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Usa, la Borsa cresce. L'economia no
Di Marco Caprotti
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Borsa in ripresa ma situazione congiunturale al palo. E' uno scenario a due facce quello che in queste settimane stanno attraversando gli Stati Uniti. L'indice Msci North America nell'ultimo mese (fino al 16 aprile e calcolato in euro) ha guadagnato circa il 2,3%. Gli investitori si stanno rendendo conto che la crisi innescata dai mutui subprime (quelli di scarsa qualit�) per il momento non ha avuto effetti disastrosi sui conti societari. Non su tutti, almeno.
Ci sono banche come Jp Morgan che nel primo trimestre dell'anno hanno avuto profitti in calo del 50% a causa delle svalutazioni e degli accantonamenti. Ma si tratta soprattutto dei colossi che erano particolarmente esposti sui prodotti strutturati. Aziende come Intel (NASDAQ: INTC - notizie) , Coca Cola (NYSE: KO - notizie) , alcuni istituti di credito regionali e qualche compagnia energetica hanno gi� detto che nel secondo trimestre avranno utili in crescita rispetto allo stesso periodo del 2007. Questo anche grazie al dollaro debole che aiuta le vendite fuori dagli Usa.
Il quadro � diverso, invece, sul fronte macro. Secondo il Dipartimento del commercio la costruzione di case nuove a marzo � calata dell'11,9% rispetto al mese precedente. Si tratta del risultato peggiore degli ultimi 17 anni ed � anche il segnale che la crisi del mattone quest'anno si manger� qualche punto percentuale di crescita congiunturale. Secondo un rapporto dell'Associazione nazionale dei costruttori di case, l'edificazione di nuovi appartamenti, se la crisi continuer�, caler� del 30%. Uno studio della societ� di consulenza RealtyTrack ha mostrato che a marzo il tasso di pignoramento delle abitazioni da parte delle banche creditrici � raddoppiato rispetto allo stesso mese del 2007. In pratica sono sempre di pi� le famiglie americane che non ce la fanno a pagare il mutuo.
Dal punto di vista operativo gli analisti di Morningstar (NASDAQ: MORN - notizie) consigliano un comportamento improntato alla cautela. �L'atteggiamento degli investitori in queste settimane � cambiato�, scrive in un report Jeffrey Ptak. �Se prima si cercava di capire bene lo scenario per poi fare investimenti mirati, adesso si d� l'ordine di vendita e poi si studia la situazione�. Soprattutto per quanto riguarda i titoli finanziari. �Le azioni delle grandi merchant bank sono trattate con uno sconto che va dal 23 al 30% rispetto al loro fair value�, continua Ptak. �Ma in questo momento, alla luce delle continue turbolenze e dell'aria di paura che si respira sul mercato dei capitali, non ci sentiamo di consigliarle�.
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