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Tempi duri per le multiutility
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Si aspetta l'ufficializzazione da parte dell'Agenzia delle Entrate il conto però, già lo sanno tutti, sarà salato e avrà effetti diretti sui cittadini. Il risarcimento della moratoria fiscale varata dallo Stato nel periodo 1996-1999 comporta di fatto esborsi da capogiro per gran parte delle multiutility quotate e si intreccia con un periodo difficile del settore dopo la corsa all'aggregazione di qualche anno
fa.
Il conto, in base alle stime delle multiutility stesse, dovrebbe essere particolarmente salato per A2A (Milano: A2A.MI - notizie) che rischia di dover pagare circa 200 milioni di euro a fronte di un utile netto 2008 da 316 milioni. A catena gli effetti dell'ultimo provvedimento cadranno sui comuni che potrebbero dover rinunciare a dividendi che nel caso dei comuni di Milano e di Brescia hanno superato gli 83,4 milioni di euro cadauno per le rispettive quote del 27,45% del capitale.Nel caso di Iride (Milano: IRD.MI - notizie) , dove la quota dei comuni di Torino e Genova raggiunge il 58% gli effetti indiretti dei nuovi risarcimenti da 65 milioni di euro a fronte di un utile 2008 da 115 milioni di euro rischiano di pesare poco meno che per A2A. Nel caso di Acea (Milano: ACE.MI - notizie) ai circa 90 milioni di euro di nuovi oneri corrisponde un utile netto che nel 2008 ha raggiunto i 186,3 milioni di euro. Per quanto riguarda Hera (Milano: HER.MI - notizie) i risarcimenti chiesti dallo Stato ammontano (sempre secondo stime della società quindi ancora non ufficiali) a circa 23 milioni di euro a fronte di un utile da 94,8 milioni di euro realizzato nel 2008.La quota dei comuni nelle controllate dei servizi fa poi variare i rischi derivanti da un eventuale taglio dei dividendi a seguito delle nuove richieste dello Stato. Di certo i nuovi risarcimenti spalmano delle sanzioni un po' su tutto il Centro e Nord Italia (al netto delle partnership frequenti con il Sud Italia in termini industriali come nel caso della gestione idrica di Palermo o del termovalorizzatore di Acerra).Ci guadagna ovviamente lo Stato che ha già deciso di indirizzare i circa 420 milioni totali di risarcimenti che si potrebbero ottenere a vari scopi. Circa 128,5 milioni di euro andranno al censimento generale dell'agricoltura che sarà eseguito dall'Istat in ossequio a delle norme europee. Per il resto saranno spalmati fra le necessità della finanziaria.Sperando sempre che le prevedibile tasse indirette che i comuni potrebbero imporre ai cittadini siano in qualche maniera riequilibrate dagli interventi dello Stato centrale. Nel frattempo al Senato si discute del Decreto Ronchi che potrebbe costringere a precarie privatizzazioni dei settori idrico, rifiuti e trasporti i comuni che non volessero scendere entro il 30% del capitale delle società dei servizi da loro controllati. Se questa discussione porterà alla privatizzazione di questi servizi essenziali o a un loro affidamento diretto e senza gara a società partner è tutto da vedere e dipenderà dalle pronunce del Parlamento e dell'Autorità Antitrust. In attesa, secondo quanto riportato dal quotidiano Finanza e Mercati, sembra che il Comune di Roma stia già preparando un emendamento per evitare la cessione di attività come quella idrica che per Acea vale circa il 45% del Margine operativo lordo, ossia ha un peso irrinunciabile. (GD)
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