime delle multiutility stesse, dovrebbe essere particolarmente salato per A2A (Milano: A2A.MI - notizie) che rischia di dover pagare circa 200 milioni di euro a fronte di un utile netto 2008 da 316 milioni. A catena gli effetti dell'ultimo provvedimento cadranno sui comuni che potrebbero dover rinunciare a dividendi che nel caso dei comuni di Milano e di Brescia hanno superato gli 83,4 milioni di euro cadauno per le rispettive quote del 27,45% del capitale.Nel caso di Iride (Milano: IRD.MI - notizie) , dove la quota dei comuni di Torino e Genova raggiunge il 58% gli effetti indiretti dei nuovi risarcimenti da 65 milioni di euro a fronte di un utile 2008 da 115 milioni di euro rischiano di pesare poco meno che per A2A. Nel caso di Acea (Milano: ACE.MI - notizie) ai circa 90 milioni di euro di nuovi oneri corrisponde un utile netto che nel 2008 ha raggiunto i 186,3 milioni di euro. Per quanto riguarda Hera (Milano: HER.MI - notizie) i risarcimenti chiesti dallo Stato ammontano (sempre secondo stime della società quindi ancora non ufficiali) a circa 23 milioni di euro a fronte di un utile da 94,8 milioni di euro realizzato nel 2008.La quota dei comuni nelle controllate dei servizi fa poi variare i rischi derivanti da un eventuale taglio dei dividendi a seguito delle nuove richieste dello Stato. Di certo i nuovi risarcimenti spalmano delle sanzioni un po' su tutto il Centro e Nord Italia (al netto delle partnership frequenti con il Sud Italia in termini industriali come nel caso della gestione idrica di Palermo o del termovalorizzatore di Acerra).Ci guadagna ovviamente lo Stato che ha già deciso di indirizzare i circa 420 milioni totali di risarcimenti che si potrebbero ottenere a vari scopi. Circa 128,5 milioni di euro andranno al censimento generale dell'agricoltura che sarà eseguito dall'Istat in ossequio a delle norme europee. Per il resto saranno spalmati fra le necessità della finanziaria.Sperando sempre che le prevedibile tasse indirette che i comuni potrebbero imporre ai cittadini siano in qualche maniera riequilibrate dagli interventi dello Stato centrale. Nel frattempo al Senato si discute del Decreto Ronchi che potrebbe costringere a precarie privatizzazioni dei settori idrico, rifiuti e trasporti i comuni che non volessero scendere entro il 30% del capitale delle società dei servizi da loro controllati. Se questa discussione porterà alla privatizzazione di questi servizi essenziali o a un loro affidamento diretto e senza gara a società partner è tutto da vedere e dipenderà dalle pronunce del Parlamento e dell'Autorità Antitrust. In attesa, secondo quanto riportato dal quotidiano Finanza e Mercati, sembra che il Comune di Roma stia già preparando un emendamento per evitare la cessione di attività come quella idrica che per Acea vale circa il 45% del Margine operativo lordo, ossia ha un peso irrinunciabile. (GD)

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