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Irap: Cgia Mestre, Taglio a Aziende In Perdita Premia i Furbi
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(ASCA) - Roma, 7 nov - Tagliare l'Irap alle aziende in
perdita rischia di premiare i furbi, meglio invece la
deduzione dalla base imponibile degli interessi passivi che
premia chi investe. E' quanto sostiene Giuseppe Bortolussi,
segretario della Cgia di Mestre, commentando la novita'
annunciata dal governo sulla possibile eliminazione dell'Irap
per le imprese in perdita.
Proposta che ''non ci convince'' dice, perche' ''se attuata
sara' una misura che favorira' una gran parte di quel 50%
circa di societa' di capitali che da anni dichiara zero euro
di reddito. Infatti, non e' un caso che sono proprio i grandi
industriali a chiederne la non applicazione sulle perdite
visto che per moltissimi di loro l'Irap e' rimasta l'unica
grande imposta che continuano a pagare''.
''Sia chiaro - prosegue Bortolussi - tra le societa' di
capitali ci sono anche centinaia di migliaia di piccole
aziende in difficolta' e con i conti in rosso. Pertanto non
e' nostra intenzione criminalizzare le societa' di capitali.
Ma dopo aver visto con quale intensita' molti grandi capitani
d'industria spingono in maniera molto decisa per la sua
eliminazione sulle perdite, il sospetto che qualcuno faccia
il furbo e' molto forte''.
''A nostro avviso, invece, bisognerebbe premiare le
aziende che nonostante la crisi hanno continuato ad investire
o si sono indebitate per mantenere in pedi l'attivita'. Come
? Deducendo dalla base imponibile Irap - conclude Bortolussi
- gli interessi passivi in modo tale da agevolare quella
parte del sistema produttivo oggi fortemente stressato dalla
crisi in atto''.
Una operazione che, secondo i calcoli della Cgia di
Mestre, complessivamente costerebbe alle casse dello Stato
3,57 mld di
euro.
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