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Giovedì 8 Gennaio 2009, 8:48

Il peggio per le Borse sembra essere alle spalle. Un buon momento per lo shopping?

Di Alberto Susic

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Quotazioni
BANCO POPOLARE
BP.MI
5.83
-2.83%
UBI Banca
BPU.MI
22.06
-0.59%
Fiat Spa
F.MI
10.14
-2.12%
Intesa Sanpaolo Spa
ISP.MI
2.99
+0.93%
Mediobanca SpA
MB.MI
8.30
-1.37%
Banca Popolare Milan...
PMI.MI
5.26
-1.03%
Telecom Italia Spa
TIT.MI
1.11
-0.81%
Unicredit SpA
UCG.MI
2.39
-1.54%
S&P/Mib
Mibtel: migliori e peggiori
Di seguito riportiamo l'intervista sull'indice S&P/Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari, con domande rivolte Davide Biocchi, trader privato e analista tecnico indipendente. Fondatore e amministratore del sito www.tradingweek.net.


In queste prime giornate del 2009 Piazza affari sta vivendo una fase di positività, mostrando una maggiore forza relativa rispetto agli altri listini azionari. Ci sono le condizioni perché questa tendenza in atto prosegua nel breve? Quali sono le attese per il nostro mercato e quali i possibili scenari nel

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breve?
+

Ritengo che la maggiore forza relativa del nostro mercato sia da ricondurre principalmente a due fattore chiave. Da una parte sono tornati un po' in auge i titoli del settore finanziario, la cui debolezza ha rappresentato la causa principale della nostra sottoperformance per circa un anno e mezzo. Grazie alla ripresa di questi titoli ora riusciamo a fare meglio degli altri, ma non bisogna dimenticare che i volumi di scambio in questi giorni sono un po' ingannevoli. Si tratta di volumi abbastanza modesti, la Borsa è piuttosto piatta, basti pensare che la volatilità, dopo essere stata esplosiva per mesi, ora sta rapidamente rientrando. Nell'ultimo mese la volatilità si è dimezzata considerando che il Vix è sceso in area 40 punti dopo aver sfiorato l'area dei 90 punti.
Il secondo aspetto che permette di spiegare la recente sovrapeformance di Piazza Affari è legato al fatto che le banche italiane, così come avevano suscitato l'appetito degli investitori quando i mercati erano i massimi e quando si parlava di fusioni a tutti i costi, sono di nuovo oggetto di rumors su possibili aggregazioni, anche se più allo scopo di proteggere le banche stesse. I temi che fanno salire il comparto sono sostanzialmente sempre gli stessi, basti pensare che martedì è tornata in auge l'ipotesi delle nozze tra Mediobanca (Milano: MB.MI - notizie) e Unicredit (Milano: UCG.MI - notizie) , mentre ieri si è cavalcata un'ipotetica fusione tra Ubi Banca (Milano: BPU.MI - notizie) e Banco Popolare (Milano: BP.MI - notizie) .
Certo oggi se ne parla in termini diversi rispetto a quanto non si è fatto un anno e mezzo fa, quando le fusioni erano tese a proteggere il sistema bancario italiano dall'eventuale aggressione da parte di realtà straniere. Oggi si tratta invece di banche che si potrebbero eventualmente fondere per rafforzarsi, perché magari la crisi finanziaria le ha rese deboli, così attraverso aggregazioni si possono creare dei poli più forti e quindi più sicuri.
Quel che è certo è che il mercato sempre vive di temi, spesso anche speculativi, tenendo presente che già da un po' c'erano stati dei segnali che facevano pensare di essere vicini all'opportunità per avviare un'accumulazione che sarà lunga ed estenuante.
Questo è quello che ci aspetta probabilmente nel corso del 2009, una Borsa poco volatile con scambi e temi ridotti, perché in questo momento la finanza e l'economia hanno bisogno di farsi dimenticare piuttosto che essere un tema dominante.
I mercati sono stati estenuati dal ribasso e tutti quelli che hanno avuto bisogno di vendere a tutti i costi e a qualsiasi prezzo, probabilmente hanno terminato almeno la parte più importante di ciò che dovevano fare. Probabilmente abbiamo già visto l'apice di questo scenario, ma non appena ci sarà la rendicontazione di fine che diventerà visibile verso la metà del mese in corso, non è da escludere che possa esserci una nuova ondata di riscatti da parte dei fondi.
Di fatto stiamo vivendo una situazione particolare: parlando del crack Madoff ad esempio, se lo stesso si fosse verificato tra settembre e ottobre, i mercati avrebbero reagito con flessioni da 5-10 punti percentuali. Il crack è infatti dimensioni importanti e anche i personaggi coinvolti nello stesso sono talmente di primo piano tali da fornire tutti gli ingredienti per assistere ad un crollo del mercato. Questo però non è avvenuto, la volatilità si è abbassata e addirittura abbiamo assistito a dei moderati rialzi.
Ciò fornisce un'idea di come gli investitori si siano ormai assuefatti a questo tipo di notizie e quindi la reazione anche alle più negative è quasi ormai di noncuranza. E' questo un primo segnale del trend ribassista in esaurimento e quando ciò accade vediamo in una prima fase un movimento di recupero, per poi dare il via ad una fase di accumulazione.
Quest'ultima potrebbe durare molto a lungo, ricordando che l'ultima volta si è sviluppata nell'arco di un anno e anche alla luce di ciò mi aspetto un 2009 di mercati piatti.

In vista di queste prospettive, quali sono le strategie che si sente di suggerire ad un investitore in questa fase?

Parlare di un 2009 piatto per le Borse non significa aspettarsi che i mercati non si muoveranno, perché gli stessi potranno avere un trading range anche ampio. Non mi aspetto comunque trend definiti in una direzione o nell'altra, preferendo pensare a dei movimenti laterali anche significativi.
Per gli investitori che hanno un'ottica di medio periodo, questo potrebbe essere il momento ideale per accumulare posizioni. A questo punto però ci si chiede cosa accumulare, considerando che ci sono tanti titoli su prezzi ipoteticamente interessanti. L'economia però sarà in difficoltà per tutto il 2009 e di sicuro non farà salire i mercati finanziari, e tra le società quotate ce ne sono alcune che potrebbero ancora avere problemi molto grossi.
In considerazione di ciò è difficile scegliere uno o più cavalli su cui puntare, visto che qualcuno di questi potrebbe rivelarsi quello sbagliato e dare fastidio ad una performance di lungo periodo.
E' preferibile quindi scommettere più in generale sull'indice e di conseguenza la scelta ideale sarebbe quella di puntare su degli ETF, magari con ingressi graduali e cadenzati nel tempo.

Tornando a parlare del nostro indice, quali sono le sue attese per il breve termine? Dopo il raggiungimento di area 21.000, quali sono i livelli da seguire con attenzione ora per l'S&P/Mib?

Per l'indice delle blue chips abbiamo al ribasso un'area di supporto a circa 20.300 punti e la successiva la possiamo individuare sui minimi di periodo in area 18.000. Al rialzo invece, teoricamente c'è spazio per un recupero fino ai 23.000 punti, ma è difficile pensare che il mercato possa trovare gli spunti giusti per raggiungere a breve questo livello, se non attraverso una reazione impulsiva. Quando si tratta però di movimenti di questo tipo è difficile trovare delle resistenze intermedie che il mercato si costruisce invece nel tempo.
L'indice si sta comportando da manuale in questo momento: dopo alcune sedute di rialzo, ieri c'è stato un ritracciamento che però non ha visto volumi in crescita rispetto alle sessioni precedenti. Se l'ottica è quella di un rimbalzo, potrebbe trattarsi anche di un'occasione d'acquisto, specie qualora le quotazioni dovessero tornare in area 20.300. Al di sotto di tale soglia invece si potrebbe avere un primo segnale di debolezza, ma sarei prudente nella valutazione dei vari livelli. Siamo ancora in una fase in cui l'analisi tecnica è meno credibile nel fornire livelli affidabili.

Volendo parlare di qualche titolo, a quali consiglierebbe di guardare in particolare in questa fase?

Tra i vari titoli inviterei a guardare Fiat (Milano: F.MI - notizie) che si trova comunque su livelli di prezzo interessanti e soffermerei l'attenzione in particolare sulle Fiat privilegio. Queste ultime solitamente sovraperformano le azioni ordinarie nelle fasi di salita del mercato, sottoperformando invece nelle discese. Le privilegio hanno movimento più ampi, nel bene e nel male, e quando Fiat era sui massimi, tra le due tipologie di azioni si aveva un gap di circa il 20%, mentre ora la forchetta è arrivata al 50%. Le Fiat privilegiate sembra si stiano muovendo ora in fase di recupero, motivo per cui potrebbero essere più interessanti delle ordinarie, anche in considerazione di un eventuale dividendo.

Data l'attenzione richiamate nelle ultime sedute, consiglierebbe di puntare sui bancari in questo momento?

Il momento attuale potrebbe essere quello giusto per cavalcare il tema dei finanziari, tra i quali segnalerei Banca Popolare di Milano (Milano: PMI.MI - notizie) . Il titolo è rimasto un po' al palo e potrebbe essere riscoperto con un'eventuale rotazione, insieme a Monte Paschi che sopra 1,6 euro invierebbe un buon segnale di forza.
Da non trascurare anche gli altri temi come Unicredit, Mediobanca, Ubi Banca e Banco Popolare, mentre al momento non ci sono segnali particolari per Intesa Sanpaolo (Milano: ISP.MI - notizie) . Per Unicredit invece l'operazione relativa all'aumento di capitale potrebbe offrire dei benefici, valorizzando in qualche modo il titolo.

Cosa pensa infine di Telecom Italia (Milano: TIT.MI - notizie) , riportatosi stabilmente al di sopra di quota 1 euro?

Telecom Italia si è rivelato più forte del mercato quando quest'ultimo ha vissuto l'ultima fase di ribasso, tanto è vero che proprio durante quest'ultima si è riportato al di sopra di quota 1 euro. Il titolo ha rimbalzato bene, anche se al momento mancano dei temi di fondo, ma non è da escludere che possa proseguire la fase di recupero nel breve. Guardando in avanti a mio avviso si può individuare un primo target in area 1,3 euro, con un potenziale di upside non trascurabile rispetto ai valori attuali, visto che ci sarebbe un margine di apprezzamento nell'ordine di circa 15 punti percentuali.


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